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Quale pensione con 20 anni di contributi

14 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Febbraio 2019



A quali trattamenti ha diritto chi possiede 20 anni di contributi: pensione di vecchiaia, pensione anticipata contributiva, Ape.

Pensi che occorrano almeno 43 anni di contributi per ottenere la pensione? Questo è vero soltanto per quanto riguarda la pensione anticipata ordinaria, che si ottiene con 42 anni e 10 mesi di versamenti, per gli uomini, e con 41 anni e 10 mesi di versamenti per le donne (i requisiti aumenteranno di 5 mesi nel 2019, portando le soglie di accesso, rispettivamente, a 43 anni e 3 mesi ed a 42 anni e 3 mesi). Ci sono diversi casi, però, nei quali è possibile pensionarsi con 20 anni di contributi: partiamo dall’ordinaria pensione di vecchiaia, per la quale sono necessari, appunto, 20 anni di contribuzione, per arrivare alla pensione anticipata contributiva, a 64 anni, passando per due ulteriori forme di pensionamento agevolato, l’Ape volontario e la pensione di vecchiaia anticipata. Per non parlare, poi, dei casi in cui è possibile pensionarsi con soli 15 anni di versamenti, e addirittura con soli 5 anni di contribuzione. Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, quale pensione con 20 anni di contributi è possibile ottenere.

Pensione di vecchiaia con 20 anni di contributi

Con 20 anni di contributi è possibile ottenere, in primo luogo, la pensione di vecchiaia: questa tipologia di pensione, nel dettaglio, fino al 31 dicembre 2018 si poteva raggiungere con 66 anni e 7 mesi di età e con almeno 20 anni di versamenti, contributi figurativi (maternità, servizio militare, disoccupazioni, casse integrazioni e malattia), volontari e da riscatto compresi. La pensione di vecchiaia si può raggiungere anche attraverso il cumulo dei contributi, cioè sommando la contribuzione presente in gestioni previdenziali differenti.

Dal 1° gennaio 2019 l’età pensionabile è salita di 5 mesi, e risulta dunque pari a 67 anni; resta invece invariato il requisito pari a 20 anni di contributi previdenziali, non soggetto all’applicazione dell’adeguamento all’aspettativa di vita. Successivamente, il requisito di età dovrebbe aumentare di 3 mesi ogni biennio.

L’età per la pensione di vecchiaia resta ferma al requisito di 66 anni e 7 mesi di età solo per gli addetti ai lavori gravosi, ma in questo caso saranno necessari almeno 30 anni di contributi.

Per coloro che non hanno versamenti di contributi prima del 1996, per la pensione di vecchiaia è richiesto, oltre al requisito di età ed al requisito di 20 anni di contributi, anche il superamento di una determinata soglia da parte dell’assegno di pensione: la pensione, nello specifico, deve risultare superiore a 1,5 volte l’assegno sociale, cioè a 686,99 euro (valore per l’anno 2019). Chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995 può comunque ottenere la pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi, al compimento di 71 anni di età (dal 2019). Per approfondire: Pensione di vecchiaia contributiva.

Pensione di vecchiaia anticipata con 20 anni di contributi

Per i lavoratori dipendenti del settore privato, in possesso d’invalidità pensionabile almeno pari all’80%, è possibile ottenere la pensione di vecchiaia, con 20 anni di contributi:

  • a 56 anni di età, più l’attesa di 12 mesi di finestra, se donne;
  • a 61 anni di età, più 12 mesi di finestra, se uomini.

Ricordiamo che, per chi rientra in una delle tre deroghe Amato, è possibile ottenere sia la pensione di vecchiaia, che la pensione di vecchiaia anticipata, con soli 15 anni di versamenti. Per approfondire: Pensione con 15 anni di contributi.

