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Quando un finanziamento è usurario?

7 settembre 2018 | Autore:


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Come accertarsi se i tassi di interesse di un finanziamento superino o no la soglia di usura prevista dalla legge

L’epoca moderna è definita civiltà dei consumi. Il consumo, spesso fine a se stesso, è il motore dell’intero sistema economico mondiale ed alimentarlo di continuo e senza interruzioni è ormai un dogma, un dovere irrinunciabile se non a costi altissimi. La conseguenza più logica di un sistema di questo tipo è che il cittadino è ormai principalmente un consumatore, cioè un soggetto che interessa le istituzioni economiche ed anche quelle politiche essenzialmente perché consuma ed in quanto capace di consumare. Moltissimi consumatori, del tutto calati nel ruolo a loro assegnato, partecipano attivamente e con grande entusiasmo alla corsa al consumo e, per questo motivo, “devono consumare” e cercano di consumare ad ogni occasione. La rinuncia al consumo ed il risparmio sono, in quest’ottica, concetti superati e negativi. Qualsiasi desiderio (prodotto dalla martellante pubblicità) deve potersi trasformare in acquisto: se così non fosse il consumatore resterebbe frustrato e, con lui, tutta la sua famiglia. Il sistema economico non attende altro che esaudire questi desideri indotti: il finanziamento al consumo risponde proprio a questa impellente esigenza di consumo. Per l’acquisto di ogni genere di bene o servizio è pronta una o più società finanziarie con i propri finanziamenti con annessi piani di rimborso rateali. Non c’è ormai più nessun esercizio commerciale che non abbia un locale destinato ad ospitare gli operatori della società finanziaria prontissimi a far sottoscrivere il finanziamento per l’acquisto del bene desiderato. Un’auto, una vacanza, un elettrodomestico, un corso di lingua per il proprio figlio, arredamenti per la propria abitazione, nessun bene o servizio è ormai escluso dalla possibilità di essere acquistato con un finanziamento. E allora il problema si sposta sui tassi di interessi che saremo obbligati a pagare nel piano di rimborso a rate che ci verrà prospettato e che avremo sottoscritto. Cerchiamo perciò di capire in questo articolo quando un finanziamento è usurario per evitare, fin dall’inizio, di sottoscrivere finanziamenti con interessi usurari o, in caso contrario, per capire cosa fare se, invece, abbiamo già sottoscritto un finanziamento con rate ad interesse oltre la soglia di usura.

Quando il tasso di interesse di un finanziamento è usurario?

Quando decidiamo di sottoscrivere un finanziamento presso un esercizio commerciale per l’acquisto di un bene o di un servizio che ci alletta, è bene attendere per verificare se i tassi di interesse, che ci devono essere indicati chiaramente, sono o meno legali, sono cioè al di sotto del tasso di usura.

Ebbene la legge [1] stabilisce che il limite oltre il quale gli interessi sono ritenuti usurari è calcolato aumentando di un quarto (cioè del 25%) il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) riferito a quella specifica operazione (per esempio ai finanziamenti ai consumatori) e calcolato ogni tre mesi sulla base di rilevazioni sul mercato e aggiungendo quattro punti percentuali.

In ogni caso, specifica la legge, la differenza tra tasso usurario e TEGM non può mai comunque essere superiore a otto punti percentuali.

Dunque, ricapitolando, per verificare che il tasso di interesse applicato al nostro contratto di finanziamento sia o meno usurario si procede così:

  • si verifica quale sia il TEGM, cioè il Tasso Effettivo Globale Medio, fissato dalla Banca d’Italia per le operazioni di “crediti personali e altri finanziamenti alle famiglie” consultando le tabelle pubblicate ogni tre mesi sulla Gazzetta Ufficiale e disponibili sui siti ufficiali della Banca d’Italia e del Ministero dell’Economia e delle Finanze (“crediti personali e altri finanziamenti alle famiglie” è il nome della categoria di finanziamenti per gli acquisti dei consumatori utilizzato nella classificazione che la Banca d’Italia predispone nelle sue rilevazioni trimestrali dei tassi);
  • si aumenta il valore TEGM di un quarto, cioè del 25%, e quindi si aumenta ulteriormente il risultato ottenuto di altri quattro punti percentuali.

