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Praticante avvocato: le regole utili per migliorarsi

5 agosto 2018


Praticante avvocato: le regole utili per migliorarsi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 agosto 2018



Arriva la laurea e giunge, subito dopo, il momento di iniziare a vivere l’ambiente forense. Ma attenzione alle insidie del ‘praticante tipo’. Differenziarsi: questo il segreto.   

Anni fa lessi una frase di Plutarco di Cheronea che per me fu illuminante: in sostanza, insegnava a saper tacere, durante i confronti, suggerendo di non contro-ribattere subito e di attendere che l’altro terminasse il proprio discorso, dandogli il tempo di parlare (o straparlare), di correggersi e di modificare, al fine di smascherarne l’inutilità o la falsità del suo discorso. Quello fu un insegnamento che acquisii da sola ed è stato per me foriero di soddisfazioni (quando sono riuscita a controllare il mio carattere fumentino). Oggi è uno dei consigli che voglio offrire ai praticanti avvocato, nonostante io sappia che voi sarete la mia concorrenza. Se vorrete seguirlo o meno, sarà una decisione vostra. Ma io vi scriverò la verità. E questo perché credo che, alla fine, la correttezza ripaga sempre. Soprattutto oggi: i tempi sono cambiati e la professione forense è diventata davvero ardua. Sopravvive chi non demorde. Tutto è diventato difficile: il rapporto con le cancellerie; quello con i colleghi, che è peggiorato col declino della professionalità; il rapporto con i clienti, che notoriamente si dice siano ‘i primi nemici dell’avvocato’; la gestione di uno studio legale, con tutti gli incombenti che di anno in anno il legislatore carica sulle nostre spalle; la stessa organizzazione del tempo, primario tesoro dell’avvocato. Ecco, se a questa realtà, già così pesante, ci andiamo ad aggiungere l’aumento della concorrenza… davvero credete che la formazione del praticante possa avere importanza? Realmente pensate che la sola presenza delle norme deontologiche cambino la mentalità delle persone? Ecco, con questo articolo, rivedendo in voi me stessa, provo a darvi qualche consiglio per rendere efficace il periodo di pratica forense. La dedizione, la vostra intelligenza e la caparbietà formeranno la vostra esperienza e lei farà il resto. Su questo, non abbiate timore. In questo articolo ci rivolgeremo appunto al praticante avvocato e chiariremo alcune regole utili per migliorarsi.

Perché nel 2018 la vita del praticante avvocato è dura

Già vi ho elencato qualche ragione nella introduzione. In realtà, è la vita dell’avvocato, ad essere divenuta difficile. Le incombenze burocratiche sono aumentate, basti pensare banalmente anche agli adempimenti sostanziali (non meramente formali) introdotti dal recente Regolamento Europeo sulla protezione dei dati che, inasprendo le sanzioni in caso di inadempimenti, ha costretto ad uno studio approfondito (prima) ed all’applicazione di tutte le precauzioni a tutela dei dati, cartacei ed on line, nel rispetto della normativa. In termini pratici? Tempo da dedicarvi ed altre spese da sostenere. Poi, il peggioramento del costume e della educazione nella società, si è riverberato anche nella professione: non è difficile, infatti, scontrarsi con colleghi, cancellieri o magistrati ineducati o superbi o, peggio ancora, scorretti, davanti ai quali –ovviamente- non si deve soccombere. Anzi, sono proprio questi i soggetti che ostinatamente si devono affrontare per ripristinare quel rispetto che è dovuto alla nostra professione. Ed ancora: la crisi economica ha ristretto le tasche delle persone e, a meno che non si abbia un plafond di clienti costituito –ad esempio- da colletti bianchi o società di media dimensione, si deve sempre lottare per il riconoscimento del compenso. Le tasse, e vabbè, che ve ne parlo a fare? Questo è un must di cui anche voi siete a conoscenza. Per non parlare del peso economico della Cassa Forense, del mantenimento dello studio legale, degli strumenti della professione e, soprattutto, dell’incidenza economica che hanno i corsi di formazione continuativa, quelli a pagamento ovviamente, considerando il basso-medio livello pratico di quelli organizzati in genere dai C.O.A. (per carità, non tutti). Dunque, conseguenza diretta è che se il tempo si è ridotto così come il numero dei clienti ‘pagatori’ e solvibili mentre i costi di mantenimento dell’avvocato, della sua costante formazione e dello studio sono aumentati, si può mai pensare che il professionista possa dedicarsi con dedizione alla formazione dei praticanti? Soprattutto, se si pensa che sono proprio loro a rappresentare la futura concorrenza? Non credo di aver scoperto l’acqua calda: mi sono limitata ad una semplice analisi razionale dello stato delle cose alla data odierna e…penso proprio che no, un avvocato non ha nulla da guadagnare e molto da perdere nel dedicare tempo, energie e spazio alle nuove leve.

