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Bonus assunzioni: proroga al sud

7 Ottobre 2016 | Autore:
Bonus assunzioni: proroga al sud

In vista la proroga del bonus per le assunzioni, ma solo nel Sud Italia. Ecco come funziona. 

Il bonus occupazione ha avuto in questi mesi grande successo, tanto che sarebbe un peccato per il Governo rinunciare alla possibilità di prorogarlo. Di fatto tuttavia i fondi sono pochi e alla strutturazione della Legge di Stabilità mette davanti a delle scelte. Ecco allora che si tira fuori dal cappello l’opportunità di usare i Fondi UE come strumento per finanziare la crescita occupazionale. Ecco come si pensa di riuscire a finanziare i nuovi bonus.

Bonus occupazionali al Sud: come si finanziano

I bonus dovrebbero essere limitati alle assunzioni effettuate nel Sud Italia, ciò in ragione della maggiore disponibilità di fondi strutturali sulle regioni in ritardo di sviluppo, oltre che naturalmente per la ragione politica derivante dalla presenza di un tasso di disoccupazione più elevato in quest’area del Paese.

Il sostegno dei fondi strutturali europei dovrebbe andare ad incentivare i nuovi contratti a tempo indeterminato, attraverso un meccanismo che tiene conto dell’età e della situazione di difficoltà in cui si trovano le persone.

L’intenzione sarebbe, dunque, quella di proseguire con degli incentivi “ponte” verso la stabilizzazione, per fare in modo che poi dal 2018 si possa raggiungere l’obiettivo del taglio strutturale del cuneo fiscale. 

Se i fondi strutturali fossero effettivamente la chiave del rilancio dei bonus, allora la misura non sarebbe inclusa nella Legge di Stabilità, la misura che è allo studio del governo sarebbe di fatto il primo atto ufficiale dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal). Ecco come dovrebbero funzionare.

Incentivi occupazione al Sud dal 2017: come funzionano

Gli incentivi per la stabilizzazione dell’occupazione al Sud dovrebbero riguardare le imprese che assumono giovani fino a 25 anni, o da 50 anni in su. Nella fascia d’età tra 25 e 49 anni, l’incentivo coinvolgerà le categorie svantaggiate, secondo la normativa Ue, ovvero i disoccupati da almeno sei mesi, o privi di diploma superiore.

Altri incentivi per il sistema duale: dalla scuola al lavoro

Ci sarà un incentivo specifico per finanziare invece le aziende che aprono le porte agli studenti, attraverso l’alternanza scuola lavoro o i tirocini curriculari.

Se l’impresa entro sei mesi dal termine del percorso formativo li assumerà stabilmente, sarà premiata con uno sgravio contributivo che potrebbe essere di durata triennale e fino a 8.060 euro annui (esattamente come accade nel caso del primo anno di applicazione della decontribuzione piena sui nuovi assunti con contratto a tutele crescenti).

Quest’ultima misura invece, che prevedibilmente partirà dal 2018, sarà comunque inclusa con tutta probabilità nella legge di Bilancio per far decollare il sistema di formazione duale, rilanciato dal Jobs act e dalla Buona scuola.


note

Autore immagine: 123rf.com


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