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Accertamenti fiscali e atti catastali via PEC

13 Novembre 2016


Accertamenti fiscali e atti catastali via PEC

> Business Pubblicato il 13 Novembre 2016



Tra gli emendamenti alla manovra la possibilità di inviare via PEC gli accertamenti e gli atti catastali, ma la giurisprudenza ha già posto dei dubbi al riguardo.

Fanno parte degli emendamenti semplificazione della manovra fiscale,  di cui ci stiamo occupando in questi giorni (si legga Visto infedele: si può riparare e Semplificazioni: torna F24 cartaceo e stop al tax day) altri due elementi che potrebbero avere grande rilievo.

Si tratta di emendamenti che puntano a rendere semplice la notifica al cittadino di atti catastali e accertamenti fiscali. Mentre sugli atti catastali non ci sono dubbi che si tratti di una semplificazione, con riferimento alla notifica via PEC degli accertamenti sono stati già sollevati numerosi dubbi dalla giurisprudenza.

Ecco i dettagli.

Atti catastali e accertamenti via PEC

Sarà possibile che l’invio di accertamenti e l’invio degli atti catastali possa avvenire per posta elettronica certificata. Di conseguenza si mette in qualche modo uno stop agli accertamenti non consegnati per difetto di notifica (come è ormai noto è possibile spesso riconoscere se l’atto notificato con avviso di ricevimento proviene o meno dal Fisco, leggi Codici raccomandata aggiornati: cosa sono il codice 615, 613, 76, 78?).

Tuttavia si rileva che varie volte quest’anno la giurisprudenza si è espressa a sfavore della notifica via PEC degli accertamenti, notifica che non solo è già possibile per le categorie che sono obbligate a possedere una PEC, ma che di fatto è già in opera dall’inizio di giugno di quest’anno.

Accertamenti via PEC, i dubbi sulla notifica

La possibilità di notifica a mezzo pec delle cartelle esattoriali è stata introdotta [1] dal primo giugno 2016, difatti, tutte le notifiche di Equitalia devono essere eseguite tramite questo strumento nei confronti di quei soggetti, quali imprenditori individuali, società e professionisti che ne devono esserne forniti per legge.

Resta invece una scelta discrezionale dell’Ente se notificare a mezzo PEC o via raccomandata per i privati. Ma, come si diceva, varie commissioni tributarie nel tempo hanno sollevato dubbi in merito alla legittimità della notifica via PEC.

Da ultimo la CTP di Napoli [2] ha ritenuto (riprendendo un orientamento già rilevato dalla CTP di Lecce [3]) che la notifica non si potesse considerare avvenuta in quanto ciò che viene inviato è o una copia informatica dell’originale o una copia informatica di un documento analogico. In entrambi i casi questi due documenti hanno bisogno di un’attestazione di un pubblico ufficiale autorizzato per essere ritenuti conformi all’originale. E i funzionari di Equitalia non sono pubblici ufficiali.

Inoltre bisogna tenere presente, secondo l’ordinanza della CTP di Napoli, che la consegna avvenuta via PEC non garantisce in alcun modo l’effettiva conoscenza dell’atto da parte del destinatario. La CTP di Lecce in particolare specificava nella sua precedente sentenza come “il gestore del sistema garantisce soltanto la disponibilità del documento nella casella di posta elettronica del destinatario e ciò prescinde da ogni possibile verifica dell’effettiva apertura e lettura del messaggio”.

note

[1] Dlgs. 159/2015.

[2] CTP Napoli, ord. n. 1817/2016.

[3] CTP Lecce, sent. n. 611 del 25 febbraio 2016.


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