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Chi ha la partita Iva è persona fisica o giuridica?

13 Agosto 2018 | Autore:
Chi ha la partita Iva è persona fisica o giuridica?

La differenza tra queste due categorie di contribuenti. Chi è tenuto ad aprire una posizione Iva ed a chi basta il codice fiscale.

Fisica o giuridica che sia, al Fisco piace ogni tipo di persona. L’importante è che paghi le tasse. È il contribuente a dover capire bene la propria identità da un punto di vista fiscale. Ad esempio, sapere se chi ha la partita Iva è persona fisica o giuridica e, in base a quello, come deve comportarsi nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.

Ricordiamo che ci sono tre tipi di contribuenti:

  • la persona fisica, detta anche «comune cittadino», come ad esempio il lavoratore dipendente;
  • la persona fisica titolare di una ditta individuale, come il libero professionista;
  • la persona giuridica, identificata in un’azienda, una società o un’organizzazione.

Chi dei tre è tenuto ad aprire la partita Iva? Gli ultimi due. Il primo verserà le tasse dalla sua busta paga (le famose quanto odiate trattenute fiscali) ed avrà soltanto un codice fiscale. Gli altri due, cioè coloro che hanno un’attività in proprio, dovranno sottoporsi al loro rispettivo regime Iva e rispettare le sue scadenze.

La partita Iva è un codice numerico di 11 cifre assegnato dall’Agenzia delle Entrate che identifica un soggetto tenuto all’imposizione fiscale indiretta. Può essere richiesta anche telematicamente. I modelli sono:

  • AA9/11 per le ditte individuali (quindi persone fisiche);
  • AA7/10 per le altre società (quindi persone giuridiche).

Si tratta, dunque, di un codice destinato sia alla persona fisica a seconda del lavoro che svolge, sia alla persona giuridica (in questo caso sempre e comunque). Bisognerà, dunque, partire dalla differenza tra una persona fisica ed un’altra in modo da capire chi è tenuto ad aprire la partita Iva ed a chi basta avere nel portafoglio il codice fiscale. Dopo di che arriveremo ai dettagli sulla persona giuridica, sull’obbligo della partita Iva e ciò che comporta.

Persona fisica e giuridica: qual è la differenza?

Per dirla nel modo più semplice possibile, la persona fisica è un qualsiasi individuo vivente in carne ed ossa, con un nome ed un cognome, che ha acquisito alla nascita la capacità giuridica, cioè quei diritti e quei doveri comuni ad ogni essere umano. La persona giuridica, invece, è l’insieme organizzato di persone e di beni che l’ordinamento considera un soggetto di diritto.

A differenza di quella fisica, la persona giuridica deve avere almeno queste due caratteristiche fondamentali:

  • un elemento composto da una o più persone o da un capitale che hanno o servono ad uno scopo (per esempio, lo svolgimento di un’attività);
  • il riconoscimento formale dato da un provvedimento o da una normativa (SpA, Srl, Snc, ecc).

Persona fisica: codice fiscale o partita Iva?

Come anticipato, la persona fisica può essere dotata sia del semplice codice fiscale sia della partita Iva, a seconda se si tratta di un lavoratore dipendente che non esercita un’altra attività o di una ditta individuale, come quella avviata da un libero professionista.

La differenza è che il codice fiscale ce l’hanno tutti mentre la partita Iva spetta solo alla ditta individuale.

Il codice fiscale delle persone fisiche è composto da 16 caratteri alfanumerici (quindi lettere e cifre) in questo modo:

  • 6 caratteri che corrispondono a cognome e nome (ad esempio Arija Garcia Carlos sarà RJG CLS);
  • 2 caratteri che corrispondono all’anno di nascita (ad esempio 66);
  • 1 lettera che corrisponde al mese di nascita (si parte dalla A per gennaio);
  • 2 numeri che corrispondono al giorno di nascita e al sesso. Se si tratta, ad esempio, di un uomo nato il giorno 2 del mese, verrà scritto 02. Se si tratta di una donna, a quella cifra viene sommato il numero 40, quindi diventerà 42;
  • 1 lettera e 3 cifre per indicare il Comune o lo Stato di nascita. Se si tratta di un cittadino straniero o italiano nato all’estero si usa la lettera Z;
  • 1 carattere di controllo creato da un algoritmo.

Chi, invece, è un lavoratore autonomo ha un codice di 11 cifre che, di solito, coincide con la partita Iva. Quest’ultima viene generata in questo modo:

  • 7 cifre che corrispondono al numero sequenziale di iscrizione al Registro delle Imprese;
  • 3 cifre che corrispondono all’Ufficio;
  • 1 cifra di controllo.

Può succedere, però, che partita Iva e codice fiscale non siano uguali, anche se, ormai, capita molto di rado. Lo sono al momento in cui è stata aperta la posizione di chi ne fa richiesta ma la partita Iva può cambiare se il titolare, ad esempio, sposta la sua attività in un’altra provincia L’altra possibilità è che un’attività venga chiusa e se ne riapra un’altra: in questo caso, cambierà la partita Iva. Il codice fiscale, invece, rimarrà sempre invariato.

Partita Iva: per chi è obbligatoria?

Chiunque svolga un lavoro autonomo è tenuto ad aprire una partita Iva, che si tratti di una persona fisica o giuridica, purché superi il reddito annuale di 5.000 euro. Questo codice serve ad emettere una fattura e per pagare i contributi al Fisco e alla previdenza sociale.

