HOME Articoli

Miscellanea Contributo unificato: dal 31 gennaio nuovi aumenti. Impennate del 500% in 10 anni

Miscellanea Pubblicato il 29 gennaio 2013

Articolo di




> Miscellanea Pubblicato il 29 gennaio 2013

Il 31 gennaio entrano in vigore i ritocchi apportati, dalla legge di stabilità, al contributo unificato: gli importi della “tassa sulla giustizia” sono aumentati, negli ultimi dieci anni, di quasi il 500%.

Ai nuovi aumenti sul contributo unificato apportati dalla legge di stabilità del 2012, giovedì prossimo si aggiunge la regola secondo cui, quando l’impugnazione (anche se incidentale) viene respinta integralmente o dichiarata inammissibile o improcedibile, il giudice può condannare la parte soccombente a pagare il doppio del contributo unificato. Un meccanismo che, come avevamo già avuto modo di argomentare in un precedente articolo, appare completamente incostituzionale (leggi: “Il nuovo contributo unificato in appello è incostituzionale”).

La misura del raddoppio del contributo unificato vale anche per i ricorsi in Cassazione, ma con importi base maggiori perché, per tali cause, il contributo era già arrivato a 900 euro ad inizio dello scorso anno. Si passa, pertanto, da un importo minimo di 310 euro a un massimo di 1.800 euro.

Dal 2002 al 2011 il legislatore ha ritoccato quattro volte le somme da versare all’erario per un giudizio. Lo scopo è ovviamente quello di sfoltire la mole di contenzioso – a volte pretestuoso – sulle scrivanie dei giudici di secondo grado e di Cassazione.

In linea con questa finalità va letto anche l’istituto del nuovo filtro in appello che attribuisce al giudice di secondo grado la facoltà di dichiarare inammissibile l’impugnazione qualora non abbia una ragionevole possibilità di essere accolta. In altre parole, l’ammissibilità dell’appello è incentrata sulla valutazione di possibilità di successo dello stesso.

Da oggi, dunque, il cittadino che si avventura in un appello traballante rischia di pagare la tassa processuale raddoppiata, senza neanche arrivare alla trattazione della causa.

Il contributo unificato è diventato, di fatto, una delle componenti che il cittadino deve valutare prima di accedere alla giustizia, misurandone preventivamente il rapporto costi-benefici.

Gli elevati costi della tassazione hanno reso la giustizia una macchina al solo servizio dei ricchi e delle grandi aziende (banche e assicurazioni). Con buona pace dell’ideale secondo cui l’esercizio di un diritto non può essere vincolato alle tasche del cittadino.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI