Pensiline, tettoie e pergolati: ci vuole l’autorizzazione?

7 agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 agosto 2018



Con la bella stagione spuntano pensiline, tettoie e pergolati. Leggi questo articolo e scoprirai se per realizzare tali opere hai bisogno di autorizzazioni oppure no

Il sole e il caldo della bella stagione ti fanno venire voglia di installare a casa tua una pensilina, una tettoia o un pergolato? Se la risposta è “sì”, ti interesserà sapere se per farlo devi munirti di autorizzazioni amministrative oppure no. La risposta non è unica, dipendendo invece essenzialmente dal tipo di intervento, dalle dimensioni dell’opera e, in taluni casi, dal materiale impiegato. Ma procediamo con ordine e vediamo se per pensiline, tettoie e pergolati ci vuole l’autorizzazione.

Il recente glossario unico per l’edilizia libera [1] ha cercato di mettere ordine in una normativa complessa, resa ulteriormente macchinosa dalle differenti interpretazioni e applicazioni che ne davano i singoli comuni. In effetti, uno degli aspetti più importanti del glossario è che esso è destinato a trovare applicazione in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale.

In particolare, l’elenco – peraltro, non esaustivo – comprende i tipi di opere che possono essere realizzate in regime di edilizia libera, ossia senza dover richiedere il permesso di costruire, essendo sufficiente la mera comunicazione di inizio attività. Tale comunicazione, peraltro, non necessita della firma di un tecnico abilitato, in quanto è sufficiente che venga effettuata da colui che ha commissionato l’opera.

Il glossario indica, dunque, nel dettaglio quali sono le opere che rientrano nelle varie categorie di interventi di edilizia libera, già previste – sia pure in maniera, per l’appunto, generica – dall’ordinamento [2]. Tuttavia, anche a causa del già ricordato carattere non esaustivo di questo elenco, è opportuno fare alcune puntualizzazioni.

Definizioni

Il Consiglio di Stato [3] definisce pergolato l’opera finalizzata a fungere da ornamento e a ombreggiare giardini o terrazzi, consistente in una struttura di montanti verticali disposti per file e riuniti nella parte superiore da elementi orizzontali, con aperture su almeno tre lati e sulla parte superiore. Il tutto realizzato in modo tale da permettere il passaggio di persone.

La stessa sentenza definisce sia le pensiline e sia le tettoie come elementi di arredo o di riparo da pioggia, grandine, ecc.

In realtà, sotto il profilo tecnico c’è differenza tra queste due strutture.

La pensilina, infatti, è un elemento con funzione di copertura che sporge dalle pareti esterne di un edificio ed è privo di montanti verticali di sostegno, laddove la tettoia – pur avendo anch’essa funzione di copertura – è retta da una impalcatura [4].

Cosa significa edilizia libera?

Prima di tutto, deve essere ben chiaro che i lavori in regime di edilizia libera possono essere realizzati senza dover effettuare la Scia (segnalazione certificata di inizio attività) e la Cila (comunicazione inizio lavori asseverata) e senza dover chiedere il permesso di costruire ma, precisa il glossario, le stesse opere devono, in ogni caso, essere realizzate nel rispetto degli strumenti urbanistici comunali e delle normative edilizie di settore. In particolare, vanno rispettate le norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie nonché quelle relative all’efficienza energetica, alla prevenzione del rischio idrogeologico e alla tutela dei beni culturali nonché del paesaggio.

Pergolati

Per quanto riguarda i pergolati, la loro installazione, riparazione, sostituzione o rinnovamento rientra tra le opere di edilizia libera, dunque non soggetta a permessi edilizi né ad autorizzazione paesaggistica, a patto che abbiano dimensioni ridotte e che non siano stabilmente ancorati al suolo. Ciò sta a significare, da un lato, che per l’installazione di tali strutture non sarà possibile realizzare opere di scavo e, dall’altro, che eventuali agganciamenti al terreno potranno essere effettuati solo tramite elementi smontabili (paletti, viti, ecc.).

Tettoie e pensiline

Discorso diverso per tettoie e pensiline.

Esse non sono espressamente elencate nel glossario tra gli elementi riconducibili all’edilizia libera, né possono essere ricomprese tra le opere per arredo da giardino previste dal decreto. Pertanto vanno considerate parti strutturali dell’edificio, per cui la loro sostituzione o realizzazione ex novo non potrà avvenire in regime di edilizia libera.

In effetti, non è un caso che la normativa vigente preveda il permesso di costruire per le tettoie di grandi dimensioni [5]. Di conseguenza, necessitano dei permessi di legge e devono essere oggetto della comunicazione di inizio lavori asseverata.

Inoltre, quando la loro superficie non superi 30 mq. e il loro volume non sia ecceda 30 mc., si rende necessaria l’autorizzazione paesaggistica semplificata.

Tende e simili

Il glossario esclude che tende da sole, tende a pergola, pergotende e coperture leggere da arredo siano soggette a permessi edilizi o ad autorizzazioni paesaggistiche, trattandosi di strutture con funzione di arredo degli spazi esterni, per di più in maniera temporanea.

L’importante è che questi elementi siano realizzati in tessuto o in materiali simili.

Canna fumaria

La formulazione del glossario unico non chiarisce se nel regime di edilizia libera ricadano solo gli interventi sulla parte terminale o anche quelli sulla intera canna fumaria.

La commissione che ha contribuito alla redazione dell’elenco ha precisato anche la sostituzione dell’intera canna fumaria va considerata come edilizia libera, a condizione, tuttavia, che avvenga ai fini della sua messa a norma e che non incida su parti strutturali dell’edificio.

note

[1] Contenuto nel Decreto ministeriale 2 marzo 2018.

[2] Decreto legislativo 222/2016.

[3] Sentenza del 25 gennaio 2017, n. 306.

[4] Intesa del 20 ottobre 2016 tra Governo, Regioni ed Enti locali sull’adozione del regolamento edilizio tipo.

[5] Art. 10, comma 1, lett. a), DPR 380/2001 (Testo unico in materia edilizia).


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