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Cos’è il Fondo di garanzia Inps

12 Agosto 2018 | Autore:
Cos’è il Fondo di garanzia Inps

Se il datore non paga il TFR ci pensa l’Inps

La tua azienda non ti ha pagato il TFR e gli ultimi tre stipendi, hai tentato in tutti i modi di recuperare i tuoi soldi, ma il datore risulta nullatenente, oppure è fallito, oppure è sparito. Non tutto è perduto. L’Inps, attraverso il suo Fondo di garanzia, in casi del genere provvede a pagare, al posto dell’azienda e a determinate condizioni, il TFR e le ultime tre mensilità; questo sia se l’azienda è fallita, sia se non è possibile farla fallire e tutti i tentativi di pignorarne i beni sono stati inutili. L’importante, per poter accedere al Fondo di garanzia, è agire tempestivamente e dimostrare all’Inps di aver fatto tutto il possibile per recuperare i tuoi soldi direttamente dal datore di lavoro senza però esserci riuscito. Vediamo dunque nel dettaglio cos’è il Fondo di garanzia Inps, entro quanto tempo si può chiederne l’intervento e cosa fare in concreto per ottenere il pagamento di quanto ci spetta.

Il Fondo di garanzia Inps

Il Fondo di garanzia è un fondo istituito con lo scopo di intervenire nel pagamento del TFR e delle retribuzioni maturate negli ultimi tre mesi del rapporto di lavoro in sostituzione del datore in caso di sua insolvenza.

Possono presentare domanda al Fondo di garanzia Inps:

  • tutti i lavoratori dipendenti (compresi apprendisti e dirigenti di aziende industriali) che abbiano cessato un rapporto di lavoro subordinato
  • i soci di cooperative di lavoro, purchè in regola con il versamento dei contributi
  • gli eredi (coniuge e figli e, se viventi e a carico, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo)
  • i cessionari a titolo oneroso del TFR

Il Fondo di garanzia interviene con modalità diverse a seconda che il datore sia o meno soggetto alle procedure concorsuali (fallimento, concordato, liquidazione coatta amministrativa, cessione dei beni, ecc…).

L’accesso al Fondo di garanzia se l’azienda non è fallita

Se il datore di lavoro non è fallito perchè si tratta di impresa che non può essere dichiarata fallita, oppure perchè il nostro credito è di importo inferiore a quello stabilito dalla legge per poter fare dichiarare il fallimento dell’azienda, dovrai dimostrare all’Inps di aver fatto tutto il possibile per ottenere il pagamento delle retribuzioni e del TFR da parte del datore senza esserci riuscito e dunque di aver chiesto l’intervento del Fondo di garanzia come ultima possibilità per recuperare quanto ti spetta.

In pratica dunque, prima di presentare la domanda al Fondo di garanzia, dovrai ottenere dal Tribunale una sentenza o un decreto ingiuntivo che condannino il datore a pagarti e indichino l’importo del tuo credito.

Sulla scorta di questa sentenza o decreto ingiuntivo dovrai quindi tentare di pignorare i beni mobili e immobili di proprietà dell’azienda, presso la sede aziendale e presso la residenza dei soci illimitatamente responsabili (in caso di società in accomandita semplice, società semplice, ditta individuale, società in nome collettivo).

In caso di esito negativo dei pignoramenti, dovrai presentare istanza di fallimento nei confronti dell’ex datore, anche se il tuo credito è inferiore ai limiti che la legge prevede come presupposto per la dichiarazione di fallimento.

Tentato inutilmente il pignoramento dei beni del datore, mobiliare e immobiliare, e ottenuto un decreto di rigetto dell’istanza di fallimento presentata, potrai fare domanda di intervento al Fondo di garanzia.

La domanda va compilata e inviata mediante un’apposita procedura telematica accessibile dal sito internet dell’Inps.

Alla domanda devono essere allegati specifici documenti e moduli che dimostrino:

  • la cessazione del rapporto di lavoro
  • l’inapplicabilità al datore delle procedure concorsuali
  • l’esistenza del credito per TFR e/o retribuzioni rimasto impagato
  • di aver inutilmente tentato di recuperare il tuo credito mediante pignoramento dei beni dell’azienda e dei soci illimitatamente responsabili

L’accesso al Fondo di garanzia in caso di fallimento dell’azienda

Se l’azienda per la quale abbiamo lavorato è invece stata dichiarata fallita, è innanzitutto necessario presentare domanda di ammissione al passivo fallimentare.

Si tratta di un atto che deve essere inviato al curatore del fallimento a mezzo pec, nel quale dovrai specificare quali crediti vanti nei confronti dell’azienda (se retribuzioni, TFR o entrambi) e il relativo importo, allegando tutti i documenti necessari a dimostrazione della tua pretesa (generalmente sono sufficienti le buste paga rilasciate dal datore di lavoro). La domanda di ammissione al passivo fallimentare può essere redatta personalmente dal lavoratore, oppure presentata con l’assistenza di un avvocato.

Una volta ammesso al passivo fallimentare potrai presentare la domanda di intervento del Fondo di garanzia all’Inps.

Anche in questo caso, la domanda va compilata e inviata mediante un’apposita procedura telematica accessibile dal sito internet dell’Inps.

Alla domanda devono essere allegati specifici documenti e moduli che dimostrino:

  • la cessazione del rapporto di lavoro
  • lo stato di insolvenza del datore di lavoro
  • l’esistenza del credito a titolo di TFR o ultime retribuzioni

Cosa paga il Fondo di garanzia

Il Fondo di garanzia dell’Inps si sostituisce al datore di lavoro innanzitutto nel pagamento del TFR, qualsiasi ne sia l’importo. Il Fondo provvede a pagare sia il TFR lasciato in azienda, sia quello devoluto alla previdenza complementare e non versato dal datore.

Il termine entro il quale presentare la domanda di intervento per il pagamento del TFR è di cinque anni decorrenti dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Otre al TFR il Fondo provvede al pagamento delle retribuzioni relative agli ultimi tre mesi di lavoro, purchè il lavoratore si sia attivato per recuperare il proprio credito entro un anno dalla maturazione della retribuzione relativa al terzo mese precedente la cessazione del rapporto lavorativo.

Non vengono invece pagati dal Fondo di garanzia l’indennità di mancato preavviso e le competenze di fine rapporto maturate (ferie e rol non goduti, festività non godute, ecc…)



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