Il consiglio fondamentale prima di continuare con la lettura

La prima cosa che un praticante avvocato deve fare è decidere cosa vuole dalla propria laurea. Intendo dire: ti sei laureato perchè aspiri a sostenere concorsi per impieghi pubblici, avvocato di stato, notaio, magistrato et simila? Allora, probabilmente dedicherai molto tempo allo studio ai fini concorsuali e poco farai nello studio dell’avvocato e nelle aule di giustizia. Alla fine dei conti, ciò a cui terrai saranno le ‘presenze’ per poter sostenere l’esame di abilitazione, se tutto dovesse andar male. Nessun giudizio, sia chiaro. Ma allora questo articolo non ti interesserà e ti consiglio di non proseguirne la lettura.

Se aspiri a sostenere i menzionati concorsi ma pensi che la pratica forense possa rappresentare per te quel quid pluris che potrebbe darti una marcia in più, anche in sede concorsuale, allora ben venuto tra i lettori.

Idem se la tua scelta è quella di diventare avvocato: se hai deciso, sappi che la professione è realmente ricca di insidie ma… quante soddisfazioni quando riesci ad ottenere i risultati con la tua competenza! Anche quando tutti ti davano quella causa come persa. Beh, se anche tu vivi di queste emozioni, ti auguro buona lettura.

I consigli per gli attacchi esterni

Quando sono in udienza vedo che molte volte i praticanti, che sostituiscono il dominus, arrivano impreparati. Intendo dire che, a parte il sapere se in quella udienza si chiederanno i termini 183, sesto co., c.p.c. o il rinvio per bonario componimento o per la precisazione conclusioni, noto l’impreparazione sulla causa, sui suoi presupposti in fatto ed in diritto e quando nel contraddittorio si va un po’ più approfondendo le tematiche, ecco là che c’è la usuale risposta ‘io sono in sostituzione, non conosco la causa’. Dunque, sappiate innanzitutto, che questa è una scusa che non regge perché anche tra avvocati, quando si chiede una sostituzione, esiste l’obbligo (anche deontologico) di andare informati e preparati in udienza. Ma vediamo quali possono essere i vostri punti di forza:

