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Chi ha partita Iva deve iscriversi alla camera di commercio?

29 Agosto 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 29 Agosto 2018



Obblighi per chi avvia un’attività imprenditoriale o di lavoro autonomo: l’iscrizione al registro delle imprese è necessaria?

Vorresti metterti in proprio e aprire la partita Iva, ma hai paura di farlo perché ti hanno detto che comporta dei costi fissi notevoli, come il pagamento dei contributi previdenziali in una misura minima e l’iscrizione alla camera di commercio? Effettivamente, i contributi annuali da versare all’Inps hanno un costo piuttosto alto, che si avvicina ai 4mila euro anche se hai un fatturato pari a zero. Per quanto riguarda i costi della camera di Commercio, devi innanzitutto sapere che bisogna pagare bolli e diritti di segreteria nella pratica di avvio attività ComUnica, ma di solito la somma delle due voci non supera i 60 euro, per una ditta individuale. Bisogna poi pagare ogni anno il diritto camerale annuale, che può essere dovuto in misura fissa (la base è pari a 200 euro per le ditte individuali, salvo specifiche riduzioni), oppure in base al fatturato ed al numero di unità locali. Ma chi ha partita Iva deve iscriversi alla camera di commercio, oppure ci sono delle attività di lavoro autonomo esonerate? Facciamo il punto della situazione.

Che cos’è la camera di commercio?

La camera di commercio è un ente autonomo di diritto pubblico, che ha funzioni di promozione, amministrative e di supporto all’attività economica del territorio.

A che cosa serve la camera di commercio?

L’attività più importante svolta dalle camere di commercio è la tenuta del Registro delle imprese, un elenco al quale sono obbligate ad iscriversi tutte le imprese per motivi di riconoscibilità, trasparenza e di governo delle imprese.

Le funzioni essenziali della camera di commercio sono tre:

  • funzioni amministrative attribuite per legge o delegate dallo Stato o dalle Regioni: tenuta di registri, elenchi, albi e ruoli, adempimenti burocratici connessi, gestione di un completo e affidabile sistema di informazione commerciale;
  • funzioni di regolazione del mercato: istituzione di camere arbitrali, di sportelli di conciliazione, promozione di contratti tipo per categorie omogenee di attività, partecipazione a conferenze di servizi, vigilanza contro la concorrenza sleale, costituzione di parte civile nei processi per reati contro l’economia;
  • funzioni promozionali: si tratta, normalmente, di iniziative differenti finalizzate a sostenere l’economia della provincia ed il sistema delle imprese, come i bandi per l’assegnazione di contributi, la partecipazione a società, consorzi, associazioni, etc., le attività svolte a mezzo di aziende speciali costituite per svolgere servizi ad elevata competenza specialistica.

Che cos’è il Registro delle imprese?

Il registro delle imprese è l’anagrafe di tutte le imprese presenti in Italia: in questo registro, la camera di commercio conserva tutte le informazioni essenziali di ciascun’impresa, come patrimonio, amministratori, vicende, etc. Il Registro delle imprese tenuto dalla camera di commercio si divide in sezione ordinaria e sezione speciale.

Chi deve iscriversi alla camera di commercio?

L’iscrizione al Registro delle imprese tenuto dalla camera di commercio è obbligatoria per tutti coloro che svolgono attività economia sotto forma di impresa. Chi intende avviare un’attività d’impresa deve dunque iscriversi al Registro delle imprese tenuto dalla camera di commercio competente per territorio.

In particolare, sono obbligati ad iscriversi alla sezione ordinaria del Registro delle imprese presso la camera di commercio:

  • gli imprenditori commerciali;
  • le società di persone;
  • le società di capitali;
  • le società cooperative;
  • i consorzi con attività esterna;
  • le società consortili;
  • ulteriori soggetti, in base alla normativa vigente.

Sono invece obbligati ad iscriversi alla sezione speciale del Registro delle imprese presso la camera di commercio:

  • gli imprenditori agricoli (persone fisiche e persone giuridiche);
  • i piccoli imprenditori commerciali e coltivatori diretti;
  • le società semplici;
  • le imprese artigiane iscritte all’Albo delle imprese artigiane.

I liberi professionisti devono iscriversi alla camera di commercio?

I liberi professionisti, non essendo imprenditori, non devono iscriversi alla camera di commercio: sono solo obbligati all’apertura della partita Iva (non devono inviare la pratica di avvio attività ComUnica) ed all’iscrizione al proprio albo ed alla propria cassa professionale (se esistenti, diversamente devono iscriversi alla gestione separata dell’Inps).

Quanto costa iscriversi alla camera di commercio?

L’iscrizione alla camera di commercio ha dei costi sia in sede di avvio attività, che annuali: in particolare, in sede d’iscrizione è previsto il versamento di una tassa di concessione governativa, dei diritti di segreteria e di un’imposta di bollo, mentre annualmente si deve pagare il diritto annuale. Il diritto annuale varia in base alla sede della camera di commercio e può essere dovuto, a seconda della categoria di appartenenza, in misura fissa, oppure variare in base al fatturato ed al numero di unità locali.

Quali sono gli altri costi connessi all’apertura della partita Iva?

Se vuoi conoscere nel dettaglio i costi che comporta l’apertura di un’attività d’impresa, o di lavoro autonomo: Quanto costa all’anno la partita Iva?


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