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Chi ha partita Iva ha diritto agli assegni familiari?

6 Agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Agosto 2018



Gli assegni al nucleo familiare spettano se si ha la partita Iva aperta come liberi professionisti o imprenditori?

Hai la partita Iva aperta e pensi che gli assegni familiari non ti spettino? Devi sapere che, anche se nella generalità dei casi gli assegni al nucleo familiare (Anf) spettano se il 70% del reddito della famiglia deriva dal lavoro dipendente, ci sono delle ipotesi in cui anche i lavoratori parasubordinati e gli autonomi con partita Iva ne hanno diritto. È necessario, però, che almeno il 70% del reddito del nucleo derivi dall’attività per la quale è dovuta l’iscrizione all’Inps. Inoltre, chi ha partita Iva ha diritto agli assegni familiari a seconda della gestione a cui risulta iscritto e alla categoria di appartenenza: ad esempio, ne hanno diritto i liberi professionisti iscritti alla gestione Separata Inps, a determinate condizioni, mentre non ne hanno diritto i lavoratori autonomi iscritti a una cassa professionale (salvo che l’ordinamento previdenziale dello specifico fondo non lo preveda); ne hanno diritto gli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti già pensionati ed i coltivatori diretti, i mezzadri, i coloni (si tratta, però, di assegni familiari, non di assegni al nucleo familiare) e non ne hanno diritto gli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti che ancora lavorano. Ma procediamo per ordine e vediamo quali sono i lavoratori con partita Iva aperta che hanno diritto agli assegni familiari.

Che cosa sono gli assegni al nucleo familiare?

Gli assegni al nucleo familiare (la cui sigla è Anf) sono una prestazione riconosciuta dall’Inps che serve per integrare il reddito dei lavoratori dipendenti e di altre categorie di lavoratori, come i cococo ed alcuni lavoratori autonomi. L’importo del beneficio, per i dipendenti ed i collaboratori, è anticipato dal datore di lavoro in busta paga e poi compensato in sede di versamento dei contributi, mentre per gli autonomi è liquidato direttamente dall’Inps.

A chi spettano gli assegni al nucleo familiare?

Nel dettaglio, gli assegni al nucleo familiare spettano:

  • ai lavoratori dipendenti (se, a seconda della composizione, il nucleo familiare rientra in una delle tabelle Anf, ad esempio perché ci sono figli minori o componenti inabili);
  • ai lavoratori parasubordinati iscritti in via esclusiva alla gestione Separata (anche in questo caso, il nucleo familiare deve rientrare in una delle tabelle Anf);
  • ai liberi professionisti iscritti in via esclusiva alla gestione Separata (anche in questo caso, il nucleo familiare deve rientrare in una delle tabelle Anf);
  • ai titolari di pensioni a carico del fondo pensioni lavoratori dipendenti, dei fondi speciali e dell’ex Enpals;
  • ai titolari di prestazioni previdenziali.

Gli assegni familiari, non gli assegni al nucleo familiare, spettano invece agli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti già pensionati ed ai coltivatori diretti, ai mezzadri ed ai coloni.

Quali sono le condizioni per ottenere gli assegni al nucleo familiare?

Anche se i limiti di reddito entro i quali il lavoratore ha diritto agli assegni sono abbastanza elastici e non sono previste soglie Isee (l’indicatore della situazione economica della famiglia), spesso il beneficio non spetta a causa della tipologia di reddito percepito nell’anno precedente.

Gli Anf, difatti, spettano solo se il reddito da lavoro dipendente, di lavoro parasubordinato o di lavoro autonomo (a seconda della gestione Inps che eroga gli assegni) costituisce almeno il 70% del reddito complessivo del nucleo familiare: il periodo di riferimento è costituito dall’anno solare precedente.

In parole semplici:

  • perché si abbia diritto agli Anf come lavoratori dipendenti, è necessario che il 70% del reddito del nucleo familiare derivi da lavoro subordinato;
  • perché si abbia diritto agli Anf nella gestione Separata come lavoratori parasubordinati o professionisti, è necessario che il 70% del reddito del nucleo familiare derivi da lavoro parasubordinato o autonomo: il reddito, in pratica, deve derivare dall’attività per la quale è dovuta l’iscrizione alla Gestione Separata.

