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Pizzeria sotto casa e immissioni di odori e vapori molesti

15 Settembre 2018
Pizzeria sotto casa e immissioni di odori e vapori molesti

Abito sopra ad una pizzeria al taglio/kebab che da tempo immette odori e vapori molesti attraverso porta e finestre di due vetrine, tenute sempre aperte, nonostante l’Ausl (a seguito di sopralluogo e dopo aver richiesto lavori di adeguamento), abbia prescritto al gestore di tenere “porta e finestre chiuse durante le operazioni di cottura alimenti”. Le immissioni interessano anche altri condomini che hanno affacci adiacenti. A mio avviso vi è anche una violazione dell’art. 650 c.p. A chi compete constatare, verbalizzare ed eventualmente sanzionare l’inosservanza della prescrizione dell’Ausl da parte del gestore dell’attività?

Contro le immissioni è possibile una duplice tutela: quella civilistica, fornita dall’art. 844 del codice civile, secondo cui sono vietate le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, quando superano il limite della normale tollerabilità, e quella penalistica, racchiusa nell’art. 674 del codice penale, che punisce con l’arresto chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone , ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti. Nel primo caso, cioè facendo ricorso al giudice civile, potrebbe ottenere la cessazione delle immissioni, oltre che il risarcimento del danno; nel secondo, cioè nell’ipotesi di reato (pacificamente ammessa dalla Cassazione anche nel caso di “molestie olfattive”; cfr. Cass., sent. n. 14467/2017), può ottenere la sanzione penale a carico del reo, oltre che il risarcimento del danno nel caso in cui si costituisca parte civile.

Nel caso specifico, essendovi un provvedimento dell’Autorità, il lettore potrebbe sporgere denuncia per violazione dell’art. 650 codice penale; trattandosi di contravvenzione, non occorre neppure il dolo, cioè la volontarietà, dell’autore della condotta, essendo sufficiente la semplice colpa. Una denuncia di questo genere, trattandosi di fatto penalmente rilevante, può tranquillamente essere sporta presso i Carabinieri o la Polizia, se mai dimostrando che l’Ausl competente aveva prescritto al Gestore di tenere porta e finestre chiuse durante le operazioni di cottura alimenti. Un’ulteriore segnalazione all’Ausl potrebbe sortire gli stessi effetti, nel senso che sarebbe poi quest’ultima a dover contattare le forze dell’ordine. Il consiglio al lettore è quello di procedere direttamente dai carabinieri, se mai notificando per conoscenza anche all’Ausl.

Infine, si fa presente al lettore che potrebbe provare a coinvolgere anche l’amministrazione comunale, in quanto è in potere del Sindaco emanare ordinanze d’urgenza volte a far cessare le molestie, soprattutto se esse coinvolgono più persone. Il Sindaco potrebbe addirittura far cessare l’attività per un determinato periodo di tempo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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