Perché si chiama cartella esattoriale

1 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 settembre 2018



Quando riceviamo una cartella esattoriale non siamo certamente felici ma forse è interessante capire perché si chiama così.

Il suono del campanello ha sempre qualcosa di sinistro, il postino suona sempre due volte, come nel celebre noir cinematografico, e potrebbe portare qualche brutta notizia. A parte i volantini pubblicitari, che vengono lasciati, si spera, nel contenitore condominiale apposito, si teme di ricevere le bollette, una multa e, purtroppo, anche una cartella esattoriale. Non si sa perché ma la cassetta della posta è sempre piena di lettere e, casualità, si tratta nella maggioranza dei casi di cose da pagare. Poi, altra casualità, i pagamenti si condensano tutti insieme nello stesso periodo, con scadenze iper ravvicinate, e allora si viene presi dallo scoramento più totale in quanto, pur volendo adempiere in modo diligente, spesso questo non è possibile perché manca il budget da cui attingere per soddisfare tutti. Pertanto, si tende a rimandare o, peggio, ad ignorare molti impegni, sperando di trovare una soluzione futura, come ad esempio una vincita improvvisa di svariati euro ma che puntualmente non arriva mai e non fa che aggravare ulteriormente le cose. Quando si tratta poi di adempimenti relativi a richieste della Pubblica Amministrazione la situazione si complica in quanto in caso di mancato pagamento si procede all’inoltro della temuta cartella esattoriale al fine di riscuotere questo credito. Ciascuno conosce le cartelle esattoriali ma pochi sanno da dove deriva questo nome, quindi si domandano: perché si chiama cartella esattoriale?

Perché si riceve la cartella esattoriale?

L’affitto, le rate del mutuo, le utenze, la spesa alimentare, le spese mediche, sono solo alcuni esempi delle uscite mensili di una famiglia media che, pur avendo due componenti che lavorano, sono sopraffatti dalle cose da pagare e in molti casi, per far fronte a situazioni di emergenza, si vedono costretti a chiedere aiuto a familiari e ad amici. Nonostante si cerchi di essere puntuali e di pagare sempre tutte le scadenze in modo ordinato c’è sempre qualcosa che sfugge al controllo e quando ci si accorge della dimenticanza succede l’irreparabile. La vita quotidiana di tutti, escludendo quei pochi fortunati che possono non curarsene, è costellata di richieste di pagamento che provengono da ogni dove, occorre dunque pianificare le uscire in base alle entrate sperando di riuscire a trattenere un extra da dedicare ad uno svago, come ad esempio per comprare un vestito notato nella vetrina di un bel negozio o fare un viaggio per cui si sta risparmiando da tempo. Tra tutti i pagamenti, i tributi sono certamente quelli che vengono pagati più malvolentieri in quanto, nella maggioranza dei casi, ad un impegno economico del cittadino non corrispondono servizi statali efficienti, come ad esempio nella sanità, nei trasporti o nella scuola. Per capire i meccanismi con i quali la Pubblica Amministrazione chiede in modo forzato ai cittadini di adempiere è utile capire perché si chiama cartella esattoriale.

Cos’è la cartella esattoriale

La cartella esattoriale è una cartella di pagamento che viene inviata al contribuente, in forma cartacea o via Pec, a seconda della tipologia, con la quale la Pubblica Amministrazione, attraverso un ente riscossore, attiva un procedimento di riscossione coatta di credito vantato nei confronti del contribuente. In sostanza, gli enti che richiedono un pagamento ai contribuenti, in caso di inadempimento, danno incarico ad un ente terzo, il riscossore appunto, rappresentato da Agenzia delle entrate-Riscossione, prima Equitalia, o da un altro organismo con la medesima funzione, con il compito di ottenere il pagamento, costituito dalla cifra di base oltre alle maggiorazioni previste per legge, che viene richiesto mediante l’invio della cartella esattoriale.

Ad esempio, un cittadino del Comune X riceve la bolletta relativa al pagamento del canone acqua ma nel termine previsto non adempie. Nonostante il sollecito, decide comunque di non adempiere in quanto vuole utilizzare l’acqua, a suo dire, gratuitamente. A questo punto, poiché il Comune X ha necessità di riscuotere le somme relative a questi consumi per destinarli alle spese di gestione o di manutenzione dell’impianto idrico, alla pulizia o ad altri scopi, iscrive il pagamento a ruolo, ossia inserisce questo scoperto in un elenco, che viene trasferito all’ente di riscossione che si occupa materialmente al recupero del dovuto, con relativi incrementi dovuti al ritardo. L’ente di riscossione, a sua volta, compila la cartella esattoriale con i dati del destinatario, e la inoltra presso il suo indirizzo. Compreso il meccanismo generale viene spontaneo domandarsi: perché si chiama cartella esattoriale?

Perché si chiama cartella esattoriale?

La cartella esattoriale prende il suo nome dal verbo esigere che significa letteralmente pretendere il pagamento, il cui participio passato è appunto esatto. Di conseguenza, esattore è chi assume in appalto la riscossione di imposte o tributi locali o, anche, chi riscuote somme dovute per contratti con enti pubblici o privati.

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