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Differenze tra incendio doloso e colposo

2 agosto 2018 | Autore:


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Incendio: quando è reato? Cosa sono il dolo e la colpa? Qual è la differenza tra reati colposi e dolosi? Cos’è l’incendio boschivo?

Un incendio è sempre un evento drammatico: le fiamme possono diventare indomabili e provocare danni seri, oltre che a mettere a repentaglio l’incolumità delle persone. L’incendio è un fatto talmente grave che il codice penale lo punisce come reato. Questo significa, in poche parole, che se getti un mozzicone di sigaretta in un cespuglio e, da questo tuo gesto, dovesse deflagrare un incendio vero e proprio, allora saresti passibile di denuncia. Ovviamente, l’incendio punito dalla legge non è il fuocherello di piccole dimensioni, ma un fuoco violento e pericoloso, in grado di porre in pericolo cose e persone. Il codice penale, poi, fa distinzione a seconda che l’incendio sia doloso o colposo, cioè sia stato provocato volontariamente oppure per mero errore: come si vedrà, solo l’incendio boschivo è punito anche a titolo di colpa, mentre l’incendio in generale è punito solamente se causato di proposito. Fatte queste precisazioni, addentriamoci nell’argomento e vediamo quali sono le differenze tra incendio doloso  colposo.

Dolo e colpa: cosa sono?

Prima di spiegare le differenze tra incendio doloso e colposo, bisogna necessariamente spiegare cosa siano il dolo e la colpa. La legge distingue i reati in dolosi e colposi: i primi sono quelli commessi volontariamente, proprio con l’intenzione di realizzare la condotta illecita; i secondi, invece, sono frutto di disattenzione, negligenza o imprudenza e, pertanto, non sono realmente voluti. Facciamo un esempio di reato doloso e uno di reato colposo. Se Tizio sottrae a Caio il portafogli al fine di arricchirsi, commette un delitto doloso, che è quello di furto. Se Sempronio, correndo con la macchina oltre i limiti di velocità, investe, pur non volendo, un pedone, risponde di omicidio stradale colposo. La differenza è che nel primo caso Tizio agisce deliberatamente con lo scopo di arrecare un danno e, in buona sostanza, di commettere un furto; nel secondo, invece, Sempronio non intende uccidere lo sfortunato pedone, ma ciò avviene a causa della sua condotta spericolata.

Reati dolosi e reati colposi: cosa sono?

La legge dice che il dolo è l’elemento psicologico per eccellenza del reato. Che significa? Vuol dire che, di solito, i delitti vengono puniti solamente se commessi intenzionalmente; solo eccezionalmente, quando la legge lo prevede espressamente, un delitto sarà punito anche se commesso con colpa. Esemplifichiamo. Tornando al caso precedente, se Tizio si impossessa del portafogli di Caio per errore, pensando che in realtà sia il proprio, allora non risponderà di furto colposo, per il semplice fatto che il delitto di furto è solo doloso! Invece, l’omicidio è punito anche se colposo, poiché la vita dell’uomo va tutelata anche contro comportamenti sprovveduti come quello dell’autista spericolato che abbiamo riportato nel paragrafo precedente. In buona sostanza, quindi, i delitti sono puniti solamente se commessi con intenzionalità, salvo alcune eccezioni espressamente previste dalla legge.

Incendio: quando è reato?

Siamo ora pronti ad esaminare le differenze tra incendio doloso e colposo. Come anticipato, chi causa un incendio rischia il carcere, ma solo se lo fa apposta: presupposto del reato di incendio, infatti, è che il fuoco sia fatto divampare volontariamente, cioè con dolo. Secondo la legge, chiunque cagiona un incendio, anche se esso è appiccato su un proprio bene, è punito con la reclusione da tre a sette anni [1]. Si tratta di un classico reato di pericolo astratto (o presunto), nel senso che la legge presume che dall’incendio derivi un pericolo per gli altri, anche se poi in concreto non dovesse essere così.

Nel caso in cui, invece, si dia fuoco ad una cosa propria e da essa deflagri un incendio, allora la responsabilità penale scatterà solamente nel caso in cui si dimostri che dal fatto deriva pericolo per l’incolumità pubblica; si parla, in questo caso, di reato di pericolo concreto, nel senso che concretamente bisogna dimostrare la pericolosità della condotta. Quindi, riassumendo:

  • chi provoca un incendio risponde penalmente, con possibilità di incorrere nella reclusione fino a sette anni;
  • chi incendia una cosa propria, risponde penalmente soltanto se si dimostra che le fiamme che si sono propagate hanno messo in pericolo l’incolumità di altre persone.

Incendio boschivo: quando è reato?

Per l’incendio boschivo vale quanto detto sopra, salvo per il fatto che questa particolare ipotesi di reato è punita anche a titolo di colpa: in altre parole, dare alle fiamme un bosco è reato anche se il fuoco è stato appiccato per mero errore. Secondo il codice penale, chiunque provochi un incendio in boschi, selve o foreste è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. Se l’incendio è cagionato per colpa, la pena è della reclusione da uno a cinque anni. Le pene sono invece aumentate se dall’incendio deriva pericolo per edifici o danno su aree protette, oppure se deriva un danno grave, esteso e persistente all’ambiente [2].

Come visto, quindi, l’incendio boschivo non solo è punito più severamente del normale incendio, ma anche in maniera più “estesa”, nel senso che nelle condotte penalmente rilevanti rientrano anche quelle inconsapevoli o meramente accidentali. Pertanto, risponderà di incendio boschivo colposo anche colui che, in occasione di una scampagnata, dimenticando il barbecue acceso, favorisca il sorgere di un incendio.

Incendio: doloso o colposo?

In pratica, possiamo riassumere quanto detto in questa maniera:

  • il normale incendio, cioè la condotta che consiste nel dare fuoco a qualcosa (anche a un bene di cui si è proprietari: ad esempio, la propria auto), è punito solamente a titolo di dolo; in questo caso, quindi, l’incendio è esclusivamente doloso;
  • l’incendio che ha ad oggetto boschi o selve, invece, è punito anche a titolo di colpa; in questa evenienza, l’incendio è sia doloso che colposo, salvo una riduzione della pena in quest’ultimo caso.

note

[1] Art. 423 cod. pen.

[2] Art. 423-bis cod. pen.

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