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Passibile di denuncia: cosa significa?

7 Agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Agosto 2018



Quando una persona è passibile di denuncia? Qual è la differenza tra denuncia e querela? Cosa succede se si sporge denuncia?

Spesso avrai sentito l’espressione “passibile di denuncia” ma, probabilmente, non ci hai mai dato troppo peso. Sicuramente saprai anche che il diritto penale si occupa di disciplinare e punire tutte quelle condotte che costituiscono reato e, per le quali, è prevista la pena del carcere. Chi commette un crimine, infatti, rischia un processo al termine del quale, se i fatti verranno accertati, c’è la possibilità di essere condannati a scontare la pena dietro le sbarre. Il procedimento penale, però, non scatta in automatico al momento della commissione del reato: perché ciò avvenga, occorre che le autorità competenti (carabinieri, polizia, guardia di finanza, ecc.) vengano a conoscenza dell’episodio, ad esempio attraverso la denuncia o la querela della persona offesa. Fino a questo momento, cioè fino a che la macchina della giustizia non si mette in moto, l’autore del crimine sarà solo astrattamente punibile. In effetti, non occorre nemmeno che il delitto venga segnalato alle autorità, tutte le volte che le stesse siano in presenza del fatto: si pensi al ladro colto in flagranza mentre esce dalla finestra di un’abitazione con la refurtiva. Ma si tratta di eccezioni: le autorità non possono essere ovunque e, per reprimere il crimine, hanno bisogno della collaborazione dei cittadini che, avendo subito un illecito oppure avendovi solamente assistito, comunichino loro i reati commessi. Detto ciò, con questo articolo vedremo cosa significa essere passibile di denuncia.

Cos’è la denuncia?

Se ti stai chiedendo cosa significa passibile di denuncia, devi prima sapere cos’è una denuncia. La denuncia è quell’atto, indifferentemente scritto od orale, con cui una persona porta a conoscenza dell’autorità competente (pubblico ministero o ufficiale di polizia giudiziaria) un fatto che presenta i tratti del reato. La denuncia, quindi, consente alle forze dell’ordine (carabinieri, polizia, guardia di finanza, ecc.) di venire a conoscenza di crimini di cui era all’oscuro in quanto non ne aveva una cognizione diretta.

Denuncia: come funziona?

Come anticipato, la denuncia può essere presentata in forma orale o scritta: nel primo caso l’ufficiale di polizia giudiziaria redige verbale che andrà poi firmato dal denunciante, mentre nel secondo l’atto dovrà essere sottoscritto dal denunciante o da un suo procuratore legale [1]. Per la denuncia da parte dei privati non è previsto un contenuto formale tipico e il denunciante può limitarsi alla semplice esposizione del fatto. È sempre consigliabile, comunque, essere il più precisi possibili: è importante descrivere dettagliatamente l’episodio, in modo da poter aiutare le forze dell’ordine nel compiere il loro lavoro. Quando la denuncia è facoltativa non è previsto alcun termine per la sua presentazione. La persona che presenta una denuncia ha diritto di ottenere attestazione della ricezione.

La denuncia non è (normalmente) un atto obbligatorio: in presenza di un fatto che mostra i connotati del reato, il normale cittadino non è tenuto a sporgere denuncia. Allo stesso modo, la vittima di un reato non è obbligata a querelare l’autore del crimine. Quindi, se assisti ad un furto oppure ad altri reati, perfino ad un omicidio, non sei obbligato a fare denuncia (si ripete, salvo rare eccezioni previste dalla legge).

Querela: cos’è e come funziona?

La querela è molto simile alla denuncia; anzi, per certi versi è del tutto identica, salvo il fatto che essa deve essere sporta direttamente dalla vittima del reato entro determinati limiti di tempo, e deve contenere l’esplicita manifestazione di volontà in ordine alla punizione del responsabile del crimine. Secondo il codice di procedura penale [2], la querela è una condizione di procedibilità con la quale si esprime l’intenzione di procedere in ordine ad un fatto che costituisce reato. In termini più semplici, la querela è la volontà, manifestata per iscritto o verbalmente da chi è vittima del reato, di perseguire l’autore del fatto delittuoso. Senza questo consenso la legge non può punire l’autore del reato.

Chi riceve la querela provvede all’attestazione della data e del luogo della presentazione, all’identificazione della persona che la propone e alla trasmissione degli atti all’ufficio del pubblico ministero. Anche chi presenta la querela ha diritto di ottenerne l’attestazione di ricezione [3]. A differenza della denuncia, la querela deve manifestare inequivocabilmente la volontà che si proceda in ordine a un fatto previsto dalla legge come reato. Il diritto di querela, inoltre, deve essere esercitato, a pena di decadenza, entro tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce reato; il termine è di sei mesi soltanto per alcuni particolari delitti (ad esempio, violenza sessuale e stalking).

Cosa significa passibile di denuncia?

Passibile di denuncia significa che una persona si trova nelle condizioni di poter essere denunciato alle autorità; in pratica, è passibile di denuncia colui che ha commesso un crimine, ma le autorità ancora non lo sanno. Ad esempio, è passibile di denuncia chi si appropria di un bene altrui, chi provoca una lesione, colui che accede abusivamente al profilo social di altri, chi maltratta un animale, ecc. In poche parole, è passibile di denuncia chiunque abbia commesso un reato; la terminologia fa proprio riferimento alla possibilità che un individuo venga, appunto, denunciato. Cosa succederebbe in quest’ultimo caso?

Denuncia: quali conseguenze?

Se una persona passibile di denuncia viene effettivamente denunciata o querelata, è probabile che a suo carico venga intrapreso un processo per accertarne la responsabilità. Più o meno le cose vanno così: se denunci o quereli una persona che ha commesso un illecito inviti le autorità ad indagare su di lui. In buona sostanza, dai il via alle indagini preliminari guidate dal magistrato del pubblico ministero territorialmente competente. Appena ricevuta la denuncia o la querela, la polizia o i carabinieri la trasmettono immediatamente alla procura, così che il nominativo del denunciato o del querelato venga iscritto nell’apposito registro delle notizie di reato (cosiddetto registro degli indagati). Nel caso in cui la denuncia sia contro ignoti, la notizia di reato viene comunque iscritta, ma nel registro degli ignoti. L’iscrizione segna ufficialmente l’avvio delle indagini preliminari.

Orbene, se le autorità, dopo i primi rilievi (interrogatori, ispezioni, perquisizioni, escussione di persone informate sui fatti, ecc.) ritengono che la notizia di reato sia fondata, provvederanno a comunicare al denunciato/querelato che le indagini stanno per sfociare in un rinvio a giudizio vero e proprio: verrà quindi invitato a nominare un difensore di fiducia e a prepararsi al processo.

note

[1] Art. 333 cod. proc. pen.

[2] Art. 336 cod. proc. pen.

[3] Art. 107 disp. att. cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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