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Denunciare chi fuma in ufficio

28 Ago 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Ago 2018



Divieto di fumo: dove è illegale fumare? Cosa succede a chi fuma dove non potrebbe? Dove denunciare chi fuma in ufficio? Si può fare causa?

Sei un fumatore? Allora sicuramente indulgi al piacere del tuo sigaro preferito che si riscalda sotto la fiamma: il dolce crepitio della foglia che comincia a bruciare, il gusto delle prime boccate, quell’attimo in cui ti allontani da tutto e da tutti. Conoscerai senz’altro la voluttuosità di una fumata fatta dopo uno sforzo o un lavoro: il premio dopo la fatica. Allo stesso modo, sarai però anche a conoscenza dei severissimi divieti di fumo presenti in ogni luogo pubblico e non solo. Soprattutto a seguito di recenti modifiche legislative, oggi fumare è diventata una mission impossible: è vietato fumare in auto se ci sono a bordo dei minorenni (cioè, ragazzi fino ai diciotto anni, anche se fumano pure loro) o donne in stato di gravidanza; è vietato accendere una sigaretta nei pressi di università ospedaliere o presidi ospedalieri, di istituti di ricerca scientifica di cura pediatrica, perfino nelle pertinenze esterne (terrazzini o balconi) dei reparti di ginecologia e ostetricia, e di neonatologia e pediatria delle università ospedaliere, dei presidi ospedalieri e degli istituti di ricerca e cura a carattere scientifico. Insomma: fumatori d’Italia, siete banditi. Ma le sigarette continuano ad essere perfettamente legali. Comunque, questi divieti si sommano ad altri già esistenti da tempo, e cioè a quelli che proibiscono di fumare nei locali pubblici, nonché negli uffici chiusi di ogni tipo, anche privati. Chi infrange la regola, rischia di pagare una sostanziosa multa. Ora, passando dal lato dei non fumatori, o comunque dalla parte di coloro che vogliono, giustamente, che il precetto sia rispettato, ci si domanda: come denunciare chi fuma dove non potrebbe? Se sei interessato a questo tema e vuoi sapere qual è la risposta alla domanda appena posta, allora prosegui nella lettura: vedremo in particolare come denunciare chi fuma in ufficio.

Divieto di fumo: dove si applica?

Il divieto di fumo in determinati ambienti esiste da molti anni. Già una legge del 1975 vietava di fumare, tra gli altri, nei seguenti luoghi: corsie d’ospedale; aule delle scuole di ogni ordine e grado; autoveicoli di proprietà dello Stato, di enti pubblici e di privati concessionari di pubblici servizi per trasporto collettivo di persone; metropolitane; sale d’attesa di stazioni ferroviarie, autofilotranviarie, portuali-marittime, aeroportuali; compartimenti a cuccette e carrozze letto, durante il servizio di notte, se occupati da più di una persona; locali chiusi adibiti a pubblica riunione (tipo ospedali e strutture sanitarie, scuole, uffici postali, ecc.); sale chiuse di cinema e teatro; sale chiuse da ballo; musei; biblioteche; sale di lettura aperte al pubblico; pinacoteche e gallerie d’arte pubbliche o aperte al pubblico [1].

In ognuno di questi ambienti devono essere apposti e ben visibili al pubblico i cartelli riportanti le indicazioni circa il divieto di fumo. Chi infrange il divieto di fumo va incontro a sanzioni pecuniarie, raddoppiate se in presenza di donne in evidente stato di gravidanza oppure di lattanti o di bambini fino a dodici anni. Incorre in una sanzione di importo superiore anche chi non ottempera al dovere di apporre i cartelli con i divieti imposti dalla legge.

Divieto di fumo: come essere a norma?

A seguito di una successiva legge [2] è stato disposto che gli esercizi ed i luoghi di lavoro devono essere dotati di impianti per la ventilazione ed il ricambio d’aria regolarmente funzionanti ed in particolare gli esercizi di ristorazione, bar e ristoranti, per adeguarsi alla normativa, devono:

