Diritto e Fisco | Editoriale

Come denunciare il bullismo

31 agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 agosto 2018



Le tutele riconosciute dal nostro ordinamento alle vittime del bullismo: ammonimento, denuncia e azione civile finalizzata ad ottenere il risarcimento del danno

Il bullismo è un fenomeno che, purtroppo, si sta diffondendo sempre di più nel nostro paese: riguarda allo stesso modo uomini e donne e si manifesta, in modo particolare, in ambito scolastico (e negli altri luoghi di maggiore aggregazione dei giovani). Ma cos’è il bullismo? Si tratta di un insieme di atti di intimidazione, sopraffazione, oppressione fisica e psicologica, commessi, in modo volontario e ripetuto nel tempo, da un soggetto che si sente più forte (il cosiddetto bullo) nei confronti di un soggetto più debole (la vittima). Per fare un esempio, se a scuola un tuo compagno di classe ti prende in giro quotidianamente rubandoti le penne, strappandoti i quaderni (se non fai ciò che ti chiede), facendoti sentire ridicolo di fronte agli altri compagni di classe al punto da farti stare male e da costringerti a non andare più a scuola o a cambiarla, sei proprio vittima di bullismo e puoi denunciare il colpevole. Benché, infatti, nel nostro ordinamento non esista ancora una fattispecie legislativa specifica che punisca il bullismo, i comportamenti che caratterizzano il bullismo si identificano in varie categorie di illeciti penali: numerosi sono i reati per cui puoi denunciare il bullismo e chiedere la punizione del colpevole. Se la persona che ti fa stare male (che abbiamo definito bullo) ha meno di quattordici anni (e, dunque, per la legge non può subire un processo penale) puoi rivolgerti al questore e chiedere che intervenga con un ammonimento. In ogni caso, se i comportamenti che subisci di provocano dei danni (morali, biologici o esistenziali) puoi chiedere un risarcimento azionando un giudizio civile: è certamente una magra consolazione ma è molto importante che tu sappia che non devi subire e che puoi reagire sporgendo una denuncia, chiedendo un ammonimento e, comunque, costringendo il colpevole (almeno) a risarcirti il danno che ti ha provocato. Vediamo allora, nel dettaglio, cos’è e come denunciare il bullismo.

 Cos’è il bullismo?

Il bullismo consiste nella condotta vessatoria ed aggressiva realizzata, ripetutamente, da un soggetto (prevaricatore) nei confronti di un altro (più debole che subisce): lo scopo del bullo, di solito, non è provocare un danno ad un’altra persona ma solo riuscire a sentirsi più forte, ad autoesaltarsi, dimostrando a sé e agli altri (per esempio ai compagni di classe o alla ragazzina di cui si è innamorato) di essere il più in gamba, il più simpatico ed il più temuto. Con l’evolversi della tecnologia anche il bullismo si è adeguato, sviluppando nuove metodologie di attacco, racchiuse nel cosiddetto cyber bullismo.

Cos’è il cyber bullismo?

Nell’era della tecnologia, dove la vita reale si confonde con quella virtuale, anche le condotte denigratorie e violente si realizzano on line. Internet, le chat, i social network, infatti, vengono spesso usati per intimorire, molestare, mettere in imbarazzo, far sentire a disagio o escludere altre persone. Questo accade, ad esempio quando si fanno dei pettegolezzi attraverso i messaggi inviati da un cellulare all’altro, quando si pubblicano immagini, si divulgano informazioni o video imbarazzanti a danno di terzi, o ancora si deridono le vittime attraverso messaggi o blog. Tutto ciò raffigura il cyberbullismo (ovvero il bullismo online). Questi fenomeni, sempre più frequenti, devono essere combattuti chiedendo l’aiuto delle autorità. È proprio questo lo spirito dell’articolo che stai leggendo: se ti senti triste ed inadeguato perché qualcuno ti fa sentire tali, trova in te la forza per denunciare il responsabile! Nessuno si può permettere di privarti della gioia di andare a scuola e di vivere le esperienze più belle della vita con i tuoi amici; nessuno può pensare di farti sentire inferiore o troppo grasso o troppo stupido, perché non lo sei. Te lo dice per vincere una sua frustrazione personale e va combattuto per proteggere te stesso ed altri (che, magari, non sanno farlo perché sono più deboli di te). Devi denunciare il bullismo! Vediamo come.

