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Eredità: come liberarsi della propria quota di comproprietà

8 settembre 2018


Eredità: come liberarsi della propria quota di comproprietà

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 settembre 2018



 Alla morte di mio zio ho ereditato: 3/108 di 2 immobili, 3/216 di un immobile e circa 5000 euro. I soldi li ho resi di mia volontà alla moglie ma voglio liberarmi della mia quota immobiliare senza coinvolgere gli altri eredi e possibilmente senza spese. Come devo fare?

In base a quello che il lettore ha scritto pare che questi abbia accettato l’eredità di suo zio.

L’accettazione dell’eredità, infatti, c’è ogni volta che il chiamato all’eredità sia venuto in possesso, anche solo per un momento, anche di uno solo dei beni ereditari.

Quindi nel momento in cui il lettore ha materialmente preso i contanti e, poi, li ha consegnati (sostanzialmente donandoli) alla moglie di suo zio, il lettore ha accettato l’intera parte di eredità a lui destinata (compresi, perciò, gli immobili).

Si dice questo perché nel momento in cui l’erede accetta l’eredità non può più rinunciarvi: quindi nel momento in cui il lettore ha prelevato o preso materialmente il contante, questi non solo ha accettato l’eredità di suo zio a lui destinata (diventando proprietario pro quota anche degli immobili), ma ha perso di conseguenza la possibilità di rinunciare alla stessa.

Oggi, pertanto, può liberarsi della sua quota di comproprietà degli immobili soltanto vendendola (con i necessari costi relativi innanzitutto agli onorari notarili), cioè trovando un compratore (cosa assai difficile) dopo aver consentito agli altri comproprietari l’esercizio del diritto di prelazione previsto dall’articolo 732 del codice civile (diritto di prelazione che consente agli altri comproprietari di un bene comune per successione ereditaria di poter acquistare la quota in vendita alle stesse condizioni sulle quali il venditore ha raggiunto un accordo con un acquirente estraneo).

Si precisa che:

– è assai difficile, come già evidenziato, trovare sul mercato un acquirente di una quota ereditaria che sia estraneo a coloro i quali già sono comproprietari del bene (a maggior ragione per quote così piccole come quelle del lettore);

– la donazione della quota ereditaria è invece vietata dalla legge finché resta la situazione di comproprietà indivisa tra eredi.

Perciò, probabilmente, la soluzione più praticabile, anche se è una soluzione che coinvolge necessariamente tutti gli altri comproprietari, è quella di procedere alla divisione degli immobili.

Alla divisione si può arrivare o amichevolmente (conferendo di comune accordo un incarico ad un tecnico che predisponga il contratto di divisione che andrà poi formalizzato in un atto notarile), oppure attraverso un processo che può essere iniziato anche da uno solo dei comproprietari.

La divisione consiste nella materiale divisione degli immobili secondo le quote dei singoli comproprietari: a ciascuno dei comproprietari viene cioè assegnata con la divisione in proprietà esclusiva una parte dell’immobile esattamente corrispondente al valore della sua quota.

Chiaramente siccome nella maggioranza dei casi è impossibile dividere un appartamento in tante parti esattamente corrispondenti alla quota di ogni singolo comproprietario, la divisione avviene di solito assegnando tutto l’immobile ad uno solo o a qualcuno dei comproprietari che liquidano poi in denaro le quote degli altri comproprietari.

Probabilmente è questa la soluzione più praticabile nel caso specifico.

Ma fino a che la divisione non sarà effettuata (amichevolmente o giudizialmente), il lettore resterà comproprietario delle sue quote e potrà liberarsene solo vendendole.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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