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Eredità: spese per stime di appartamenti e negozi tra coeredi

7 settembre 2018


Eredità: spese per stime di appartamenti e negozi tra coeredi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 settembre 2018



Ho concluso la mediazione per la successione testamentaria dei genitori morti, il rogito previsto nel 2018 è saltato per la non regolarizzazione urbanistica dei negozi assegnati a me. La stima degli appartamenti è di 3550,0 euro, la stima dei negozi è di 3660,0 euro, la consulenza del mio geometra ha un costo di 1360,10 euro con preventivo di spesa per la sanatoria di 10.800,0 euro. Quanto devo pagare se la mia quota ereditaria è pari a ¼ per i negozi e di 1/6 sugli appartamenti?

Con riguardo alle spese per le stime degli appartamenti, se le perizie sono servite per calcolare l’ammontare di tutto l’asse ereditario (e, quindi, sono servite anche per i beni destinati agli altri fratelli) dovranno essere suddivise per quota e, quindi, il lettore dovrà pagare:

– 915,00 euro per la stima dei negozi,

– 591,67 euro per la stima degli appartamenti.

La consulenza del geometra potrà essere suddivisa per la rispettiva quota se la sua nomina sia stata condivisa dagli altri coeredi; diversamente, non potrà imporre il costo della consulenza agli altri che avrebbero dovuto acconsentire a quell’incarico o, diversamente, scegliere per altri preventivi.

Con riguardo alle spese della sanatoria, se queste sono necessitate solo sui beni assegnati al lettore dal testamento, allora queste dovranno essere sostenute solo dal suo portafogli.

Diversamente, saranno anche gli altri coeredi a dover contribuire all’ammontare di quelle spese,sempre se d’accordo sulla cifra.

Se non dovessero acconsentire, non resterebbe al lettore che adire il tribunale competente per ottenereun provvedimento del giudice; sempreché siano spese che, per quanto attinenti adappartamenti destinati dal testamento al lettore, siano poste a vantaggio degli altri coeredi.

Con riguardo alla seconda domanda del lettore, questi non potrà, dunque, costringere i coeredi a dare incarico diretto al suo geometra, poiché il perito deve essere scelto di comune accordo dalle parti;in mancanza del comune consenso, sarà il tribunale a dover nominare un consulente d’ufficio per contro delle stesse a cui dovranno dar conto.

Per quel che riguarda poi la terza domanda, il lettore ha diritto ad avere copia della scrittura privata intervenuta tra lui e i suoi fratelli, anche se oggi è in possesso del suo avvocato.

Secondo la Cassazione, infatti, l’avvocato deve consegnare al cliente i documenti richiesti, anchequando quest’ultimo non ha provveduto al pagamento delle spese e competenze legali; sicché, ilprofessionista che omette la consegna, commette illecito disciplinare (artt. 42 e 43 c.d.f.).

La formale messa a disposizione dei documenti da parte dell’avvocato non esclude laresponsabilità disciplinare del professionista se ne è stata concretamente e di fatto impedita lamateriale apprensione (Cassazione civile, sez. un., 17/11/2011, n. 2408).

Da ultimo le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che il subordinare larestituzione dei documenti al pagamento dei compensi provochi una sanzione maggiore: “ilnuovo codice deontologico forense stabilisce, per la mancata tempestiva restituzione al clientedegli atti e documenti ricevuti, anche da terzi, e concernenti l’oggetto e l’esecuzione del mandato,la sanzione dell’avvertimento, meno grave di quella della censura prevista soltanto nell’ipotesi incui la consegna della documentazione sia stata subordinata al pagamento del compenso, sicché la

nuova disciplina, essendo più favorevole per l’incolpato di quella del regime previgenterelativamente alla medesima condotta, è applicabile, giusta il criterio del “favore rei” desumibiledall’art. 65, comma 5, della l. n. 247 del 2012, anche nei procedimenti disciplinari in corso almomento della sua entrata in vigore per fatti ad essa anteriori” (Cassazione civile, sez. un.,06/06/2017, n. 13982).

Tanto premesso, la prima cosa da fare per il lettore è diffidare il suo avvocato dal restituirgli immediatamente quei documenti, avvertendolo che, in mancanza, sarà costretto a presentare un esposto al consiglio dell’ordine di appartenenza.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv.Salvatore Cirilla

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