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Nonni: il diritto di vedere i nipoti c’è anche in caso di preadozione?

1 Settembre 2018


Nonni: il diritto di vedere i nipoti c’è anche in caso di preadozione?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 Settembre 2018



Mio figlio non mi fa più vedere mio nipote. Il bimbo non è sua figlio biologico, è in pre-adozione ed  io ho dato il mio assenso a farlo. Mio figlio vorrebbe farmelo vedere solo dopo un colloquio tra noi due, ma io con quello che è successo ho paura ad incontrarlo. Mia nuora mi ha inviato messaggi dove prima  mi chiede di non denunciare il fatto per non avere problemi con il piccolo, poi dice che mi sono inventata tutto e che devo farmi curare. Come posso fare per vedere il bambino che considero mia nipote?

I nonni hanno il diritto di far visita ai propri nipoti, a meno che ciò non nuoccia al loro sviluppo psico-fisico. La legge riconosce espressamente agli ascendenti il diritto di mantenere rapporti significativicon i nipoti minorenni; pertanto, i nonni, cui sia impedito l’esercizio di tale diritto, possono ricorrere al giudice del luogo di residenza abituale del nipote al fine di ottenere l’emissione dei provvedimenti idonei a garantire questo rapporto. Tale domanda non può trovare accoglimento sempre: essa è subordinata alla valutazione del magistrato circa la compatibilità con il superiore interesse del bambino che la legge, innanzitutto, tende a proteggere.

Ciò significa che il diritto dei nonni a veder garantita la frequentazione dei nipoti potrà essere riconosciuto dalla legge solo nella misura in cui la rottura del legame possa avere ripercussioni negative sullo sviluppo e sulla crescita del minore stesso.

Ora, se è vero che la legge equipara totalmente figli naturali, legittimi e adottivi, è altrettanto vero che nel caso di specie si parla di un affidamento preadottivo, cioè di un’adozione non ancora definitiva, che non ha ancora creato un vincolo giuridico equiparabile alla filiazione, rapporto che segue solamente alla dichiarazione d’adozione.

Alla luce di ciò, si ritiene a parere dello scrivente che undiritto vero e proprio della lettrice a vedere il bambino non sia ancora sorto; in altre parole, anche davanti ad un’ostruzione totale dei futuri genitori, la lettrice non potrebbe ricorrere ancora al tribunale per far valere i suoi diritti; potrà farlo quando l’adozione diverrà definitiva, con conseguente totale equiparazione del figlio adottato ad uno naturale.

Va fatta un’altra considerazione: il periodo di affidamento preadottivo serve a valutare l’inserimento del minore nella nuova famiglia, anche alla luce delle relazioni dei servizi sociali. Il tribunale per i minorenni, nel decidere a seguito dell’affidamento preadottivo, è tenuto a sentire il pubblico ministero, gli adottandi e gli ascendenti degli adottandi se presenti: quindi, se vorrà, anche la lettrice potrà essere ascoltata dai giudici ed esporre la situazione. Viene inoltre sempre sentito il minore che abbia compiuto i dodici anni e, se capace di discernimento, anche il minore di età inferiore. Ora, è possibile che il tribunale, preso atto della situazione conflittuale che esiste tra lettrice e i genitori, possa decidere di non concedere l’adozione.

Pertanto, se la situazione di conflittualità permane, le strade sono due:

– attendere l’adozione definitiva e ricorrere poi al tribunale per far valere il proprio diritto di visita;

– esporre la situazione già in fase di preadozione al tribunale per i minorenni, cercando così di ottenere la frequentazione con il bambino, ma allo stesso tempo incidendo sulla valutazione dei giudici in merito alla concessione dell’adozione definitiva.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Mariano Acquaviva


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