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Locali rumorosi: chi è responsabile?

6 luglio 2017


Locali rumorosi: chi è responsabile?

> Business Pubblicato il 6 luglio 2017



Come comportarsi con rumori molesti che rischiano di compromettere il riposo e la tranquillità? Ecco cosa dice la legge sugli schiamazzi notturni.

L’inquinamento acustico è una costante con cui la maggior parte dei cittadini è ormai abituata a confrontarsi. Soprattutto chi vive in una grande e affollata metropoli è quasi abituata al rumore prodotto da strade trafficate, clacson e clienti degli esercizi commerciali più disparati. Esistono tuttavia casi in cui la soglia di rumore supera la normale tollerabilità e diventa davvero insopportabile: uno di questi casi è quello in cui abbiamo dei locali rumorosi sotto casa.

Cosa dice la legge in merito

Il proprietario del locale può essere considerato responsabile per le immissioni rumorose? E il proprietario dell’immobile? La risposta ci viene data dalla Corte di Cassazione [1], che ha respinto il ricorso di due coniugi, il cui sonno veniva turbato dal vociare dei clienti di una birreria e dalla musica ad alto volume trasmessa nel pub, in orario notturno, ma ha disposto un risarcimento ai due coniugi. La Corte ha precisato che a creare l’inquinamento acustico erano la musica e le voci dei clienti che si intrattenevano fuori dalla birreria: condotte che andavano addebitate al gestore che lasciava la musica ad alto volume e non dissuadeva i frequentatori dal schiamazzare all’esterno dell’esercizio.

 

Proprietario dell’immobile: quali sanzioni per gli schiamazzi?

La stessa Cassazione ha stabilito anche che per il proprietario dell’immobile non è prevista nessuna sanzione: aveva inserito nel contratto di locazione il divieto di esercitare attività rumorose che potessero disturbare i condomini e, una volta messo al corrente delle lamentele, aveva diffidato per iscritto il gestore.

La Cassazione ha dunque precisato che la responsabilità per danni può essere affermata nei confronti del proprietario locatore solo se questi partecipa al fatto dannoso: la fonte dei rumori era l’utilizzo scorretto da parte della società conduttrice e l’idoneità dei locali era ininfluente.

 

Disturbo della quiete pubblica

È il Codice penale che regola il disturbo della quiete pubblica [2]:  ci sono delle soglie di tollerabilità oltre le quali si viene puniti dalla legge.  La soglia di tollerabilità del rumore è prevista a 5 decibel in più rispetto al rumore di fondo durante il giorno e a 3 decibel in più rispetto a quello della notte. Il reato di disturbo della quiete pubblica si configura solo quando il danno provocato o potenzialmente creato dal rumore è diffuso e generalizzato, ciò vuol dire che il fastidio deve essere evidente e in grado di colpire una pluralità di persone.

 

Come comportarsi nel caso di schiamazzi notturni?

In casi di disturbo della quiete pubblica, prima di andare per via legale, si deve cercare di trovare un accordo con chi è responsabile del disturbo . Se con le buone non si ottiene nulla si procede con una diffida al responsabile dell’eccessivo rumore. Se nemmeno con la diffida si ottiene quanto chiesto si può presentare un esposto in Comune, chiedendo una verifica del rumore. L’Arpa è l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ed è deputata – tra le altre cose – alle verifiche sull’inquinamento acustico attraverso appositi strumenti. Se durante questa verifica, effettivamente, il bar rumoroso sotto casa supera le soglie di tollerabilità stabilite dalla legge, il Comune può decidere di sanzionare il titolare del locale o, addirittura, di chiudere il bar. Inoltre si può fare causa e chiedere il risarcimento:

  • danno patrimoniale, svalutazione dell’immobile a causa dell’eccessivo rumore a cui la casa è esposta;
  • danno non patrimoniale o esistenziale, consiste nel peggioramento della qualità della vita che se si riesce a dimostrare con un certificato medico, si può chiedere un provvedimento d’urgenza in tribunale. Verrà effettuata una perizia per stabilire l’entità del rumore e, se fosse il caso, il giudice punirà i trasgressori e deciderà come far cessare o ridurre il fastidio.

note

[1] Cass. sent. 16407.

[2]  Art. 659 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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