 L’ammonimento del questore

 Abbiamo già detto che, in caso di bullo di età inferiore agli anni quattordici (o quando la situazione sembra ancora sotto controllo e risolvibile e non intendi ancora sporgere una denuncia), puoi chiedere aiuto al questore della tua città chiedendo che intervenga con l’ammonimento [1]. Ciò che devi fare è solo recarti in questura, esporre quello che ti è successo e chiedere espressamente che ti aiutino ammonendo la persona che ti sta dando fastidio. Il questore, dopo aver assunto (se necessario) le informazioni necessarie a capire se ciò che hai raccontato è vero, se ritiene che la tua richiesta sia fondata, convoca il minore (bullo) insieme ad almeno un genitore (o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale) e lo ammonisce oralmente, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e scrivendo un verbale.

Come denunciare il bullismo?

Quando la situazione diventa grave e senti di non riuscire più a sopportarla, non ti arrendere ma rivolgiti alle autorità giudiziarie! Il reato di bullismo (come già detto) non è previsto espressamente dal nostro ordinamento ma è possibile punirlo attraverso altri reati che si integrano quando il bullo agisce. A titolo esemplificativo, il bullismo può essere punito perché configura i reati di:

  • minaccia [2], quando il bullo ti provoca e ti avverte che se non fai come dice ti causerà un danno (ad esempio se non gli darai la tua merenda ti romperà un libro);
  • diffamazione [3], quando il bullo, comunicando con più persone (per esempio attraverso i social network), ti deride e offende la tua reputazione;
  • molestia o disturbo alle persone [4], quando ti disturba continuamento senza alcun ragionevole motivo, solo al fine di divertirsi dandoti fastidio;
  • danneggiamento [5] quando, attraverso la violenza o la minaccia, rompe le tue cose;
  • percosse [6] quando ti strattone in modo forte ma non tale da provocarti una lesione;
  • lesioni [7], quando il bullo ti spinge (per esempio) e ti provoca una effettiva malattia nel corpo o nella mente.

In questi casi (ed in tanti altri) puoi denunciare il bullo che sarà sottoposto ad un processo penale ed avrà (quasi sicuramente) una condanna.

 Come ottenere il risarcimento del danno?

Oltre alla richiesta di ammonimento e alla denuncia, puoi anche chiedere l’intervento del giudice civile per ottenere il risarcimento per i danni subiti: in caso di processo penale puoi farlo costituendoti parte civile nel processo (il giudice penale deciderà se hai diritto al risarcimento che dovrà essere poi quantificato da un giudice civile); in assenza di processo penale, potrai instaurare un autonomo processo civile. Il giudice potrà (a seconda dei casi) stabilire una cifra risarcitoria per i danni morali (ovvero le sofferenze patite, il turbamento dello stato d’animo), per i danni biologici (per la salute in sé) e per i danni esistenziali (danno alla persona, alla sua esistenza, alla qualità della vita, alla riservatezza, alla reputazione, ecc.).

So che i soldi non possono in alcun modo risarcire il danno interiore che il fenomeno del bullismo crea ma sono una, seppur piccola, rivincita nei confronti di chi ha agito nei tuoi confronti sentendosi intoccabile e pensando che tu non avresti mai reagito.

Allora forza, reagisci contro il bullismo e, adesso che sai come fare, denuncia chi si approfitta di te e ti fa stare male!

note

[1] L. n. 71 del 29.05.2017.

[2] Art. 612 cod. pen.

[3] Art. 595 cod. pen.

[4] Art. 660 cod. pen.

[5] Art. 635 cod. pen.

[6] Art. 581 cod. pen.

[7] Art. 582 cod. pen.

 


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