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Assegno postdatato: strumento legale, ma poco utile

20 Settembre 2016
Assegno postdatato: strumento legale, ma poco utile

Si possono emettere gli assegni post datati? La risposta è affermativa. Ecco i profili legali, penali e amministrativi del fenomeno.

Al contrario di quanto si possa pensare l‘assegno postdatato è legale da un punto di vista penale e amministrativo. Però costituisce un illecito tributario e da un punto di vista civilistico il patto è nullo: di conseguenza il creditore può esigerlo in banca immediatamente. Vediamo i dettagli.

Assegno postdatato: è un reato emetterlo?

Per strano che possa sembrare non è reato emettere un assegno postdatato. Quindi l’unico caso nel quale si configura l’illecito PENALE è quando il debitore tenta di far credere al creditore che il conto è coperto, o che lo sarà per quella data. L’illecito, sostanzialmente, si configura dunque nel raggiro, nella malafede (che per verità spesso si affianca all’emissione di un assegno del genere).
se il debitore ha emesso l’assegno nella piena convinzione che, alla data di scadenza del pagamento, il conto sarà “coperto”, allora non scatta alcun reato.

Quando si ottiene una sanzione amministrativa all’emissione di assegni postdatati?

Non si sarà soggetti a multe o sanzioni amministrative se si emettono assegni postdatati a meno che l’assegno non risulti scoperto una volta che se ne richiede il “cambio” in banca. In quel caso l’assegno sarà “protestato” e il Prefetto emetterà la multa per il debitore che ha emesso un assegno a vuoto.

Assegno a vuoto: come si può evitare la sanzione amministrativa?

Per evitare la sanzione amministrativa nel caso dell’emissione dell’assegno a vuoto si può pagare immediatamente l’assegno nelle mani del creditore, curando di farsi rilasciare la liberatoria.

Emettere assegni postdatati è illecito tributario?

Quando si emette un assegno postdatato – se ciò viene fatto senza alcuna malafede, come specificato nei paragrafi precedenti – di fatto si crea un accordo tra il debitore e il creditore per il quale il debitore rilascia al debitore un titolo che serve a garantire un pagamento futuro. Nè più né meno di quanto accade con la cambiale: anch’essa è una promessa di pagamento futuro per un debito attuale.

Tuttavia c’è una differenza sostanziale: all’acquisto della cambiale si paga l’imposta di bollo, mentre non si paga tale imposta con l’assegno.

Ecco perchè l’uso dell’assegno postdatato costituisce un modo per evadere l’imposta di bollo che sarebbe dovuta. L’assegno postdatato è dunque un’evasione fiscale, benché di piccolo conto e che può essere sanata in qualsiasi momento attraverso la cosiddetta “regolarizzazione del titolo”, ossia pagando l’imposta e le sanzioni. Effettuata la regolarizzazione, l’assegno può essere portato in banca e soprattutto può essere pagato anche prima della scadenza della data riportata su di esso.

L’evasione non si concretizzerà naturalmente se l’assegno non verrà cambiato prima della data segnata su di esso.

Assegno postdatato: è un patto lecito?

L‘assegno postdatato costituisce un patto lecito? Ovvero: il patto in base al quale il debitore dà al creditore un assegno a garanzia del credito e questi si impegna a non cambiare l’assegno prima di quella data è un patto lecito? La risposta è no.

L’assegno è un titolo pagabile a vista, questo vuol dire che non è vero che la data successiva a quella dell’emissione impedisce al creditore di cambiarlo in anticipo. Se il creditore, in possesso di un assegno postdatato, decide di farselo cambiare in banca prima del termine, può farlo e la banca non può negarlo.

Questo determina però:

  • il dovere da parte del creditore di pagare l’imposta di bollo (per regolarizzare come detto la posizione tributaria);
  • in caso di assegno “a vuoto” il protesto del debitore.

Infine, occorre sottolineare che non sarà possibile per il creditore utilizzare l’assegno per una eventuale esecuzione forzata o per chiedere un decreto ingiuntivo al tribunale. Perché il patto tra creditore e debitore è di fatto come se non fosse mai stato siglato.

Come tutelarsi se il post-datato non è utilizzabile per l’esecuzione forzata? 

La soluzione alla richiesta di come tutelarsi per rendere esigibile un credito ad una determinata data è costituita dalla cambiale.

Per sapere tutti i dettagli su questo metodo di pagamento, ti consigliamo il nostro approfondimento Crisi di credito? Torna in voga la cambiale: guida all’uso.

Per conoscere altre modalità di tutela del creditore nei confronti del debitore e approfondire il tema della validità dell’assegno postdatato consulta il nostro approfondimento Assegno postdatato.



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1 Commento

  1. A Gennaio 2007 ho preso un assegno post datato al 1 Marzo 2007,ebbene sono andato in banca il 1 marzo l’assegno non era coperto,e giorni dopo la mia banca senza dirmi nulla mi ha prelevato più di 100 euro dal mio conto per pagare le spese di questo assegno scoperto.Sono andato da 2 avvocati ho speso 450 euro e non ho risolto nulla,i miei soldi non li ho più rivisti, più le spese che ho elencato e il tempo perso.La giustizia Italiana fà acqua da tutte le parti,questo è il mio pensiero.

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