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Si può avere copia di una denuncia?

31 agosto 2018


Si può avere copia di una denuncia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 agosto 2018



Dagli atti giudiziari ho scoperto una notizia strana divulgata dal mio vicino di porta, persona a me sconosciuta, dove dichiarava ai poliziotti, di aver depositato una denuncia, nei miei confronti, e che una copia l’aveva depositata all’amministratore del condominio, una al locatore, ed un’altra al vicino comando dei carabinieri. Ho chiesto ai carabinieri, al locatore, ed all’amministratore, e non hanno voluto rilasciare il documento. I carabinieri hanno detto, che lo rilasciano solo al giudice, mentre gli altri due, non hanno mai risposto. Vorrei inviare una diffida, nel chiedere la denuncia dell’uomo, che non ha esibito agli atti giudiziari che lui stesso aveva istaurato, essendo molto importante, questo documento, che lui ha pubblicizzato a tutti, ma che poi, non ha mostrato. Devo denunciarlo per calunnie e non solo, essendo che, l’esposto che lui menziona, parlava di un fatto accorso, nel 2009, motivo per il quale, la scrivente non ha voluto frequentare come buon vicinato, di cui, tramite di Voi, con diffida scritta, chiediamo a lui, autore dell’esposto di darci una copia, per conoscere il contenuto.

Purtroppo la diffida che la lettrice vuole scrivere ha pochissime possibilità di successo.

Il nostro ordinamento (art. 329 c.p.p.) impone l’obbligo di segretezza sugli atti di indagine. Questo significa che, se effettivamente qualcuno ha sporto denuncia nei confronti della lettrice, quest’ultima non può averne notizia fino alla chiusura delle indagini preliminari.

In determinati casi, il pubblico ministero può non tenere conto della regola di segretezza ed autorizzare la conoscenza di alcuni atti anche mentre le indagini sono ancora in corso.

Nel caso di specie, nonostante la notizia della querela nei confronti della lettrice sia trapelata e benché (come la stessa scrive) una copia della stessa sia stata consegnata a più soggetti, permane il divieto da parte di tutti quei soggetti a fargliela leggere; né lei ha il diritto di diffidare ed imporre al querelante di fargliela visionare.

Nonostante la Suprema Corte (sentenza n. 21290 del 4 maggio 2017) abbia affermato che la denuncia scritta costituisce atto privato non soggetto a segreto istruttorio (asserisce che non possono rientrare nella categoria del segreto i documenti che non siano stati compiuti dal pubblico ministero o dalla polizia giudiziaria, ma provengano da privati e siano entrati a far parte degli atti processuali per loro iniziativa), è prassi degli organi investigativi non rilasciare alcun atto (inclusa la denuncia) prima della chiusura delle indagini e, allo stesso tempo, il querelante (come qualsiasi altro soggetto) non è obbligato né tenuto a darle notizie della sua denuncia o la copia della stessa.

Il consiglio che si offre alla lettrice è quello di recarsi presso la Procura della Repubblica a lei più vicina e presentare una richiesta di conoscere se è indagata per qualche reato. Di solito è possibile compilare un prestampato. Tecnicamente si chiama richiesta ex art. 335 codice di procedura penale. Se il risultato della ricerca sarà negativo, la lettrice potrà stare tranquilla. Qualora, invece, vi sia un procedimento a suo carico ne avrà notizia e le diranno anche chi è il pubblico ministero che sta svolgendo l’indagine. A quel punto potrà chiedere al pubblico ministero (con richiesta scritta) di autorizzarla a visionare la querela narrandogli ciò che è accaduto.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Sabina Coppola


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