Se il risultato ottenuto con questa operazione è inferiore al Tasso praticato dalla finanziaria al nostro prestito (comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi tiolo e spese) allora ciò vuol dire che la finanziaria ci ha applicato un tasso usurario.

Chiaramente le percentuali di questi calcoli si intendono riferite ai tassi annuali.

Siccome la legge aggiunge che, comunque, la differenza tra tasso usurario e TEGM non può mai comunque essere superiore a otto punti percentuali, allora il tasso di usura che non dovrà essere superato per il nostro finanziamento sarà il minore tra:

  1. TEGM aumentato del 25% + 4 punti percentuali
  2. TEGM di 8 punti percentuali.

Riassumendo: il minore tra a) e b) sarà il tasso soglia di usura che non dovrà essere superato dal tasso di interesse che la finanziaria avrà applicato al nostro piano rateale di rimborso.

Facciamo un esempio chiarificatore: se consultando le tabelle pubblicate dalla Banca d’Italia si accerta che il TEGM fissato dalla Banca d’Italia per i “crediti personali e altri finanziamenti alle famiglie” è pari al 4% si dovrà procedere calcolando:

  1. TEGM aumentato del 25% + 4 punti percentuali che sarà pari a 4% + 1% + 4% = 9%
  2. TEGM di 8 punti percentuali = 13%

Il minore tra a) e b) sarà il tasso di usura che non dovrà essere superato dal tasso che la finanziaria ha applicato al nostro contratto di finanziamento.

Quindi siccome il minore tra a) e b) sarà, nel nostro esempio, il 9%, allora sarà il 9% il tasso massimo applicabile al nostro contratto di finanziamento: se, invece, fosse stato applicato un tasso superiore saremo in ambito di tasso usurario.

Il tasso di usura si rileva dalle pubblicazioni trimestrali fatta dalla banca d’Italia

Che accade se il finanziamento ha un tasso oltre la soglia di usura?

Se ci accorgiamo, direttamente o con il supporto della consulenza di un perito, che il tasso di interesse  che la finanziaria ha applicato al nostro contratto di finanziamento supera la soglia di usura fissata dalla legge, cosa succede?

Qual è la tutela che la legge ci accorda in questo caso?

Dal punto di vista degli effetti contrattuali, il fatto che sono stati applicati tassi oltre il livello di usura produce, in base alla legge [2], l’effetto che la clausola relativa agli interessi sarà nulla e non saranno dovuti affatto interessi.

Di conseguenza, una volta che sia stato accertato (evidentemente durante un processo) che al nostro finanziamento è stato applicato un tasso di interesse superiore a quello che la legge consente e, quindi, un tasso usurario, la conseguenza è che non sarà dovuto al creditore nessun interesse, ma solo il capitale.

Attenzione però: non ci sarà la nullità della clausola relativa agli interessi, se gli interessi diventano usurari nel corso del rapporto di finanziamento.

In questo caso, cioè, se gli interessi erano sotto il tasso di usura al momento della stipula del contratto ma diventano usurari durante il corso del rapporto, la clausola relativa agli interessi resterà valida e gli interessi dovranno continuare regolarmente ad essere pagati.

In questo senso si è espressa la giurisprudenza [3].

Se all’atto della stipula il tasso di interesse è usurario, non sarà poi dovuto alcun interesse

note

[1] Art. 2, 4° co., l. n. 108/1996.

[2] Art. 1815, 2° co., cod. civ.

[3] Cass. civ. sent. n. 24675/2017.

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