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My Voice: un app per la Sla

13 Lug 2017


My Voice: un app per la Sla

> Business Pubblicato il 13 Lug 2017



Quando la tecnologia aiuta i malati. Il progetto «Una banca per la propria voce», per conservare la voce originale della persona.

Comunicare per i malati di Sclerosi laterale smiotrofica, la più comune Sla, diventa più facile, grazie ai passi in avanti della ricerca: il Centro clinico Nemo ha ideato My Voice, un’applicazione che permette alle persone con patologie neuromuscolari di registrare delle frasi con la propria voce. È una sorta di «banca del tempo», per permettere ai malati di Sla sia di registrare parole utili – come caldo, freddo, fame, sonno – sia, soprattutto, di conservare frasi da dire ai propri cari.  In molti casi la perdita progressiva della capacità di esprimersi vocalmente è una delle tante drammatiche evoluzioni di un male che non ha ancora una cura definitiva.

Un vocabolario per i malati

La tecnologia può aiutare il malato e chi lo accompagna nel percorso della malattia. La app My Voice è pensata proprio a dare una vita «normale»:  salva  messaggi dei malati e li abilita per i sistemi di comunicazione artificiali. Una sorta di «vocabolario» preparato in anticipo, per quando il paziente non sarà più in grado di parlare. Le registrazioni verranno scaricate su un comunicatore che il malato potrà poi utilizzare anche solo attraverso il movimento degli occhi. L’applicazione è stata creata nei laboratorio del centro Nemo dell’ospedale Niguardia, all’avanguardia nelle soluzioni per affrontare le malattie neurodegenerative.

App a pagamento che finanzia la ricerca

La app My Voice, disponibile per Android, iOs e Microsoft, è a pagamento ma scaricandola si finanzia la ricerca e il progetto del centro «Una banca per la propria voce» che mira a diventare un archivio per conservare la voce originale della persona, raggiungibile sempre. L’applicazione consente di classificare con un colore alcune delle frasi più importanti, come “ti amo” o “ti voglio bene”, in modo tale che possano essere usate in maniera semplice dalla persona affetta da Sla o da un’altra patologia neuromuscolare: «La perdita della voce è una conseguenza della patologia cui non si pensa all’inizio – spiega Alberto Fontana, presidente del Nemo – perché ci si concentra su altro, sui problemi della mobilità o della respirazione. Ma incide molto sulla qualità della vita. È per questo che ci siamo inventati questa app che si chiama My Voice».

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Autore immagine: nostra elaborazione su immagine Pixabay.com


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