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Flat tax: segnali di cambiamento per il fisco

13 Luglio 2017


Flat tax: segnali di cambiamento per il fisco

> Business Pubblicato il 13 Luglio 2017



Continua il dibattito su l’aliquota proporzionale unica di tassazione. Si pensa ad una riforma del fisco che lo renda più leggero ed efficace.

Il presidente Mattarella ha ricordato l’importanza di una riforma del fisco che lo renda più leggero ed efficace. Dunque si riapre il dibattito sulla flat tax: all’Istituto Bruno Leoni, che promuove le idee per il libero mercato, è stata elaborata una riforma del sistema fiscale italiano che comprende non solo i meccanismi del sistema di tassazione, ma anche le modalità di accesso all’assistenza pubblica e della fruizione del sistema sanitario nazionale.

Cos’è la flat tax?

La flat tax, letteralmente tassazione forfettaria, è un tipo di tassazione proporzionale, in base alla quale tutti i contribuenti tassano la base imponibile con la medesima percentuale e non con un’aliquota marginale crescente all’aumentare del reddito. Di fatto, se venisse introdotta la flat tax alla base imponibile di ciascun contribuente verrebbe applicata un’aliquota fissa; sarebbe quindi sufficiente compilare un modello unico dal quale emerge quanto il contribuente è chiamato a versare, senza la necessità di dettagliare le spese deducibili e detraibili. Di conseguenza, gli operatori del settore fiscale e l’Amministrazione Finanziaria sarebbero sollevati dall’obbligo di verificare la correttezza di quanto dichiarato dal contribuente in termini di richieste di deduzioni o detrazioni..

Esempi di flat tax in Italia

La flat tax più nota, che riguarda oltre 2 milioni di contribuenti per un gettito totale di oltre 2 miliardi di euro, è la cedolare secca sulle locazioni abitative, cioè l’imposta che un proprietario di casa paga per l’affitto che riceve e che è un’aliquota del 21% sui contratti di libero mercato e del 10% su quelli a canone concordato: una bella differenza rispetto alle aliquote che si dovrebbero applicare se i canoni di locazione rientrassero nel conteggio dell’Irpef (per saperne di più consulta Cedolare secca: cos’è e quando conviene). In questo caso infatti si prevede un’aliquota del 27% fino a 28mila euro di reddito, del 38% fino a 55mila euro, del 41% fino a 75mila euro e del 43% oltre i 75mila euro. Sempre in campo immobiliare è prevista un’imposta sostituiva dell’Irpef del 20% che può scegliere di versare chi realizza plusvalenze (guadagni sulla vendita) per la cessione di fabbricati, o terreni agricoli acquistati da meno di 5 anni.

Un’altra flat tax introdotta da poco è la cosiddetta «Tassa Paperoni», per saperne di più ti consigliamo di leggere il nostro approfondimento Flat Tax Paperoni: entri in Italia con tassazione fissa.

Flat tax per le imprese? Già attiva…

Anche per le imprese, nel nostro Paese, è stato sperimentato un metodo di tassazione che molto si avvicina alla flat tax. Le imposte sul reddito delle società, l’Ires e l’Iri, prevedono oggi un’aliquota fissa al 24% degli utili prodotti. Per saperne di più ti consigliamo di consultare Iri: flat-tax al 24% anche alle Srl.

La flat tax per tutti è applicabile in Italia?

L’eventuale applicazione della flat tax in Italia sembrerebbe porre una questione di legittimità. La Costituzione  [1] prevede che «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività» e, quindi, sembrerebbe escludere la possibilità di introdurre un sistema fiscale come quello della flat tax. Tuttavia l’espressione «criteri» autorizza a pensare che la Costituzione ammetta l’esistenza di più strade percorribili per giungere a un sistema tributario progressivo, anche alla luce del fatto che la progressività non prevede necessariamente la struttura a scalare delle aliquote. Il dibattito della semplificazione fiscale è reiniziato (ove mai si fosse interrotto). Vi terremo aggiornati.

note

 [1] Cost. art. 53.

Autore immagine: Pixabay.com


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