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Esportatori fantasma: 60mila lettere dell’Agenzia delle Entrate

3 Ottobre 2016
Esportatori fantasma: 60mila lettere dell’Agenzia delle Entrate

Chi esporta i beni fuori confine e non lo dichiara rischia grosso. Ecco le lettere dell’Agenzia delle Entrate e le conseguenze se non si risponde.

L’Agenzia continua l’invio di lettere a contribuenti passibili di accertamento. Nell’ottica della compliance che sta pervadendo l’azione del Fisco si colloca anche quest’ultima tranche di invio relativa alle lettere agli “esportatori fantasma“, coloro i quali cioè, pur esportando i prodotti al di fuori dei confini nazionali, non dichiarano al Fisco l’operazione.

Si tratta di una “svista” che potrebbe costare cara. Ecco i dettagli.

Falsi esportatori: le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate

Sono molte le partite IVA in Italia che sono iscritte nell’archivio di coloro i quali fanno affari al di fuori dei confini nazionali. Tuttavia sono molte anche quelle, tra queste, che di fatto non dichiarano alcuna operazione all’estero.

Si tratta di un’incoerenza che fa alzare le “antenne” dell’Agenzia, che sta dunque chiedendo ai contribuenti di chiarire la loro posizione.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, il Fisco è in procinto di inviare 60 mila lettere ad altrettanti soggetti che, pur essendo iscritti nell’archivio delle Partite Iva che hanno scambi con l’estero (il Vies per sapere di cosa si tratta ti consigliamo la nostra guida Guida al VIES per gli operatori IVA), ma che non risulta abbiano effettuato operazioni oltre confine nell’ultimo anno.

Comunicazione falsi esportatori: cosa fare?

Coloro i quali dovessero ricevere una delle sessantamila lettere dell’Agenzia delle entrate, dovranno fornire al Fisco entro i successivi due mesi la documentazione che provi l’attività svolta e di conseguenza dovranno pagare le relative imposte.

In caso di mancanza di risposta o di documentazione inadeguata le aziende saranno cancellate dal Vies (l’elenco che serve per avere affari con l’estero).

Quanto costa alle imprese essere escluse dal Vies?

Se vi sembra poco la cancellazione dal database Vies, provate a pensare a come si debba muovere sui mercati internazionali un’impresa che non abbia più la possibilità di fare in modo che la propria partita IVA sia riconosciuta negli altri Paesi.

Al di là dell’ovvia conseguenza – positiva – di impedire ad ogni effetto l’evasione sull’estero, l’Agenzia di fatto in assenza di risposta da parte dell’impresa, agisce con una punizione rilevante che incide sull’operatività stessa delle aziende: l’impossibilità di identificare la controparte infatti impedisce di fare affari oltre confine e l’assenza dal Vies comporta proprio questo effetto collaterale.



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