Diritto e Fisco | Articoli

Pignoramento: cosa accade se si risiede in casa di un familiare

1 settembre 2018


Pignoramento: cosa accade se si risiede in casa di un familiare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 settembre 2018



Se il debitore è nullatenente e ha la residenza in casa di un familiare, l’ufficiale giudiziario potrebbe pignorare i beni del familiare?

La legge, cioè l’articolo 513 del codice di procedura civile, stabilisce che l’ufficiale giudiziario, portando con sé il titolo esecutivo (cioè la sentenza o il decreto ingiuntivo) ed il precetto, può cercare le cose da pignorare nella casa del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti.

Questo significa che se il creditore ha chiesto all’ufficiale giudiziario di eseguire un pignoramento mobiliare a carico del debitore, l’ufficiale giudiziario è autorizzato dalla legge a cercare i beni mobili di proprietà del debitore nella casa del debitore ed in ogni altro luogo che appartenga al debitore.

La casa del debitore dove l’ufficiale giudiziario si può recare per effettuare il pignoramento dei beni mobili del debitore è la casa in cui il debitore abita di fatto e stabilmente anche se di proprietà di altre persone.

Questo vuol dire che se il lettore abita in modo stabile nella casa di proprietà di un suo famigliare, l’ufficiale giudiziario può entrare in questa casa per cercare i beni mobili da pignorare.

Ovviamente possono essere pignorati soltanto i beni mobili che siano di proprietà del lettore, ma occorre precisare che:

– la legge presume che siano di proprietà del debitore tutti i beni mobili che si trovano dove il debitore abita (anche se non è casa di proprietà del debitore) a meno che il vero proprietario non riesca a dimostrare che i beni mobili siano di proprietà sua e non del debitore;

– comunque non è compito dell’ufficiale giudiziario (ma del giudice) stabilire se un bene mobile che si trova nella casa del debitore (cioè nella casa dove il debitore abita anche se non è sua) sia di proprietà del debitore oppure no.

Questo significa che quando l’ufficiale giudiziario entra nella casa dove il debitore abita (anche se la casa non è di proprietà del debitore):

1) può pignorare tutti i beni mobili che si trovano in quella casa (con l’eccezione di alcuni beni come vestiti, biancheria, letti, frigorifero, stufe, lavatrici, tavoli per i pasti ecc.);

2) e se i beni che l’ufficiale giudiziario ha pignorato non sono di proprietà del debitore, il vero proprietario non potrà in quel momento opporsi al pignoramento eseguito dall’ufficiale giudiziario, ma dovrà fare ricorso al giudice per dimostrare che il bene pignorato è suo e non è del debitore (e che quindi non poteva essere precedentemente pignorato).

Quindi, riassumendo, l’ufficiale giudiziario nel caso specifico può pignorare i beni mobili che si trovano dove il lettore abita anche se non sono beni di sua proprietà ma sono beni di proprietà di un suo famigliare; il proprietario non potrà opporsi al pignoramento immediatamente, ma potrà opporsi solo facendo ricorso al giudice (cosiddetta opposizione di terzo) dimostrandogli che è proprietario del bene (dimostrazione che comunque è molto difficile perché deve essere data con una scrittura privata autenticata o con atto pubblico che abbiano una data certa precedente alla data del pignoramento).

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI