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Cosa significa cartella dattiloscritta

1 settembre 2018 | Autore:


> Che significa? Pubblicato il 1 settembre 2018



Quante battute, spazi e righe si possono inserire, qual è il carattere standard e le sue dimensioni, come impaginarla per un articolo o per una tesi.

Se hai l’hobby della scrittura e vuoi partecipare ad un concorso, aspiri a fare il giornalista e devi presentare un articolo di prova oppure devi fare una tesi, ti verrà sicuramente chiesto al momento di realizzare il tuo lavoro un certo numero di cartelle dattiloscritte. Sai che cosa significa? Significa che dovrai rispettare un certo standard di battute, cioè di caratteri e di spazi, e di righe. Bisogna stare alle regole, insomma, perché quando si guarda un testo non conta soltanto solo il contenuto: anche l’occhio vuole la sua parte.

Per fare una cartella dattiloscritta, o cartella editoriale che dir si voglia, non ci vuole un premio Pulitzer. Oggi, tra l’altro, gli strumenti messi a disposizione dai programmi di scrittura e di impaginazione elettronica (Word su tutti) aiutano a capire a che punto si è quando si scrive «di getto», cioè a non scrivere troppo su una sola cartella e poco su un’altra.

Per elaborare correttamente una cartella dattiloscritta bisogna anche badare al tipo e alle dimensioni del carattere. Ovviamente, più sarà grande il font selezionato, meno battute ci staranno in una riga e meno righe ci staranno in una cartella. Ecco perché ci sono degli standard, anche se in qualche caso può essere richiesto un carattere ben preciso, fuori dall’usuale, o un numero di battute superiore o inferiore a quello comune.

Conta anche l’interlinea, cioè la spaziatura tra una riga e l’altra. In altre parole, bisogna considerare tutto ciò che «occupa spazio» su quel foglio bianco virtuale che hai davanti a te e che devi riempire di parole per fare una cartella dattiloscritta. Ricorda che se devi leggere un testo alla radio o alla televisione e devi restare entro un certo limite di tempo, puoi aggiungere qualche parola parlando un po’ più veloce (non troppo, però: non devi fare come la voce che dice nelle pubblicità dei farmaci: «èunmedicinalechepuòavereeffetticollateralileggereattentamenteilfoglioillustrativo»). Chi scrive per la carta stampata o chi deve fare una tesi, però, deve dosare il testo: lo spazio è quello e non si può fisicamente sgarrare.

Ecco, allora, che cosa significa la cartella dattiloscritta e quali sono gli standard da rispettare.

Cartella dattiloscritta: come si fa?

Una cartella dattiloscritta standard (o cartella editoriale) deve avere 1.800 battute suddivise in 30 righe di 60 battute ciascuna. Per «battute» si intende il numero dei caratteri (cioè delle singole lettere) più gli spazi tra una parola e l’altra. Questo, ovviamente, se non ti è stato detto nulla in contrario.

Fare una cartella editoriale non è complicato se si usa uno dei programmi di videoscrittura disponibili su Internet (o che acquisti in negozio quando compri il computer). Il più utilizzato è Word, il software del pacchetto Office di Microsoft. Ti spieghiamo, dunque, sulla base di Word che cosa significa una cartella dattiloscritta.

Il font

Per prima cosa devi scegliere il font, cioè il tipo di carattere. Normalmente si sceglie il Courier New, il Times New Roman o l’Arial. È importante non scrivere in caratteri che complicano la lettura come il Brush Script Mt (ti vanno via gli occhi) o troppo informali, come il Comic Sans Ms. La dimensione corretta è 12 punti (è il valore che si trova accanto al nome del font).

L’allineamento

Altro parametro importante: l’allineamento. Resta più elegante fare una cartella dattiloscritta con il testo «giustificato» e non allineato a sinistra o a destra oppure centrato. Significa che le 30 righe che dovrai scrivere inizieranno nello stesso punto a sinistra e finiranno nello stesso punto a destra.

L’interlinea

Dicevamo che bisogna tener conto anche della spaziatura tra una riga e l’altra, per non avvicinarle troppo e rendere la lettura più difficile oppure per non separarle troppo e rischiare che le 30 righe non ci stiano nella cartella. Bisogna, quindi, fissare l’interlinea esatta in 22 punti e cliccare sulla casella «Non aggiungere spazio tra i paragrafi dello stesso stile».

I margini

È fondamentale rispettare anche i margini, cioè gli spazi superiore, inferiore e laterali che resteranno in bianchi nel foglio. I valori standard dei margini sono:

  • superiore: 3 cm;
  • inferiore: 3 cm;
  • sinistro: 2,4 cm;
  • destro: 2,4 cm.

Così facendo, dunque, avremo la stessa distanza tra il testo ed i bordi laterali del foglio a destra e a sinistra, come tra il testo ed i bordi superiore ed inferiore del foglio. Il colpo d’occhio della cartella Dattiloscritta sarà ordinato.

Cartella dattiloscritta: come controllare il numero di battute?

Si fa presto a dire 1.800 battute, oppure 60 battute per ogni riga. Come controllare se è stato scritto troppo o troppo poco sulla cartella dattiloscritta? Chi è pratico di Word sa che c’è un menù chiamato «Revisione» in cui è possibile cliccare su «conteggio parole». Qui devi stare attento a scegliere l’opzione giusta, cioè quella in cui c’è scritto «caratteri spazi inclusi», altrimenti il numero delle battute non è quello effettivo. Per fare un esempio banale, la frase «come controllare il numero di battute» ha 37 battute spazi inclusi e 32 battute spazi esclusi (senza contare le virgolette, ovviamente). Il valore che bisogna considerare è il primo.

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