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Invalidità depressione: come ottenerla

8 agosto 2018 | Autore:


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Si può essere dichiarati invalidi per depressione? Qual è la percentuale di invalidità? Cosa fare se la commissione rigetta la richiesta? Si può ricorrere in tribunale?

La depressione è quel male oscuro che colpisce, purtroppo, tantissime persone, siano esse giovani o anziane, uomini o donne. Si tratta di una malattia spesso presa sottogamba, sottovalutata, a volte addirittura nascosta per timore del giudizio delle persone che ci stanno intorno: la depressione, infatti, viene vissuta molte volte come una vergogna da parte di chi ne soffre, come se si trattasse di un’infamia. Ovviamente non è così. Chi è vittima di depressione merita la stessa attenzione e le stesse cure di qualsiasi altra persona malata, in quanto si tratta di una patologia uguale a tutte le altre; anzi, a volte perfino più grave. Probabilmente ti interesserà sapere che la depressione può conferire il diritto ad ottenere l’invalidità civile. La legislazione italiana, infatti, si preoccupa di tutelare tutte quelle persone che, a causa della loro patologia, non possono accedere al mondo del lavoro, oppure possono farlo ma a condizioni decisamente svantaggiate; ugualmente, essa tutela coloro che non possono svolgere le attività tipiche della propria età. È la stessa Costituzione ad imporre allo Stato di aiutare tutti coloro che, per via della loro inabilità, senza un adeguato intervento non possono godere delle stesse opportunità di tutti gli altri. Tra gli strumenti principali di protezione dei soggetti svantaggiati v’è proprio l’invalidità civile: si tratta di un istituto giuridico previsto dalla legge al fine di accordare a individui in possesso di determinati requisiti alcuni speciali benefici, non solo di tipo economico. Per godere di tali agevolazioni è necessario che il richiedente sia inabile a causa di una patologia. Ciononostante, ottenere l’invalidità non è sempre facile: la commissione medica chiamata a valutare la patologia dovrà valutare la concreta incidenza di quest’ultima sulla capacità lavorativa del richiedente oppure sulla sua possibilità di vivere dignitosamente. Se sei interessato a conoscere qualcosa in più su questo argomento, continua a leggere questo articolo: scopriremo insieme come ottenere l’invalidità per depressione.

Cos’è l’invalidità civile?

Prima di vedere come ottenere l’invalidità per depressione, spieghiamo brevemente di cosa si tratta. L’invalidità civile (così denominata per distinguerla da quella derivante da cause di servizio, di guerra o di lavoro) è la difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell’udito [1].

Perché l’invalidità civile sia riconosciuta (con conseguenti benefici) è necessario che ricorrano i presupposti previsti dalla legge, e cioè: che la malattia venga accertata da un’apposita commissione; che la patologia risulti essere davvero invalidante.

Secondo la legge italiana, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie tali da:

  • compromettergli la normale capacità lavorativa, se la persona sia in età da lavoro, cioè tra i diciotto e i sessantacinque anni e sette mesi;
  • renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età, qualora non rientrasse nella fascia di cui sopra (quindi se minore di diciotto o maggiore di sessantacinque anni e sette mesi).

I cittadini con età superiore ai sessantacinque anni e sette mesi, quindi, possono chiedere il riconoscimento dello stato invalidante quando abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età. Allo stesso modo, il minore di diciotto anni dovrà dimostrare di versare  in condizioni di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età, allo scopo di avere diritto all’indennità di frequenza.

Diritti dell’invalido civile: quali sono?

Perché è importante ottenere l’invalidità per depressione? Perché al riconoscimento dello status di invalido segue l’attribuzione di diversi benefici, i quali variano a seconda del grado di invalidità riconosciuto: ad esempio, un’invalidità del 100% dà diritto a ricevere una pensione di inabilità. I vantaggi diversi da quelli economici non sono meno importanti: anche senza aver ottenuto un’invalidità totale, il malato ha diritto alla fornitura gratuita di protesi, presidi ed ausili; all’esenzione (parziale o totale, a seconda del grado di invalidità) dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche riguardanti la patologia invalidante (nel caso di invalidità pari o superiore al 67%); ad agevolazioni per le graduatorie delle case popolari e per il canone telefonico (in base ai redditi dichiarati).

L’assegno di invalidità spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99%; inoltre, a differenza dell’indennità di accompagnamento, è necessario anche che il soggetto versi in uno stato di bisogno economico. La pensione di inabilità, invece, spetta solamente a chi viene riconosciuta un’invalidità pari al 100%.

Depressione: cos’è?

La depressione è una patologia che affligge tantissimi italiani, in grado di manifestarsi in molteplici forme. La depressione è un disturbo dell’umore caratterizzata da un insieme di sintomi che variano a seconda del soggetto colpito e dell’intensità: nei casi più gravi, la depressione può portare al totale isolamento sociale e perfino alla morte (talvolta anche provocata da sé). La depressione si manifesta, in genere, attraverso questi sintomi: perdita dell’appetito e di energie; disturbi del sonno; stati ansiosi; difficoltà di concentrazione e di memoria. Spesso tali sintomi si manifestano in maniera contraddittoria a seconda dell’individuo: ad esempio, in molte persone la depressione causa la perdita del sonno (insonnia, quindi) e dell’appetito, mentre in altre l’esatto opposto, e cioè ipersonnia (che sarebbe la sonnolenza anche diurna) e l’aumento del desiderio di mangiare.