  • realizzare apposite stanze per fumatori, dotate di sistemi di ventilazione (l’aria proveniente dai locali per fumatori non è riciclabile, ma va espulsa all’esterno), porte a chiusura automatica e pareti a tutta altezza sui quattro lati e porte a chiusura automatica per non inquinare le aree destinate ai non fumatori. In mancanza di spazi adeguati per realizzare stanze separate, i locali devono essere rigorosamente no smoking, cioè sarà vigente il divieto assoluto di fumo con multe salate per i titolari giungendo anche alla chiusura temporanea dell’esercizio;
  • segnalare in modo visibile l’area per fumatori. I locali per i fumatori devono essere contrassegnati come tali, separati dal resto dell’esercizio e non trovarsi in zone di passaggio obbligato per i non fumatori. Alle aree in cui vige il divieto di fumo deve essere riservata più della metà della superficie del locale. A dissuadere i fumatori che non rispettano il divieto è tenuto, in prima persona, il responsabile del locale o altro collaboratore da lui indicato che dovranno invitare il trasgressore a spegnere immediatamente la sigaretta e, nel caso di insistenza, sono obbligati a chiamare le forze dell’ordine per far elevare la relativa sanzione amministrativa a pena di una multa da un minimo di 200 ad un massimo di 2000 euro fino alla sospensione della licenza dell’esercizio per un periodo da tre giorni a tre mesi;

Come denunciare chi fuma in ufficio?

In buona sostanza, quindi, il divieto di fumo si applica a tutti i locali chiusi pubblici e privati aperti ad utenti o al pubblico che devono intendersi, oltre ai bar e ai ristoranti, i circoli privati e tutti i locali di intrattenimento, come le discoteche, e quelli ad essi assimilati, come le palestre, le sale corse, le sale gioco, i cinema, i teatri, a meno che non venga attrezzata a norma aree riservate ai fumatori. Resta confermato il divieto totale di fumo in scuole, ospedali, uffici della pubblica amministrazione, autoveicoli di proprietà dello Stato, di enti pubblici e di privati concessionari di pubblici servizi per il trasporto collettivo di persone, taxi, metropolitane, treni, sale di attesa di aeroporti, stazioni ferroviarie, autofilotranviarie e portuali-marittime, biblioteche, musei, pinacoteche. A seguito di un nuovo provvedimento [3], poi, è vietato fumare in auto se ci sono a bordo dei minorenni (anche se fumano pure loro) o donne in stato di gravidanza, nei pressi di università ospedaliere o presidi ospedalieri, di istituti di ricerca scientifica di cura pediatrica, perfino nelle pertinenze esterne dei reparti di ginecologia e ostetricia. In buona sostanza, è vietato fumare nei locali chiusi, ad eccezione di quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico e quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati.

Come denunciare chi fuma in ufficio? Semplice: poiché la violazione del divieto non comporta una sanzione penale ma semplicemente una amministrativa di tipo pecuniario, la denuncia andrà fatta alla persona designata come responsabile all’interno della struttura. Come di certo avrai notato, ogni cartello che segnala il divieto di fumare riporta, oltre alla legge di riferimento e all’importo da pagare nel caso di trasgressione, anche il nominativo di colui che è tenuto a garantire il rispetto del divieto stesso.

Nello specifico, i  dirigenti preposti alle strutture della pubblica amministrazione sono tenuti ad individuare i soggetti cui spetta vigilare sull’osservanza del divieto, accertare e contestare le infrazioni; ove non vi abbiano provveduto, spetta ad essi stessi esercitare tale attività di controllo e di successiva sanzione. Negli uffici privati, invece, tale compito spetta al datore di lavoro, il quale nomina un responsabile oppure, in assenza, è tenuto personalmente a vigilare sul rispetto del divieto e a raccogliere le denunce nel caso in cui il suddetto divieto sia violato.

Denunciare chi fuma in ufficio: quando è reato?

Fumare in ufficio o comunque nei luoghi in cui è vietato non è mai reato; lo può diventare, però, non adottare i dovuti provvedimenti nel caso in cui il divieto venga violato: così, se hai denunciato al responsabile che qualcuno fuma in ufficio e questi non ha fatto nulla, allora potresti pensare di denunciarlo a sua volta per omissione o rifiuto di atti d’ufficio. Secondo il codice penale, Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni [4]. Quindi, il responsabile o il dirigente che non faccia rispettare il divieto di fumo negli uffici rischia un processo penale se non adempie al suo compito. Tuttavia, il reato appena menzionato si applica solamente a chi ricopra la carica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, qualifica che difficilmente potrebbe rivestire il datore di lavoro privato. In questa ipotesi, cioè se il divieto di fumo non viene rispettato in un ufficio privato, allora potrai fare causa al datore o al responsabile che non fa rispettare il precetto, potendo giungere a chiedere il risarcimento del danno derivante da fumo passivo [5].

note

[1] Legge n. 584/1975.

[2] Legge n. 3 del 16.01.2003.

[3] D. Lgs. n. 6/2016

[4] Art. 328 cod. pen.

[5] Cass., sent. n. 4211 del 03.03.2016.


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