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Errori estratto conto Inps: diritto al risarcimento danni

9 agosto 2018 | Autore:


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Se l’estratto conto previdenziale dell’Inps presenta degli errori che influiscono sul diritto o sulla misura della pensione, il lavoratore deve essere risarcito?

Dopo aver studiato il tuo estratto conto Inps, il documento in cui sono indicati tutti i contributi accreditati in una vita di lavoro, eri sicuro di aver diritto alla pensione, hai presentato le dimissioni, ma hai in seguito scoperto che non ti compete alcun trattamento? Oppure, in base al tuo estratto conto, eri sicuro che ti spettasse un buon assegno di pensione e ti sei dimesso, scoprendo invece che la rendita spettante è molto più bassa? Certamente, avendolo saputo prima, non avresti rassegnato le dimissioni! E adesso, come porre rimedio alla situazione? Se sei stato indotto a dimetterti a causa di valutazioni sbagliate, determinate da calcoli fatti male da te, non puoi farci nulla, purtroppo. Se, invece, le valutazioni errate sono state determinate da errori presenti nell’estratto conto, l’Inps deve risarcire il danno, anche se i calcoli sono stati fatti sulla base dell’estratto conto ordinario (quello che trovi accedendo con le tue credenziali al sito dell’Inps, all’interno del fascicolo previdenziale), e non dell’estratto conto certificativo: lo ha chiarito la corte di Cassazione, con una nuova sentenza [1], che segue un orientamento della giurisprudenza già consolidato [2].Questo, nonostante l’Inps sostenga che l’estratto conto che si trova sul portale web non ha valore certificativo e che non ci si debba fare affidamento. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione sugli errori estratto conto Inps: diritto al risarcimento danni, valore certificativo dell’estratto conto ordinario e dei dati forniti dal servizio Inps La mia pensione, che cosa fare se ci si è dimessi per informazioni errate sul diritto al trattamento pensionistico.

Che cos’è l’estratto conto Inps?

L’estratto conto dell’Inps è il documento in cui sono contenuti tutti i contributi previdenziali accreditati al lavoratore nelle gestioni dell’Inps (fondo pensione lavoratori dipendenti, gestione separata, gestione commercianti, etc.). I contributi che figurano nell’estratto conto possono essere obbligatori, volontari, risultare dal riscatto di un determinato periodo (ad esempio degli anni di laurea), o essere stati ricongiunti da un’altra gestione, o ancora, essere stati accreditati dall’Inps figurativamente.

Che cos’è l’estratto conto certificativo Inps?

L’Inps distingue, poi, l’estratto conto “generico” dall’estratto conto certificativo: soltanto quest’ultimo, secondo l’istituto, ha lo stesso valore di una certificazione, mentre l’estratto conto generico può contenere degli errori. L’Inps si è sempre rifiutato di rispondere degli errori nell’estratto conto ordinario in quanto il documento, secondo l’istituto, non ha natura certificativa perché non è emesso a seguito di una richiesta formale da parte dell’assicurato [3]: per questo motivo, sempre secondo l’interpretazione dell’istituto, non può considerarsi come una certificazione tale da determinare affidamento e, dunque, non determina il sorgere del diritto al risarcimento del danno nei confronti di chi si è fidato di quanto descritto nel documento.

Che cosa succede se ci sono errori nell’estratto conto contributivo Inps?

Secondo la Cassazione, la normativa previdenziale [3] non dispone che l’estratto conto contributivo, per avere il valore di certificazione, debba essere richiesto dal cittadino con particolari adempimenti, né che debba essere emesso con specifiche formalità: perché si possa riconoscere all’estratto conto il valore di certificazione basta che sia comprensibile dal cittadino munito del livello di istruzione obbligatoria. La legge, inoltre, non prevede che delle parti dell’estratto conto possano essere meramente incidentali e accessorie: in parole semplici, l’estratto conto Inps non può contenere delle indicazioni che l’interessato non deve considerare, o che può considerare senza farci affidamento

Al contrario, il principio di buon andamento della Pubblica Amministrazione [4] impone la veridicità degli atti e dei provvedimenti degli enti pubblici: i documenti emessi da un ente pubblico, come l’Inps, non possono dunque mai essere considerati come affermazioni delle quali per prudenza non ci si deve fidare.

Gli enti pubblici che possono rilasciare certificazioni sono, peraltro, obbligati a non vanificare la fiducia di chi è titolare di un interesse a conseguire beni essenziali della vita (come la pensione), fornendo informazioni sbagliate o approssimative, anche se contenute in documenti senza valore certificativo. Se disattendono quest’obbligo, vanno incontro alla responsabilità contrattuale [5].

Che cosa fare se ci si dimette per informazioni errate sul diritto alla pensione?

In base a quanto chiarito dalla Cassazione, dunque, se il lavoratore si dimette, convinto di aver diritto alla pensione, e scopre, in seguito al rigetto della domanda di pensione da parte dell’Inps, che l’estratto conto su cui si è basato è errato, l’Inps deve risarcire i danni, anche se l’estratto conto consultato non è quello certificativo. Il lavoratore deve dunque agire in giudizio per richiedere i danni all’istituto previdenziale, che è tenuto a risarcire il danno sofferto anche se le informazioni erronee sono state fornite mediante il rilascio di estratti conto assicurativi non richiesti dall’interessato e inidonei a rivestire efficacia certificativa: il comportamento dell’ente è dunque illegittimo in questi casi, in quanto ha ingenerato l’affidamento dell’assicurato sulla consistenza della propria posizione contributiva.

Che cosa fare se le informazioni errate non sono state ricavate dall’estratto conto?

Il diritto al risarcimento del danno, peraltro, può sorgere anche se le informazioni errate non sono ricavate dall’estratto conto, ma da diverse comunicazioni dell’Inps, come una campagna informativa di carattere generale [6]: in pratica, ci sono numerose situazioni in cui, anche al di fuori di errori contenuti nell’estratto conto certificativo, è possibile far valere una responsabilità da parte dell’Inps.

note

[1] Cass. Sent. n.20086/2018.

[2] Cass. sent. n.23050/2017.

[3] Art. 54 L. 88/1989.

[4] Art.97, Co. 1 Cost.

[5] Cass. sent. 21454/2013.

[6] Cass. Sent. n.24496/2011.

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