La depressione può presentarsi in forma episodica oppure continua: nel primo caso si parlerà di episodio depressivo, nel secondo di disturbo depressivo vero e proprio. Ai fini dell’invalidità civile va subito detto che la depressione che maggiormente rileva è quella del secondo tipo, cioè il disturbo depressivo, il quale si protrae nel tempo ed è davvero in grado di rendere inabile una persona.

Depressione: c’è il diritto all’invalidità?

La depressione rientra tra le patologie previste dalla legge nelle apposite tabelle ministeriali [2] al fine del riconoscimento dell’invalidità civile. In particolare, è prevista una percentuale di invalidità diversa a seconda della gravità della patologia, come di seguito indicato:

  • sindrome depressiva endoreattiva lieve : invalidità del 10%;
  • sindrome depressiva endoreattiva media: invalidità del 25%;
  • sindrome depressiva endoreattiva grave: invalidità dal 31 al 40%;
  • sindrome depressiva endogena lieve: invalidità del 30%;
  • sindrome depressiva endogena media: invalidità dal 41 al 50%;
  • sindrome depressiva endogena grave: invalidità dal 71 all’80%;
  • nevrosi fobico ossessiva e/o ipocondriaca di media entità: invalidità dal 21% al 30%;
  • nevrosi fobico ossessiva lieve: invalidità del 15%;
  • nevrosi fobico ossessiva grave: invalidità dal 41% al 50%;
  • nevrosi ansiosa: invalidità del 15%;
  • psicosi ossessiva: invalidità dal 71% all’80%.

Com’è possibile constatare, ai fini del riconoscimento dell’invalidità per depressione sono rilevanti anche i disturbi che molto spesso si accompagnano ad essa, quali le nevrosi e le psicosi. Questo perché, come detto nel paragrafo di cui sopra, la depressione assume una moltitudine di aspetti: è un male subdolo mai uguale a se stesso. Allo stesso tempo, le forme di depressione medio-lievi conferiscono il diritto al riconoscimento dell’invalidità civile in misura ridotta (non oltre il 50%), con attribuzione all’inabile di agevolazioni di tipo minore (nessun emolumento, in pratica).

Invalidità per depressione: come chiederla?

Abbiamo chiarito che la persona affetta da depressione può legittimamente chiedere l’invalidità civile a seconda della gravità della sua patologia. Ma come ottenere l’invalidità per depressione? Colui che è affetto da depressione, se ritiene che questa malattia gli comporti una riduzione di almeno un terzo della propria capacità lavorativa o l’impossibilità di svolgere alcuni atti della vita quotidiana, per chiedere l’invalidità civile deve innanzitutto recarsi dal proprio medico di famiglia per la compilazione online del certificato medico introduttivo, perché sia attestata la patologia invalidante. Bisogna poi trasmettere telematicamente il certificato medico all’Inps, accedendo direttamente alla propria area personale mediante codice pin oppure tramite patronato o associazioni di categoria. L’inps provvederà a fissare la visita medica di accertamento presso la commissione asl integrata da un medico Inps.

Inviata la domanda, l’Inps fissa la data della visita che il richiedente dovrà sostenere presso la propria sede; i tempi per la chiamata possono essere anche di qualche mese. La commissione medica dovrà valutare la gravità del depressione e la capacità di quest’ultima di ridurre la capacità lavorativa dell’invalido oppure di impedirgli gli atti della vita quotidiana. I parametri da seguire sono quelli indicati nella tabella ministeriale sopra richiamata.

Colui che è affetto da questa patologia potrà supportare la propria richiesta con la documentazione medica in suo possesso dalla quale si evince la gravità della depressione, le cure a cui si è sottoposto, le conseguenze negative che comportano per la propria vita. Tutto ciò è molto importante affinché la commissione esaminatrice possa valutare con giusta cognizione di causa le condizioni dell’ammalato.

Invalidità depressione: come fare ricorso?

Abbiamo detto che per essere dichiarati invalidi per depressione occorre inoltrare telematicamente apposita domanda all’Inps; l’ente provvederà a convocare il richiedente presso la propria sede per effettuare la visita medica. Cosa accade se, a seguito di questa, l’invalidità non viene riconosciuta, oppure viene riconosciuta in un grado minore a quello che si ritiene debba spettare?

La persona alla quale è stata negata l’invalidità per depressione oppure a cui è stata concessa in misura non soddisfacente può fare ricorso in tribunale entro il termine di sei mesi dalla notifica dell’esito delle visita. Il termine è indicato nella lettera che l’Inps invia direttamente al domicilio di colui che ha richiesto l’invalidità: la comunicazione contiene il verbale della visita sostenuta con il relativo esito.

Il ricorso va presentato al tribunale territorialmente competente e consiste nella richiesta della nomina di un consulente tecnico d’ufficio (un medico legale) che rivaluti le condizioni di salute del ricorrente [3]. È necessaria l’assistenza di un avvocato. Nel caso di ulteriore esito negativo, è ancora possibile impugnare la perizia sfavorevole e procedere con un ricorso di merito [4] nel quale bisogna contestare specificamente le risultanze della visita ed, eventualmente, chiedere al giudice la nomina di nuovo consulente tecnico.

note

[1] Legge n. 118/1971 del 30.03.1971.

[2] Decreto Ministeriale del 05.02.1992.

[3] Art. 445-bis cod. proc. civ.

[4] Art. 445-bis, sesto comma, cod. proc. civ.

Autore immagine: Pixabay.com

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