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Invalidità ernia: come ottenerla

8 Agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Agosto 2018



Chi soffre di ernia ha diritto all’invalidità? In che misura? Cosa fare se la commissione medica non riconosce l’invalidità?

Quante volte, in coda allo sportello delle poste o al banco della farmacia, in attesa di essere serviti, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con le persone che erano lì con noi? Si inizia a parlare del più e del meno ma, alla fine, si finisce sempre con l’elencare le malattie che ci affliggono. Parte allora una vera e propria competizione: vince chi ha più acciacchi degli altri. Nella conta dei malanni, praticamente tutti inseriscono l’ernia: chi ne ha una, chi due, chi ha perso il conto. Considerata una patologia praticamente inevitabile, in realtà l’ernia è una cosa da non sottovalutare e che, alla lunga, potrebbe causare grossi disagi. Tecnicamente, si parla di ernia quando un organo interno (o un’altra parte del corpo) fuoriesce dalla parete del muscolo o del tessuto che lo contiene. A seconda della parte del corpo ove l’ernia si presenta, si potrà avere: l’ernia inguinale; l’ernia iatale; l’ernia femorale; ecc. Le cause dell’ernia sono dovute normalmente all’indebolimento dei muscoli, i quali non riescono più a trattenere l’organo. Probabilmente ti interesserà sapere che l’ernia può conferire il diritto ad ottenere l’invalidità civile. La legislazione italiana, infatti, si preoccupa di tutelare tutte quelle persone che, a causa della loro patologia, non possono accedere al mondo del lavoro, oppure possono farlo ma a condizioni decisamente svantaggiate; ugualmente, essa tutela coloro che non possono svolgere le attività tipiche della propria età. L’invalidità civile è un istituto giuridico previsto dalla legge al fine di accordare a individui in possesso di determinati requisiti alcuni speciali benefici, non solo di tipo economico. Per godere di tali agevolazioni è necessario che il richiedente sia inabile a causa di una patologia. Ciononostante, ottenere l’invalidità non è sempre facile: la commissione medica chiamata a valutare la malattia dovrà valutare la concreta incidenza di quest’ultima sulla capacità lavorativa del richiedente oppure sulla sua possibilità di vivere dignitosamente. Se sei interessato a conoscere qualcosa in più su questo argomento, prosegui nella lettura: scopriremo insieme come ottenere l’invalidità per ernia.

Invalidità civile: a cosa serve?

Prima di vedere come ottenere l’invalidità per ernia, spieghiamo brevemente di cosa si tratta. L’invalidità civile (così denominata per distinguerla da quella derivante da cause di servizio, di guerra o di lavoro) è la difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell’udito [1]. Perché l’invalidità civile sia riconosciuta (con conseguenti benefici) è necessario che ricorrano i presupposti previsti dalla legge, e cioè: che la malattia venga accertata da un’apposita commissione; che la patologia risulti essere davvero invalidante.  Secondo la legge italiana, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie tali da:

  • compromettergli la normale capacità lavorativa, se la persona sia in età da lavoro, cioè tra i diciotto e i sessantacinque anni e sette mesi;
  • renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età, qualora non rientrasse nella fascia di cui sopra (quindi se minore di diciotto o maggiore di sessantacinque anni e sette mesi).

I cittadini con età superiore ai sessantacinque anni e sette mesi, quindi, possono chiedere il riconoscimento dello stato invalidante quando abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età. Allo stesso modo, il minore di diciotto anni dovrà dimostrare di versare  in condizioni di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età, allo scopo di avere diritto all’indennità di frequenza.

Diritti dell’invalido civile: quali sono?

Perché è importante ottenere l’invalidità per l’ernia? Perché al riconoscimento dello status di invalido segue l’attribuzione di diversi benefici, i quali variano a seconda del grado di invalidità riconosciuto: ad esempio, un’invalidità del 100% dà diritto a ricevere una pensione di inabilità. I vantaggi diversi da quelli economici non sono meno importanti: anche senza aver ottenuto un’invalidità totale, il malato ha diritto alla fornitura gratuita di protesi, presidi ed ausili; all’esenzione (parziale o totale, a seconda del grado di invalidità) dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche riguardanti la patologia invalidante (nel caso di invalidità pari o superiore al 67%); ad agevolazioni per le graduatorie delle case popolari e per il canone telefonico (in base ai redditi dichiarati).

L’assegno di invalidità spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99%; inoltre, a differenza dell’indennità di accompagnamento, è necessario anche che il soggetto versi in uno stato di bisogno economico. La pensione di inabilità, invece, spetta solamente a chi viene riconosciuta un’invalidità pari al 100%.

