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Cos’è la denuncia cautelativa

30 agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 agosto 2018



A cosa serve e quando va fatta una denuncia cautelativa? Come si compila? Qual è la differenza tra denuncia penale e denuncia di sinistro?

Quando si parla di denuncia il pensiero va immediatamente ad un fatto costituente reato: tutti sanno, infatti, che la persona vittima di un crimine può sporgere denuncia presso le autorità competenti per far sì che l’autore dello stesso venga catturato. Con la denuncia, in pratica, porti a conoscenza le forze dell’ordine di un fatto che la legge sanziona come reato. Sarai anche a conoscenza della prassi: bisogna recarsi presso la caserma dei carabinieri o la stazione di polizia più vicina, raccontare quanto accaduto nella maniera più dettagliata possibile e, infine, sottoscrivere la denuncia che l’ufficiale avrà preparato per te. Da questo momento, grazie alla tua segnalazione, le autorità potranno cominciare le indagini in modo tale da assicurare l’autore del crimine alla giustizia. Quello che forse non sai è che a denuncia non riguarda sempre il diritto penale. In altre parole, se è vero che con il termine denuncia si fa riferimento quasi sempre all’atto con cui una persona porta a conoscenza dell’autorità competente (pubblico ministero o ufficiale di polizia giudiziaria) un fatto che presenta i connotati del reato, è altrettanto vero che è possibile fare una denuncia anche in ambito civile, al solo fine di cautelarsi da una possibile azione di controparte. Cosa significa tutto ciò? Quando è possibile presentare questo tipo di denuncia? Se ritieni che questo argomento possa interessarti, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è la denuncia cautelativa.

Denuncia: cos’è e come funziona

Abbiamo detto che, di norma, quando si parla di denuncia ci si riferisce a quell’atto che consente alla polizia giudiziaria di cominciare le indagini. La denuncia alle autorità può essere presentata in forma orale o scritta. Nel primo caso l’ufficiale di polizia giudiziaria (carabinieri, polizia, guardia di finanza) redige verbale che andrà poi firmato dal denunciante, mentre nel secondo l’atto dovrà essere sottoscritto dal denunciante o da un suo procuratore legale. Per la denuncia da parte dei privati non è previsto un contenuto formale tipico e il denunciante può limitarsi alla semplice esposizione del fatto. È sempre consigliabile, comunque, essere il più precisi possibili: è importante descrivere dettagliatamente l’episodio, in modo da poter aiutare le forze dell’ordine nel compiere il loro lavoro. Quando la denuncia è facoltativa non è previsto alcun termine per la sua presentazione. La persona che presenta una denuncia ha diritto di ottenere attestazione della ricezione.

Denuncia cautelativa: cos’è?

Ben diversa da quella appena descritta è la denuncia cautelativa. Come suggerisce il nome, si tratta di una denuncia fatta in via preventiva per tutelare le proprie ragioni e difendersi da una possibile denuncia proveniente da un’altra persona. Chi fa una denuncia cautelativa gioca d’anticipo, insomma; ma quando è opportuno farla? In quale settore del diritto è previsto questo tipo di denuncia? È subito detto. In genere, la denuncia cautelativa viene fatta in ambito civilistico e, in particolare, in occasione di un sinistro stradale.

La denuncia cautelativa consiste nella lettera inviata alla propria impresa assicuratrice con la quale si dice che è avvenuto un piccolo sinistro tra la propria autovettura e un’altra ma dal quale non è derivato alcun danno. In poche parole, la denuncia cautelativa serve per portare a conoscenza l’assicurazione che un contatto tra vetture c’è stato ma che, allo stesso tempo, non ne è derivato nessun guasto: di conseguenza, un’eventuale richiesta di risarcimento danni proveniente dalla controparte sarebbe ingiustificata.

Denuncia cautelativa: a cosa serve?

È chiaro, dunque, a cosa serva una denuncia cautelativa: si tratta di un modo per mettersi al riparo da chi vuole fare il furbetto. Facciamo un esempio. Mentre sei alla guida, a causa di un attimo di distrazione, scorgi con ritardo che davanti a te c’è Tizio fermo con la sua auto al semaforo. Fai una brusca frenata ma, nonostante tutto, tocchi il paraurti di Tizio con il tuo. Scendete dai veicoli e, constatato che non è successo nulla, vi stringete la mano e ognuno prosegue per conto proprio. Dopo un po’ ti sorge un sospetto: e se Tizio denunciasse alla sua assicurazione il sinistro, raccontando che sei stato tu ad andargli addosso e a danneggiarlo? Ciò può capitare soprattutto se la macchina tamponata presentava delle vecchie ammaccature. Come fare a sconfessare il racconto di Tizio? Ecco, è proprio in casi come questi che si utilizza la denuncia cautelativa: con essa comunichi alla tua impresa d’assicurazione (in genere, non oltre tre giorni dal fatto) che un piccolo sinistro è avvenuto, ma che danni non ve ne sono stati. Con la denuncia cautelativa, inoltre, inviti la tua assicurazione a non risarcire alcun danno, visto che non ce n’erano.

Denuncia cautelativa: quando va fatta?

La denuncia cautelativa, in genere, va fatta in tutti i casi come quello sopra esemplificato, e cioè quando, pur avendo provocato un sinistro, dallo stesso non sono derivati danni. Tuttavia, la denuncia cautelativa può essere presentata anche in un’altra circostanza: innanzitutto, quando si viene ingiustamente coinvolti in un sinistro mai avvenuto. Si tratta delle classiche frodi con cui molte persone cercano di lucrare dal risarcimento dell’assicurazione. Facciamo un altro esempio. Un bel giorno la tua assicurazione ti contatta dicendo che hai provocato un incidente: si tratta chiaramente di una notizia falsa, facilmente dimostrabile dall’ispezione che il perito farà sulla tua autovettura. Tuttavia nel frattempo potrai tutelarti rispondendo alla tua assicurazione con una denuncia cautelativa dove dici di essere totalmente estraneo al sinistro e di bloccare qualsiasi eventuale liquidazione del danno.

Denuncia cautelativa: cosa scrivere?

Spiegato cos’è e a cosa serve una denuncia cautelativa, vediamo come compilarla. Nella lettera di denuncia cautelativa dovrai inserire i tuoi dati personali (sia anagrafici che relativi al numero di polizza); la dinamica del sinistro, avendo cura di specificare luogo e data dell’incidente; i dati della controparte, se ne sei a conoscenza. Eventualmente, potresti inserire anche i nomi di persone presenti che possono confermare la tua tesi. È chiaro che questo modello di denuncia cautelativa andrà bene nel caso in cui tu decida di segnalare un sinistro avvenuto e dal quale non è scaturita alcuna conseguenza apprezzabile. Nell’ipotesi in cui, invece, la denuncia ti serva per sconfessare la segnalazione di un finto sinistro (cioè, nelle ipotesi di frode), allora dovrai semplicemente dire, dopo aver riportato i tuoi dati, che nulla hai a che vedere con l’incidente falsamente denunciato.

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