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Banca: come avviene l’estinzione dei depositi di risparmio?

25 Agosto 2018
Banca: come avviene l’estinzione dei depositi di risparmio?

Ai sensi del D.Lgs 21/11/2007, n. 231 (modificato e integrato dal D.Lgs 25/09/2009, n. 151), l’Istituto Bancario può ritenere in diritto di estinguere un deposito di risparmio senza una comunicazione preventiva tracciata con il cliente? In altri termini, il cliente può apprendere a posteriori, in forma del tutto casuale, la chiusura di un proprio Deposito di Risparmio senza averne mai ricevuto comunicazione con metodica certificata? Nella fattispecie in questione, l’Istituto Bancario dichiara di avere inviato comunicazione circa la necessità di assolvimento degli obblighi di adeguata verifica e il cliente dichiara di non averla ricevuta. È necessario, in tal senso, in capo all’Istituto Bancario l’onere della prova? Si precisa che il Deposito di Risparmio di cui all’oggetto era a saldo zero e quindi non rientrante nella casistica della c.d. “operazione di restituzione”.

La normativa citata dal lettore non fa espresso riferimento ad obblighi di comunicazione specifici. All’art. 43 si dice solamente che «Le procedure e i sistemi di controllo, articolati in ragione della natura e del rischio propri dell’attività svolta, assicurano, quanto meno: […] la previsione di meccanismi di immediata estinzione del rapporto di convenzionamento o del mandato a fronte del venir meno dei requisiti di cui alla lettera c) ovvero di gravi o ripetute infrazioni, riscontrate in occasione delle verifiche e dei controlli di cui alla lettera d) […]».

Si noti poi che, a seguito del d.lgs. 90/2017, tutti i depositi di risparmio al portatore dovranno essere estinti entro il 31.12.2018.

Sono diversi i motivi per cui la banca potrebbe procedere all’estinzione d’ufficio: ad esempio, quando il cliente non fornisce la documentazione necessaria prevista dalla legge anti-riciclaggio; ma anche nel caso di conti che non vengono movimentati da un certo periodo di tempo, con saldo a zero o negativo.

Al di là di tutto, poiché di norma il recesso unilaterale del contratto deve essere comunicato in forma scritta alla controparte entro il termine stabilito per legge o dal contratto stesso, è onere dell’istituto fornire previa comunicazione al cliente. Ci sono infatti delle condizioni da rispettare quando un deposito viene chiuso dalla banca: la prima, fondamentale, è quella di avvertire il cliente. L’istituto di credito deve avvertire il correntista prima di farlo e non dopo averlo cancellato dal suo elenco dei clienti, rispettando il termine di preavviso previsto dal contratto o, in mancanza di questo, garantendo un certo margine di preavviso al correntista (Trib. Bari, sent. 14908/2016).

D’altronde, nel caso di specie è lo stesso istituto ad aver ammesso di aver effettuato l’avviso. Da tanto consegue il diritto del lettore di prendere visione dell’avvenuto invio dello stesso e l’obbligo della banca di ottemperare a tale richiesta.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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