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Svelare un tradimento può essere reato

25 Gennaio 2013 | Autore:
Svelare un tradimento può essere reato

Rischia una condanna penale chi invia sms che mettono a conoscenza il coniuge dell’adulterio subito.

Chi si fa i fatti suoi campa cento anni”, recitava un adagio siciliano fino ad oggi ignorato, o sottovalutato, dalla donna palermitana che di recente è stata condannata dalla Cassazione [1] perché aveva avvertito, tramite sms, la cognata dei tradimenti del marito. E lo aveva fatto con messaggi infarciti di frasi offensive nei confronti della povera donna, “colpevole” – a suo dire – di essere l’unica a non essersi accorta delle scorribande extraconiugali del suo compagno.

Secondo la Suprema Corte, infatti, l’utilizzo ripetuto di espressioni colorite [2], volte a rivelare l’infedeltà del partner, costituisce reato di molestia perché disturba e altera la tranquillità personale della vittima e del suo nucleo familiare, causando ripercussioni negative anche sull’ordine pubblico, messo a repentaglio dalle potenziali reazioni, tutt’altro che amichevoli, della parte offesa.

A nulla è valsa la dimostrazione in giudizio delle buone intenzioni della molestatrice, che si è ritrovata comunque a dover sborsare, tra ammenda e spese processuali, più di 2000 euro. A quanto pare San Leonardo Murialdo ci aveva visto bene quando disse: “è giusto fare il bene ma bisogna farlo bene”.


note

 

[1] Cass. sent. n. 2597 del 17.01.2013.

[2] In particolare, il contenuto dei messaggi era il seguente:  “è giusto che tu lo sappia, […] da sempre ti fa le corna, povera cretina, sei l’unica a non saperlo, forse”,  “d’altronde una mediocre come te che si aspettava? Tuo marito è un bel ragazzo e tu una befana, non ti resta che fare la cornuta contenta”.


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