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Estesa agli avvisi di accertamento la sospensione automatica entro 90 giorni

28 gennaio 2013


Estesa agli avvisi di accertamento la sospensione automatica entro 90 giorni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 gennaio 2013



Il contribuente può chiedere la sospensione automatica delle richieste del Fisco anche contro gli avvisi di accertamento esecutivi e non solo con le cartelle di pagamento: la novità contenuta in una nota dell’Agenzia delle Entrate.

La procedura prevista dal decreto di stabilità per le cosiddette cartelle pazze – che dà la possibilità al contribuente di presentare, in autotutela, una domanda di sospensione contro gli atti del Fisco illegittimi – è stata estesa anche agli avvisi di accertamento già esecutivi emessi dall’Agenzia delle Entrate.  In questi casi la richiesta del contribuente potrà essere avanzata solo dopo che siano decorsi ulteriori trenta giorni dalla scadenza per il pagamento dell’accertamento.

Via libera, dunque, al nuovo atto di autotutela del contribuente senza bisogno del difensore: la richiesta di sospensione potrà bloccare non solo gli atti di Equitalia. È quanto chiarito da una nota del 16.01.2013, diramata dalla Direzione centrale accertamento dell’Agenzia delle Entrate.

La procedura

Ricordiamo come avviene la procedura di sospensione e annullamento ad istanza del contribuente.

1. Entro 90 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento (o della cartella esattoriale) il contribuente può presentare una richiesta di sospensione della riscossione, nel caso di palesi vizi dell’atto.

Tali vizi possono essere:

– la prescrizione o decadenza della pretesa dell’erario;

­- un precedente provvedimento di sgravio;

– l’annullamento o la sospensione, da parte di un’autorità amministrativa o giudiziale, dell’atto;

– una sentenza che ha annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore;

– il pagamento già effettuato, ecc.

2. Dopo la richiesta, si ha una immediata sospensione dell’atto denunciato. L’Agente per la riscossione non potrà quindi procedere ad esecuzione forzata contro il contribuente.

La sospensione è automatica e priva di alcun preventivo vaglio sulla fondatezza dell’istanza. La sospensione opera dalla data di presentazione della domanda.

3. L’Agente per la riscossione avrà 10 giorni per trasmettere all’ente creditore (nella specie, l’Agenzia delle Entrate) l’istanza e la documentazione presentata dal contribuente.

4. Dopo 60 giorni, l’ente creditore dovrà confermare al contribuente la correttezza della documentazione prodotta, trasmettendo all’Agente per la riscossione il provvedimento di sgravio; diversamente dovrà avvertire il contribuente della insufficienza di tale documentazione, rigettando la richiesta.

Silenzio assenso

5. Se il contribuente non riceve alcuna risposta entro 220 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione del debitore ad Equitalia, la pretesa del Fisco è automaticamente annullata. Dunque, il silenzio della P.A. si considera come assenso.

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1 Commento

  1. Non è vero.oggi allo sportello mi hanno riferito che cmq l atto in corso tipo iun fermo amministrativo va comunque avanti.la presentazione dell istanza di sospensione non blocca i termini del fermo che è di 30gg dalla notifica. SCANDALOSA …LEGGE ITALIANA.

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