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Casa in affitto: le riparazioni degli elettrodomestici a chi spettano?

8 Settembre 2018
Casa in affitto: le riparazioni degli elettrodomestici a chi spettano?

Ho preso in affitto, da circa 3 settimane, un appartamento ammobiliato con contratto 4+4. La lavatrice compare nell’elenco arredi, che ho dovuto firmare. Questa si è rivelata essere un pezzo da museo (deve avere più di 30 anni). Si è fermata durante il primo ciclo di lavaggio e, nel secondo utilizzo, durante la fase di riscaldamento a 50° è saltato due volte il salvavita. Inoltre il bucato esce pressoché gocciolante, perché la centrifuga non supera i 350 giri, come nelle prime lavatrici. Posso chiedere la sostituzione o acquistarne una nuova e detrarla dal canone di locazione?

Nel caso specifico, ed in tutti i casi simili a quello evidenziato dal lettore, viene in aiuto l’articolo 1609 del codice civile.

Questa norma, infatti, stabilisce che le riparazioni di piccola manutenzione che sono a carico dell’inquilino sono quelle che dipendono dai deterioramenti prodotti dal normale uso del bene.

Al contrario, sempre l’articolo 1609 del codice civile stabilisce che sono invece a carico del proprietario le riparazioni (oppure la sostituzione se il bene non è riparabile) dovute alla vetustà, cioè al fatto che il bene sia molto vecchio, oppure dovute al caso fortuito (ad esempio ad un fulmine che abbia causato un cortocircuito elettrico o un altro tipo di danno).

Naturalmente la norma citata si applica anche agli elettrodomestici nel caso di appartamenti ammobiliati.

Riassumendo: se il guasto alla lavatrice è dovuto al fatto che l’elettrodomestico è molto vecchio, allora tocca al proprietario provvedere a sue spese (riparandolo o sostituendolo) a meno che nel contratto di locazione non sia stata inserita una clausola che preveda, invece, che anche questo tipo di riparazioni spettino all’inquilino oppure a meno che esistano usi locali che addossino all’inquilino anche le riparazioni dovute a vetustà (così stabilisce, infatti, sempre l’articolo 1609 del codice civile).

Si invita, perciò, il lettore a verificare:

1) se nel contratto del lettore sia stato per caso previsto che anche le riparazioni dovute a vetustà o a caso fortuito restano a carico dell’inquilino

2) e se esistano usi locali che addossano all’inquilino anche le riparazioni dovute a vetustà (gli usi locali sono accertabili presso la locale Camera di Commercio).

Quindi:

1) se il guasto della lavatrice è dovuto a vetustà dell’elettrodomestico (cioè al fatto che la lavatrice è molto vecchia);

2) se nel contratto del lettore non c’è una clausola che pone a carico dell’inquilino le riparazioni per vetustà;

3) se non esistono usi locali che addossano all’inquilino anche le riparazioni dovute a vetustà;

se tutte queste tre condizioni sono rispettate, allora tocca al proprietario provvedere a sue spese a riparare o sostituire la lavatrice.

Se però il proprietario non dovesse riparare o sostituire la lavatrice dopo una richiesta esplicita fatta per iscritto del lettore, quest’ultimo non potrà detrarre dal canone il prezzo della lavatrice che andrà ad acquistare (non è consentito dalla legge autoridursi il canone), ma potrà agire legalmente per ottenere il risarcimento del danno (cioè praticamente potrà agire per ottenere il rimborso del prezzo) avendo cura, comunque, nella richiesta scritta spedita al proprietario in cui gli chiede di sostituire o riparare la lavatrice, di avvertirlo che, in mancanza di un suo intervento per riparare o sostituire la lavatrice, questi provvederà direttamente alla riparazione o alla sostituzione con altra lavatrice chiedendogli poi il rimborso del relativo prezzo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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