Ernia: c’è il diritto all’invalidità?

L’ernia non rientra espressamente tra le patologie previste dalla legge nelle apposite tabelle ministeriali [2] al fine del riconoscimento dell’invalidità civile: l’unico riferimento rintracciabile è quello che va sotto la voce di “esiti di trattamento chirurgico per ernia diaframmatica congenita”, con riconoscimento di invalidità dall’uno al dieci per cento.

Le linee guida dell’Inps sul riconoscimento dell’invalidità, invece, pur non prevedendo percentuali di riduzione della capacità lavorativa per chi soffre di ernia del disco, dà rilevanza all’ernia iatale, inguinale, crurale, ipogastrica, epigastrica e ombelicale. Se, invece, l’ernia discale riguarda le vertebre lombari e il paziente viene sottoposto ad un intervento chirurgico di stabilizzazione del rachide lombare, la patologia può essere ricondotta all’anchilosi di rachide lombare e dar luogo al riconoscimento di un’invalidità dal 31 al 40%.

Al di là di ciò, spetta al richiedente dimostrare che la propria patologia (in questo caso, l’ernia) sia davvero invalidante, e cioè gli riduca la capacità lavorativa di almeno un terzo oppure gli impedisca di compiere gli atti quotidiani della vita. Colui che è affetto da questa patologia potrà supportare la propria richiesta con la documentazione medica in suo possesso dalla quale si evince la gravità dell’ernia, le cure a cui si è sottoposto, le conseguenze negative che comportano per la propria vita, gli eventuali interventi chirurgici subiti. Tutto ciò è molto importante affinché la commissione esaminatrice possa valutare con giusta cognizione di causa le condizioni dell’ammalato.

Invalidità per ernia: come ottenerla?

Abbiamo chiarito che la persona affetta da ernia può legittimamente chiedere l’invalidità civile, purché dimostri l’effettiva incidenza della malattia sulla propria vita o sull’attività lavorativa. Ma come ottenere l’invalidità per ernia? Colui che è affetto da ernia, se ritiene che questa malattia gli comporti una riduzione di almeno un terzo della propria capacità lavorativa o l’impossibilità di svolgere alcuni atti della vita quotidiana, per chiedere l’invalidità civile deve innanzitutto recarsi dal proprio medico di famiglia per la compilazione online del certificato medico introduttivo, perché sia attestata la patologia invalidante. Bisogna poi trasmettere telematicamente il certificato medico all’Inps, accedendo direttamente alla propria area personale mediante codice pin oppure tramite patronato o associazioni di categoria. L’inps provvederà a fissare la visita medica di accertamento presso la commissione asl integrata da un medico Inps; i tempi per la convocazione possono essere lunghi, anche di diversi mesi. La commissione medica dovrà valutare la gravità dell’ernia e la capacità di quest’ultima di ridurre la capacità lavorativa dell’invalido oppure di impedirgli gli atti della vita quotidiana. I parametri da seguire sono quelli indicati nella tabella ministeriale sopra richiamata.

Invalidità ernia: come fare ricorso?

Cosa fare se, a seguito della visita, l’invalidità non viene riconosciuta, oppure viene riconosciuta in un grado minore a quello che si ritiene debba spettare? La persona alla quale è stata negata l’invalidità per ernia oppure a cui è stata concessa in misura non soddisfacente può fare ricorso in tribunale entro il termine di sei mesi dalla notifica dell’esito delle visita.

Il ricorso va presentato al tribunale territorialmente competente e consiste nella richiesta della nomina di un consulente tecnico d’ufficio (un medico legale) che rivaluti le condizioni di salute del ricorrente [3]. È necessaria l’assistenza di un avvocato. Nel caso di ulteriore esito negativo, è ancora possibile impugnare la perizia sfavorevole entro trenta giorni e procedere con un ricorso di merito [4] nel quale bisogna contestare specificamente le risultanze della visita ed, eventualmente, chiedere al giudice il rinnovo delle operazioni peritali (cioè, una nuova consulenza tecnica).

note

[1] Legge n. 118/1971 del 30.03.1971.

[2] Decreto Ministeriale del 05.02.1992.

[3] Art. 445-bis cod. proc. civ.

[4] Art. 445-bis, sesto comma, cod. proc. civ.


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1 Commento

  1. nato marzo 1956 vita lavorativa su autoarticolati tratte nazionali e internazionali 39 anni di contributi adesso licenziato con Ernia Cervicale non operabile + tachicardia fibrillazione atriale parossistica , secondo l’inps sono idoneo al lavoro .
    ma dove ?

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