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Multa e mancata notifica del verbale: quando fare opposizione

1 Settembre 2018
Multa e mancata notifica del verbale: quando fare opposizione

Ho ricevuto un’ingiunzione di pagamento per delle multe del 2014 che non credo di aver mai ricevuto. Si può fare ricorso? Quali sono i costi processuali?

Per contestare l’ingiunzione di pagamento ricevuta, occorrerebbe proporre opposizione nel termine di trenta giorni dalla ricezione del provvedimento monitorio, poiché gli Enti pubblici territoriali, quali il Comune, sottostanno ad una normativa speciale agevolata rispetto a quella prevista per i creditori privati.

In questi casi, l’unica eccezione da poter apprestare nell’atto di opposizione riguarderebbe la mancata notifica dei verbali di contestazione.

Difatti, non avendo in possesso i relativi verbali (perché non conosciuti), l’unica via di contestazione rimane l’omessa notifica dei provvedimenti stessi.

E così, l’unico modo per uscire vittoriosi da un’opposizione è appellarsi all’art. 201 del codice della strada che impone agli agenti accertatori di notificare il verbale entro novanta giorni dall’accertamento.

Tuttavia, per proporre l’opposizione il lettore dovrebbe essere sicuro di non aver mai ricevuto alcuna lettera da parte del Comune, né avviso di giacenza, poi non ritirato, poiché, diversamente, la notifica sarebbe, comunque, compiuta e questi rischierebbe, oltre che di dover pagare le somme ingiunte, anche di doversi accollare la condanna alle spese legali sostenute dal Comune.

Altra possibilità sarebbe quella di accedere il lettore al sito del Comune, come indicato nell’ingiunzione, ed estrapolare dalla sua posizione i verbali che gli si contestano.

In questo modo questi potrebbe rilevare, sempre tramite legale, l’esistenza di altri motivi di nullità della sanzione.

Ad esempio, in caso di multa per eccesso di velocità, la condotta deve essere contestata immediatamente se la velocità viene verificata mediante strumenti che consentono la misurazione ad una congrua distanza prima del transito del veicolo davanti agli agenti, mentre se la velocità elevata è rilevata tramite l’autovelox, la contestazione immediata sarà esente da tale obbligo (Tribunale Pisa, 04/05/2018, n. 412).

O, ancora, sondare eventuali omesse tarature del mezzo di rilevazione della velocità, o mancanza di segnaletica sufficiente, fino ad arrivare a questioni formali, quali l’omessa indicazione della targa all’interno del verbale, o della norma che si presume violata.

Tuttavia, fin quando non si avrà la possibilità di conoscere il loro contenuto, si potrà solo ipotizzare eventuali altre eccezioni.

Quanto ai costi processuali e legali, l’importo non elevato dell’ingiunzione potrebbe far pensare ad una non convenienza dell’opposizione, a meno che non si abbia la quasi certezza di uscirne vittoriosi.

Questo perché tra contributo unificato, marca da bollo, notifiche, udienze e compensi professionali (per quanto proporzionati al valore della causa), le spese da sostenere potrebbero lievitare oltre i cinquecento euro; e solo una vittoria in giudizio potrebbe contenere una condanna del Giudice nei confronti del Comune a rimborsare al lettore le spese legali.

Pertanto, quello che si consiglia al lettore è di fare mente locale sulla ricezione di corrispondenza proveniente dal Comune (o anche solo di avvisi di giacenza) dal 2014 ad oggi.

Solo con la certezza di non aver ricevuto nulla presso la propria abitazione (o posto di lavoro) si potrà realmente valutare la fattibilità di un’opposizione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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