  • Intanto, ogni udienza è per voi occasione di approfondimento: leggete la citazione o la comparsa, a seconda se siate per l’attore o il convenuto; studiate le problematiche in diritto e le ragioni giuridiche scelte dal vostro dominus per difendere il cliente; leggete con attenzione anche gli atti della controparte, perché dal modo di scrivere di una persona, potete comprendere tanto sulla sua personalità oltre che competenza. Ed ancora, presentatevi sempre in anticipo in udienza: non perdete tempo al bar, con gli amici ed i colleghi: avete un impegno e dovete essere performanti. Non sia il commento di chi vi sta attorno importante per voi: ma il vostro obiettivo. Arrivando in anticipo, poi, soprattutto in tribunale, se sarete fortunati arriverà prima del giudice il cancelliere: potrete chiedere il fascicolo e leggere i verbali di udienza. Farvi una idea seria, insomma, del perché state lì! Troppo faticoso per una sola udienza? Non pensatelo neppure per scherzo. Qui siamo solo all’inizio.
  • Visitate spesso il sito del vostro Consiglio dell’Ordine ed andate a farvi lì una capatina per sciogliere ogni vostro dubbio o perplessità E se le risposte che vi offrono non vi soddisfano: approfondite su internet, domandate al dominus ed insistete, troverete sempre qualcosa di utile.
  • Siate a conoscenza anche delle norme previdenziali della Cassa Forense: c’è quasi sempre uno sportello dedicato nei C.O.A. o, comunque, potete fidarvi del call center della Cassa. Se avete intenzione di fare gli avvocati, con le difficoltà che ci stanno ed i chiari di luna della economica italiana… dovete iniziare a masticare da subito la materia previdenziale ed assistenziale di settore.
  • Evitate di dare credito alle voci di corridoio del tipo: ‘quel giudice è impossibile … quel magistrato la pensa così… quell’avvocato è terribile… quell’atto è molto difficile’. Tutto deve passare dalle vostre mani, prima di potervi dire sicuri che qualcuno o qualcosa sono in un determinato modo. Alla fine dei conti, è come accade nella società: le lingue ed il terrorismo psicologico sono armi peggiori di qualunque mitragliatrice o Beretta Cougar 8000. D’altra parte è anche giusto così: l’avvocato è uno squalo tra squali, alcuni più grandi, altri più piccoli eppure voraci, e deve sapersi destreggiare (soprattutto oggi) in queste acque.
  • Quando vi vengono assegnati compiti noiosi, come può essere il rilegare fotocopie, il fare fotocopie, il rispondere al telefono, il collazionare gli allegati dell’atto legale, bene, fatelo di buon grado. Ci siamo passati tutti (forse no, i figli d’arte, ma i punti di partenza non sono mai uguali) e così allenate l’umiltà. La grandezza del professionista colto e competente e la prova della sua intelligenza sta proprio nel sapere di dover essere sempre umile, perché c’è sempre da imparare e mai da ritenersi ‘arrivati’. È una fase, che passerà. Ma che, al momento, vi tocca. Fatelo. Punto.
  • Non fate i furbi ai corsi di formazione obbligatori, passate i badge per scappare fuori dalle aule e tornare prima della fine della lezione per ripassarlo e, quindi, trovarvi i crediti formativi senza aver speso un minuto del vostro tempo e della vostra attenzione. Potreste rimanere sbalorditi di quante volte un adempimento potenzialmente noioso possa trasformarsi in occasione di crescita. Un incontro, un argomento, un approfondimento potranno tornarvi utili quando meno ve lo immaginate.
  • Investite nei corsi di formazione a pagamento. Sono spese che, se guadagnate qualcosa, potete portare in deduzione e, comunque, saranno concime per la vostra mente e la preparazione. Il no plus ultra, poi, sarebbe anche un corso specialistico od un master (anche universitario) da seguire –perché no- in concomitanza con la pratica. Se pensate di poterlo fare dopo l’abilitazione sappiate che sarà più difficile, perché le ore di una giornata lavorativa sembreranno passare sempre più velocemente, la mente –poi- tenderà ad essere più orientata al ‘pratico’ e la teoria sembrerà una ‘barba’, inoltre le vostre incombenze si moltiplicheranno come conigli. Insomma, è questo il momento in cui dovete spingere sull’accelleratore.

In conclusione, fate che tutto, ma proprio tutto, sia per voi motivo di miglioramento. Avrete da correre e da confrontarvi; da combattere e da mantenere testa a tante situazioni. Non demordete: è il segreto della vita. E sappiate differenziarvi dalla massa: è il segreto del successo.

di SAMANTHA MENDICINO

note

Autore immagine: pixabay.com

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