Business | Articoli

Regolamento edilizio unico: quando parte e i dubbi di applicazione

21 Ottobre 2016 | Autore:
Regolamento edilizio unico: quando parte e i dubbi di applicazione

Regolamento edilizio nazionale vagliato, ecco da quando dovrebbe essere attivata la riforma, ma se non si applica cosa succede? Nulla…

In tema di edilizia è probabilmente la principale riforma del governo in questi anni. Il traguardo che costituisce uno dei passaggi più rilevanti in tema di semplificazioni nel settore è stato raggiunto ieri in conferenza unificata
Parte il regolamento edilizio unico nazionale. Ecco il processo di applicazione e tutti i dubbi relativi all’applicabilità della riforma sull’intero territorio.

Regolamento edilizio nazionale: quando parte?

Per sapere quando parte il processo di applicazione del regolamento edilizio nazionale, bisogna tenere conto di alcuni passaggi ulteriori. Le regioni a partire da oggi hanno difatti 6 mesi di tempo per recepire il regolamento attraverso legge o delibera.

Dal recepimento regionale i comuni avranno ulteriori 6 mesi per l’adozione.

In breve da oggi ad un anno il regolamento edilizio unico nei vari comuni dovrebbe essere applicabile in tutta Italia.

L’impegno sottoscritto ieri riguarda in prima battuta le Regioni a statuto ordinario, mentre è opzionale per quelle a statuto speciale.

Come cambia il regolamento edilizio

Lo schema di regolamento è composto da tre sezioni delle quali la prima costituisce lo schema guida per la redazione del regolamento – ad uso dei comuni e delle regioni, mentre la seconda e la terza sezione costituiscono 2 allegati che stabiliscono alcune definizioni uniformi sull’intero territorio nazionale (si pensi all’attuale differenza tra le varie definizioni usate regione per regione per specificare la superficie netta, la superficie utile, l’altezza e i volumi degli edifici). Sono 42 le definizioni standard inserite all’interno della seconda sezione.

Nella terza sezione sono stabilite invece 118 norme statali che hanno impatto sull’edilizia, dunque nei vari regolamenti comunali, le norme statali saranno tutte richiamate attraverso un rimando all'”allegato B” del regolamento nazionale. questo renderà dunque il regolamento più leggibile e d’altra parte eviterà di fissare le norme statali all’interno dei documenti locali, con la conseguenza che quando le norme nazionali cambiavano, i regolamenti comunali divenivano obsoleti.

Regolamento unico, non proprio unico

Come spesso accade nel nostro Paese di fatto il regolamento non sarà del tutto uniforme sul territorio. L’accordo raggiunto ieri difatti – come avevamo avuto modo di anticipare anche sulle nostre pagine (leggi Regolamento edilizio unico: ecco come funzionerà) – prevede che ciascuna regione possa aggiungere alcune norme che abbiano un impatto sull’edilizia e delle quali i vari comuni dovranno tenere conto.

Inoltre anche le definizioni “uniformi” delle quali abbiamo detto, potranno essere modificate in via transitoria dalle regioni se avranno incidenza sulle previsioni dimensionali.

Questa apertura, appunto, “transitoria”, ovvero per un periodo di tempo limitato, permetterà alle regioni e ai comuni di piegare il regolamento alle esigenze relative al pregresso, evitando di impattare sulle volumetrie previste dagli strumenti urbanistici attuali.

Regolamento edilizio unico: ma lo cambiano anche i Comuni

Anche gli enti locali avranno la possibilità di integrare lo schema di regolamento con misure che vadano oltre le regoli comuni ad esempio con riferimento alle performance energetiche o ai materiali bio.

Tuttavia l’applicazione del regolamento unico nei termini detti sarà obbligatoria.

Quando le Regioni recepiranno lo schema di regolamento, il comune sarà anch’esso obbligato ad adottarlo; e se non lo fa, scaduti i sei mesi, le definizioni uniformi e le norme sovraordinate (statali e regionali) «trovano diretta applicazione».

Nessuna sanzione se il regolamento non è applicato in Regione

Il Comune però – e qui sta il punto debole del sistema – non è obbligato a far nulla qualora la Regione non approvi il regolamento.

Perchè la Regione adotti il regolamento, come abbiamo visto si prevede un limite di 6 mesi. Tuttavia non è prevista alcuna sanzione per eventuali ritardi. Un vilnius normativo che potrebbe portare all’effetto della montagna che partorisce il topolino.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube