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Pensione di vecchiaia Inps, come funziona?

25 Agosto 2018
Pensione di vecchiaia Inps, come funziona?

Quando si parla di età pensionabile il riferimento è alla pensione di vecchiaia. Si tratta della pensione che si centra raggiungendo una determinata età. Vediamo come funziona la misura prevista dall’Inps.

La misura che consente di andare in pensione al raggiungimento di una determinata età è la pensione di vecchiaia. Nell’ordinamento italiano però, oltre al requisito anagrafico bisogna centrare anche un minimo di contribuzione previdenziale versata. La pensione di vecchiaia Inps come funziona? Ecco soglie di accesso, requisiti da raggiungere e tutte le altre informazioni utili per quanti credono di poter accedere alla pensione tramite questa misura.

Pensione di vecchiaia Inps, di cosa si tratta?

La pensione di vecchiaia è una delle due misure di pensionamento classiche di cui è dotato il nostro sistema pensionistico. La pensione di vecchiaia in estrema sintesi è una prestazione economica erogata, a richiesta degli interessati, a lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, iscritti all’AGO, cioè all’assicurazione generale obbligatoria o in alternativa, alle forme esclusive e sostitutive della stessa oppure, alla Gestione separata. La pensione si raggiunge con 66 anni e 7 mesi di età prescindere dal sesso del richiedente. L’uniformità di genere è novità del 2018, perché fino al 31 dicembre 2017, per le donne la pensione di vecchiaia si centrava un anno prima, cioè a 65 anni e 7 mesi. All’età come dicevamo, si aggiunge un altro requisito, quello dei contributi previdenziali versati. Ne servono 20 ed a qualsiasi titolo versati.

I contributi figurativi, cosa sono?

Quando si dice a qualsiasi titolo versati, si intende che per vedersi riconoscere il completamento del requisito dei 20 anni di contributi versati rientrano anche i contributi figurativi.Ma cosa sono i conributi figurativi? Si tratta di quella contribuzione previdenziale garantita al lavoratore durante i periodi di assenza di lavoro, ma  coperta da ammortizzatori sociali, oppure per eventi particolari e soggettivi del lavoratore stesso. I periodi di disoccupazione indennizzata Inps per esempio, sono periodi per i quali lo Stato garantisce copertura figurativa dei contributi. Lo stesso per le casse integrazioni o le mobilità per restare nel campo delle interruzioni di lavoro per motivi non dipendenti dal lavoratore. Anche i periodi di maternità durante un rapporto di lavoro, o del servizio militare sono tra i più comuni contributi figurativi conosciuti. Va ricordato che i contributi figurativi valgono ai fini del raggiungimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia, ma non incideranno sul calcolo dell’assegno che si andrà a percepire.

A chi spetta la pensione di vecchiaia?

Aver raggiunto l’età stabilita dalla legge ed aver perfezionato l’anzianità contributiva e assicurativa richiesta sono i due elementi principali della misura. Essa però è appannaggio di soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. Infatti, a decorrere dal 1° gennaio 2012, i soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 possono conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia esclusivamente in presenza di un’anzianità contributiva minima pari a 20 anni, costituita da contributi versati o accreditati a qualsiasi titolo. I soggetti per i quali il primo accredito contributivo è successivo al 31 dicembre 1995, possono conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia solo se l’assegno previdenziale che ne deriva, risulti superiore ad 1,5 volte il valore dell’assegno sociale. Per chi non ha contributi versati prima del 1996 oppure non avrà un assegno previdenziale di importo medio-alto, la pensione di vecchiaia si centra solo a 70 anni di età. In questo caso bastano 5 anni di contribuzione versata, ma in questo caso, effettiva, cioè senza considerare i figurativi.

Da quando decorre la pensione di vecchiaia Inps?

La pensione di vecchiaia da quando decorre? Su richiesta del soggetto interessato, la pensione può decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si presenta domanda all’Inps. In linea di massima però, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si compiono gli anni necessari alla misura, sempre che per lo stesso giorno si siano completati anche i 20 anni di contribuzione richiesti. Nel caso in cui il requisito contributivo non risulti soddisfatto il giorno del compleanno, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui vengono completati i 20 anni di contribuzione versata. Per andare in pensione ai lavoratori dipendenti è richiesta la cessazione dell’attività lavorativa, cosa che non è necessaria se il richiedente è lavoratore autonomo.

Cosa cambia nel 2019

Da anni molte misure previdenziali sono legate al meccanismo dell’aspettativa di vita. In pratica, con l’aumentare della vita media degli italiani, secondo dati statistici elaborati dall’Istat, salgono anche i requisiti per le pensioni. Il 2019 segnerà un nuovo aumento ed anche per le pensioni di vecchiaia. Infatti come previsto, per accedere alla quiescenza di vecchiaia, dal 1° gennaio 2019 bisognerà aver compiuto 67 anni di età, sempre senza alcuna distinzione di sesso. Resta invariato il requisito dei 20 anni di contributi da detenere.

Di Giacomo Mazzarella


note

Autore immagine: pixabay.com


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