Diritto e Fisco | Editoriale

Il recesso dalla srl a tempo indeterminato

7 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 settembre 2018



Non tutti sanno quando e come è consentito il diritto di recesso da una srl a tempo indeterminato o in circostanze analoghe.

Tra i vari modi con i quali è possibile esercitare un’attività imprenditoriale, c’è sicuramente quello di costituire una società. Tra queste, quella di capitali, presenta il vantaggio dell’autonomia patrimoniale e pertanto questa forma societaria viene spesso prescelta per questo motivo. Ebbene, lo sapevi, però, che se sei socio di una srl (società a responsabilità limitata) la tua partecipazione alla medesima non è per sempre? Se infatti l’idea imprenditoriale inziale prevede una condivisione di intenti e di obiettivi, la tua posizione di partenza potrebbe cambiare e potresti non avere più interesse a partecipare alla società in questione. Per questa ragione, potresti ad esempio concordare la cessione della tua quota ad un altro dei soci oppure semplicemente esercitare il diritto di recesso dalla società in esame. Infatti, con il recesso, se previsto e se esercitabile secondo quanto stabilito dalla legge, hai la possibilità di sciogliere il vincolo societario senza avere il consenso degli altri soci. Ed allora la domanda che ti potresti porre è la seguente: a proposito del predetto diritto di recesso, esso è previsto sempre e comunque oppure solo in determinati casi indicati dalla legge? Se ad esempio si tratta di una srl a tempo indeterminato, è possibile esercitare il recesso in ogni momento? Quando, invece, una srl ha una scadenza, ai fini dell’eventuale recesso, in quali casi è equiparabile ad una srl a tempo indeterminato? Non preoccuparti, non sono troppe domande: qui di seguito troverai le tue risposte.

Il diritto di recesso nella srl

Il diritto di recesso nella società a responsabilità limitata è regolato dalla legge [1], secondo la quale questa facoltà è innanzitutto regolata dall’atto costitutivo della società stessa. La norma appena citata, prevede anche altri casi in presenza dei quali è possibile recedere dalla srl (ad esempio, quando si realizzano delle operazioni societarie che di fatto cambiano l’oggetto sociale), ma in questa pubblicazione, la nostra attenzione si concentra su un’ipotesi in particolare, cioè quella della srl contratta a tempo indeterminato: in questa occasione, il diritto di recesso è una facoltà che il socio può esercitare in ogni momento ed indipendentemente da altre circostanze.

Il diritto di recesso nella srl a tempo determinato

Se l’atto costituivo di una srl non prevede una durata massima della predetta società, allora quest’ultima è a tempo indeterminato. In questo caso, abbiamo appena visto che il socio può esercitare il diritto di recesso in qualsiasi momento ed indipendentemente da altre circostanze. Ma cosa accade se la srl è a tempo determinato e in particolar modo quando la data di scadenza è assai prolungata nel tempo? Ebbene, la legge citata sembrerebbe escludere questa facoltà di sciogliere il proprio vincolo societario semplicemente con la propria iniziativa, ma la Suprema Corte di Cassazione non sembra essere sempre d’accordo con questa conclusione. Secondo gli Ermellini [2], infatti, la previsione nello statuto di una durata della società per un termine particolarmente lungo (ad esempio, l’anno 2100), assimila la srl in esame ad una società a tempo indeterminato. In un caso come quello appena descritto, quindi, il socio, in ogni momento, può esercitare il diritto di recesso, così come la legge ha voluto riconoscere a favore del socio di una srl a tempo indeterminato. Se, infatti, la società ha una durata oltre la vita normale di una persona, appare evidente, aggiunge la Cassazione, che si tratta di fatto di una società a tempo indeterminato e se la legge ha inteso tutelare la possibilità di recedere da una srl a tempo indeterminato, bisogna riconoscere lo stesso potere anche in un caso come quello preso ad esempio. Ovviamente, la situazione descritta solitamente va a tutelare i cosiddetti soci di minoranza che, pertanto avranno la possibilità di svincolarsi anche dalle srl dalla durata esageratamente lunga.

Il recesso dalla srl: la liquidazione della quota

Come ho in precedenza precisato, il recesso da una srl, indipendentemente dalle regole sancite dall’atto costitutivo o da altre circostanze è previsto:

  • se la srl è a tempo indeterminato;
  • se la srl è a tempo determinato, ma ha una durata irragionevole e oltre la vita normale della persona/socio.

Detto ciò, quindi, se ricorrono i predetti presupposti, è possibile recedere semplicemente comunicando la propria intenzione alla società con un preavviso di almeno 180 giorni. Nello stesso termine la società dovrà provvedere alla liquidazione della quota al socio che ne ha fatto richiesta. Ovviamente, è questo il momento in cui possono sorgere dei problemi, poiché la quota va liquidata tenendo conto del valore della stessa in relazione al patrimonio sociale, che dovrà essere valutato secondo il valore di mercato alla data della comunicazione di recesso. Si tratta, pertanto, della classica circostanza in presenza della quale potrebbero sorgere disaccordi con gli altri soci sul valore della quota. Per questa ragione, la legge prevede la possibilità di rivolgersi alla giustizia: il Tribunale investito della vicenda, potrà infatti risolvere ogni questione, nominando un esperto che potrà effettuare la detta valutazione in maniera obiettiva.

note

[1] Art. 2473 co. civ.

[2] Cass. civ. sent. n. 9662 del 22.04.2013


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