Ad ogni modo, il diritto all’Anf viene riconosciuto anche se nell’anno di riferimento il reddito del nucleo del richiedente (di qualsiasi natura) sia uguale a zero o risultino solo redditi negativi.

Quali sono i redditi del nucleo familiare?

Il reddito considerato ai fini degli assegni al nucleo familiare comprende gli introiti di tutti i componenti del nucleo. Sono esclusi:

  • i redditi del coniuge divorziato, legalmente ed effettivamente separato o che ha abbandonato la famiglia;
  • i redditi del convivente o (in caso di figli naturali riconosciuti) dell’altro genitore, convivente o meno, non coniugato col lavoratore richiedente.

In sostanza, la composizione del nucleo familiare ai fini Anf è diversa da quella rilevante per la soglia Isee.

I redditi dei componenti del nucleo da considerare sono sia quelli assoggettabili ad Irpef che quelli esenti o soggetti a imposta sostitutiva, di qualsiasi natura.

Sono esclusi:

  • il Tfr e le indennità di fine rapporto assimilate, comprese le anticipazioni;
  • le integrazioni salariali arretrate;
  • i redditi esenti e soggetti a imposta sostitutiva se inferiori a 1.032,91 euro annui;
  • le rendite vitalizie erogate dall’Inail;
  • la parte non tassabile dell’indennità di trasferta;
  • le pensioni di guerra e le pensioni privilegiate ordinarie corrisposte ai militari di leva infortunatisi;
  • le indennità di accompagnamento;
  • le indennità ai ciechi parziali ed ai sordi prelinguali;
  • le indennità di frequenza;
  • l’indennizzo corrisposto dallo Stato a favore dei soggetti danneggiati da complicanze sanitarie di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati.

I redditi da lavoro dipendente devono essere considerati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori per legge.

Quale periodo va considerato per i redditi del nucleo familiare?

Il reddito familiare da considerare per la corresponsione degli assegni è quello dell’anno solare precedente il 1° luglio di ogni anno per il quale viene presentata la domanda (in quanto il periodo di corresponsione degli Anf va dal 1° luglio al 30 giugno dell’anno successivo). Ad esempio, se si presenta domanda il 1° luglio 2018, il periodo di riferimento relativo al reddito sarà dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017.

I redditi negativi sono considerati?

Se il reddito complessivo di uno dei componenti del nucleo familiare risulta negativo a causa di perdite di esercizio connesse ad attività di lavoro autonomo o di impresa, il reddito deve essere considerato uguale a zero, senza che le perdite possano essere sottratte dal reddito di altri familiari.

Che cosa succede se il reddito familiare è uguale a zero?

Se la percentuale dei redditi da lavoro che rilevano per gli assegni non è quantificabile rispetto a quella degli altri redditi, in quanto nell’anno considerato non esistono redditi o risultano solo redditi negativi, spetta comunque il diritto agli Anf [1]. L’assegno, in particolare, spetta poiché non è verificabile la condizione che comporta l’esclusione.

D’altra parte, se esistono solo redditi diversi da quelli che danno diritto agli assegni, anche se esigui, la spettanza del beneficio non sussiste. È il caso del solo possesso dell’abitazione principale, in assenza di altri redditi.

note

[1] Inps Circ. 12/1990.


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1 Commento

  1. Solita assurdità all’Italiana!!!
    Uno straniero che venga assunto in Italia il primo anno percepisce assegni familiari da subito, senza aver mai versato un solo centesimo.
    Un Italiano come me che ha “sospeso” la Partita IVA perchè non veniva pagato, non li percepisce nemmeno dopo esser stato assunto come dipendente, perchè nei due anni precedenti aveva un reddito da autonomo!
    Secondo questi geni del Ministero, quindi, chi ha otto persone a carico deve campare con meno di 1200 € al mese (ne spendo 300 € per recarmi al lavoro), mentre il primo extracomunitario che arriva si becca casa popolare, sussidio del Comune, assegni familiari ed aiuti vari per le bollette…
    Praticamente, devi morire di fame!

    Occhio che quando uno non ha più nulla da perdere poi vi viene a cercare…

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