Pensione anticipata con 20 anni di contributi

Con 20 anni di contribuzione è anche possibile ottenere la pensione anticipata a 64 anni di età, per chi non ha contributi versati prima del 1996: in questo caso, però, il trattamento deve risultare almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale, cioè almeno pari a 1.282,37 euro (valore per l’anno 2019). Dal 2021 il requisito di età per la pensione anticipata contributiva dovrebbe salire a 64 anni e 3 mesi.

Anticipo pensionistico con 20 anni di contributi

Sono necessari 20 anni di contributi per accedere all’anticipo pensionistico volontario, o Ape volontario: si tratta di una prestazione, da non confondere con la pensione anticipata, che accompagna il lavoratore dai 63 anni di età (o dal momento in cui domanda il trattamento) sino all’età in cui può ottenere la pensione di vecchiaia.

In pratica, con l’Ape il lavoratore può ricevere un assegno, a partire dai 63 anni di età, se possiede almeno 20 anni di contributi, sino alla data di maturazione della pensione di vecchiaia, con un anticipo massimo possibile pari a 3 anni e 7 mesi.

Considerando che l’età per la pensione di vecchiaia, nel 2018, era pari a 66 anni e 7 mesi, l’anticipo sino allo scorso anno poteva essere richiesto con un minimo di 63 anni di età; per coloro che maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia dal 2019, però, il requisito slitta a 63 anni e 5 mesi di età, dato che dal 2019 l’età pensionabile è stata elevata a 67 anni. In caso di futuri adeguamenti alla speranza di vita nel 2021, il decreto sull’Ape volontario prevede la concessione dell’Ape supplementare, ossia un allungamento del periodo di percezione dell’anticipo.

L’Ape volontario è ottenuto grazie a un prestito bancario, che deve essere restituito in 20 anni, una volta perfezionati i requisiti per la pensione: la restituzione del finanziamento comporta delle penalizzazioni non indifferenti.

L’Ape volontario è esentasse, e l’importo massimo dell’assegno non può superare, rispettivamente:

  • il 75% dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’Ape è superiore a 36 mesi;
  • l’80% dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’Ape è superiore a 24 e pari o inferiore a 36 mesi;
  • l’85% dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’Ape è compresa tra 12 e 24 mesi;
  • il 90% dell’importo mensile del trattamento pensionistico, se la durata di erogazione dell’APE è inferiore a 12 mesi.

L’anticipo minimo da richiedere deve essere comunque pari a 6 mesi e la futura pensione, al netto della ritenuta Ape, non deve essere inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo (circa 710 euro); inoltre il rateo dell’anticipo sulla pensione, da solo o assieme ad altri debiti pregressi, non può superare il 30% della prestazione stessa.

L’Ape è precluso per chi versa in particolari situazioni di difficoltà economica (si veda: Niente Ape per chi ha debiti) e per chi, soggetto al calcolo interamente contributivo della pensione, ha diritto a una futura pensione inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale, cioè a circa 686,99 euro.

Quale pensione con meno di 20 anni di contributi?

In alcuni casi è possibile ottenere la pensione, come abbiamo accennato, con meno di 20 anni di contributi. In particolare, ci si può pensionare:

  • con 15 anni di contributi, grazie alle deroghe Amato;
  • con 5 anni di contributi, con la pensione di vecchiaia contributiva;
  • con 5 anni di contributi, se si ha diritto alla pensione d’inabilità o all’assegno d’invalidità.

Per approfondire: Pensione con pochi anni di contributi.

Alcune casse professionali e fondi di previdenza complementari o integrativi prevedono, in determinati casi, la possibilità di raggiungere la pensione con meno di 20 anni di contributi: ad esempio, la pensione di vecchiaia contributiva degli avvocati può essere raggiunta con un minimo di 5 anni di versamenti.



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33 Commenti

  1. Buongiorno, ho 59 anni e 21 anni di contributi in gran parte prima del 1992 quando posso andare in pensione? Grazie

    1. Vorrei sapere nel mio caso con 9 anni di contributi prima del 1996 nel privato e 11 adesso nel pubblico ad ottobre con 67 anni di età con quanto andrò in pensione

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