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Nuovo governo e deroghe Amato per la pensione di vecchiaia

1 Agosto 2018
Nuovo governo e deroghe Amato per la pensione di vecchiaia

Mio papà, nato nel 1952 è destinatario della prima deroga Amato possedendo 785 settimane di contributi al 1992. È  in discussione questa deroga?  Il Caf dice che non saranno toccate nessuna delle deroghe in vigore per la pensione di vecchiaia.

Uno dei principi del nostro ordinamento previdenziale consiste nella cosiddetta cristallizzazione dei requisiti: la normativa, in pratica, prevede che, una volta maturato il diritto alla pensione, il trattamento può essere richiesto quando si vuole, in qualsiasi momento successivo, anche se i requisiti, in seguito, cambiano. Ne sono un esempio i lavoratori che hanno maturato la pensione con i requisiti previsti precedentemente alla riforma Fornero: chi ha raggiunto, difatti, i vecchi requisiti per il pensionamento prima del 31 dicembre 2011, può pensionarsi alle vecchie condizioni, anche oggi. Un altro esempio è costituito dalla possibilità di ottenere la pensione anticipata ancora oggi con opzione donna, per chi ha maturato i requisiti entro il 31 luglio 2016.

È diverso, invece, il caso di chi non ha ancora maturato tutte le condizioni previste per il pensionamento, cioè sia il requisito di età, che il requisito contributivo che, quando previste, ulteriori condizioni (come il diritto a un assegno di pensione superiore a un determinato tetto minimo, o l’anzianità d’iscrizione alla gestione previdenziale). Se non risultano raggiunti tutti i requisiti per la pensione, difatti, il diritto alla cristallizzazione dei requisiti non sorge, anche se si è molto vicini alla data prevista per il pensionamento, o se alcune condizioni risultano già perfezionate (come gli anni di contributi).

Nel caso del padre del lettore, al momento sussiste il requisito contributivo per la pensione di vecchiaia ma non quello di età: finché non maturano tutti i requisiti per la pensione con deroga Amato, il diritto non può dirsi cristallizzato, quindi l’interessato non è messo al riparo da future modifiche della normativa.

Tuttavia, è assai improbabile che nuove disposizioni aboliscano le deroghe Amato, in quanto non è certamente nelle intenzioni del nuovo Governo rendere più rigido l’accesso alla pensione (ha lasciato intatta la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi persino la legge Fornero…), ma si punta, invece, a offrire una maggiore flessibilità.

In particolare, le attuali proposte in materia di pensione aggiungono, alle forme di pensionamento previste, la possibilità di uscire dal lavoro con 41 o 42 anni di contributi complessivi (parliamo della cosiddetta pensione anticipata quota 41, o quota 42), oppure quando la somma di età e contributi (cioè la cosiddetta quota, nel senso proprio del termine), risulta pari a 100 (ad esempio con 36 anni di contributi e 64 anni di età).

La pensione di vecchiaia non è affrontata, nelle varie proposte di riforma, né lo sono le deroghe al requisito contributivo di 20 anni previsto per la pensione di vecchiaia.

Di conseguenza, a parere dello scrivente ciò che afferma il Caf è corretto. Non saranno toccate le attuali deroghe in vigore per la pensione di vecchiaia.

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci



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