La partita Iva è obbligatoria per le persone fisiche che hanno una ditta individuale, cioè un’entità creata allo scopo di avviare un’attività economica professionalmente organizzata che produce o scambia beni o servizi. Quindi, si parla di persone fisiche che aprono una ditta a capo della quale c’è un’unica persona in grado di svolgere direttamente l’attività e di rispondere di eventuali debiti. Un qualsiasi libero professionista rientra in questa categoria ed è tenuto ad aprire la partita Iva.

Anche le persone giuridiche, cioè le società o le associazioni, le organizzazioni o le cooperative, sono obbligate ad avere una partita Iva, che si tratti di persone giuridiche pubbliche o private. Qual è la differenza tra queste due? La persona giuridica pubblica è, come lo stesso nome fa capire, quella che insegue un interesse pubblico (ad esempio un ente statale, o così dovrebbe essere), mentre quella privata è la società che persegue soltanto il proprio interesse.


note

Autore immagine: isorepublic.com


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4 Commenti

  1. Mi permetto di eccepire sull’affermazione “chiunque svolga un lavoro autonomo è tenuto ad aprire una partita Iva”, giacché ad esempio gli attori, lavoratori ex ENPALS, unici nella situazione in cui il datore di lavoro ha l’obbligo di versare i contributi previdenziali (su una parte dei quali esercita poi rivalsa sul lavoratore), possono essere assunti di volta in volta a tempo determinato, determinatissimo, spesso per un turno di tre ore (doppiaggio), o anche meno (speaker pubblicitari) e pagati con busta paga. Le aziende trovano vantaggio nel richiedere al lavoratore il possesso di partita IVA, per cui il più delle volte si è costretti ad emettere fattura, ma non è certo l’unica ed esclusiva modalità. Tra le imprese teatrali c’è (c’era) più consuetudine alla busta paga, forse perché il tempo determinato è relativamente meno breve. Personale esperienza ultra quarantennale.

  2. Non mi è chiaro questo passaggio: “Chi, invece, è un lavoratore autonomo ha un codice [fiscale] di 11 cifre che, di solito, coincide con la partita Iva”. Innanzi tutto, l’articolo non definisce chi sia un “lavoratore autonomo”, ma parla piuttosto di “ditta individuale” e di “libero professionista”. Se per “lavoratore autonomo” si intende il “libero professionista”, dalla mia esperienza vedo che tutte le ditte individuali ed i liberi professionisti vengono fiscalmente identificati da una partiva IVA e da un codice fiscale di persona fisica. I soli casi in cui ho visto codici fiscali di 11 cifre sono costituiti dalle persone giuridiche private (in questo caso in genere coincidono con le rispettive partite IVA) o pubbliche (in questo caso differiscono dalle eventuali rispettive partite IVA, ma rimangono pur sempre costituiti da 11 cifre numeriche).

  3. Le cose per fortuna stanno andando diversamente, e la gente inizia a comprendere ….La persona física o giuridica non é assolutamente come ci viene fatto credere. “La capacità di ottenere alla nascita diritti e doveri “ verso il sistema corporativo, partendo dal presupposto che essendo appena nati e impossibilitati per ovvi motivi ad emettere parola(verbi) ci viene confutato il silenzio assenzio, sottomessi alle gerarchie del diritto canonico Le cose per fortuna stanno andando diversamente, e la gente inizia a comprendere ….La persona física o giuridica non é assolutamente come ci viene fatto credere. “La capacità di ottenere alla nascita diritti e doveri “ verso il sistema corporativo col inganno.
    Bensì una truffa che va perpetuata da secoli, ingannando l’uomo al momento della registrazione anagrafica del nascituro. Dove inconsapevolmente i genitori stanno cedendo il bene allo stato, Nonché creando un titolo (bond) sul bene di scambio nei mercati finanziari (capitale umano) acconsentendo tramite un contratto verso di esso, la capacità e la responsabilità di tutelare il bene/i(figlio/i) fino a raggiungere certa maturità (emancipatoria) l’uomo vivente viene considerato disperso in mare, fino al settimo anno, e dopo il decimo anno di età Viene dichiarato morto. Ecco dove inizia l’inganno con il gioco della persona fisica (“persona” in latin “maschera”) “uomo di paglia” in breve sostanza nasciamo e viviamo nella frode…. noi col inganno verso i nostri genitori
    Bensì una truffa che va perpetuata da secoli, ingannando l’uomo al momento della registrazione anagrafica del nascituro. Dove inconsapevolmente i genitori stanno cedendo il bene allo stato, Nonché creando un titolo (bond) sul bene di scambio nei mercati finanziari (capitale umano) acconsentendo tramite un contratto verso di esso, la capacità e la responsabilità di tutelare il bene/i(figlio/i) fino a raggiungere certa maturità (emancipatoria) l’uomo vivente viene considerato disperso in mare, fino al settimo anno, e dopo il decimo anno di età Viene dichiarato morto. Ecco dove inizia l’inganno con il gioco della persona fisica (“persona” in latin “maschera”) “uomo di paglia” in breve sostanza nasciamo e viviamo nella frode….

  4. Le cose per fortuna stanno andando verso un’altra direzione e la gente inizia a comprendere chi é realmente ….La persona física o giuridica non é assolutamente come ci viene fatto credere nelle dottrine civilistiche . “La capacità di ottenere alla nascita diritti e doveri “ verso il sistema corporativo, questo é falso.
    Bensì una truffa che va perpetuata da secoli, ingannando l’uomo vivente al momento della registrazione anagrafica del nascituro. Dove inconsapevolmente i genitori cedono il bene allo stato,(corporación di natura privata 1934) Nonché consentendo alla creazione di un titolo (bond) stampato sul bene di scambio (persona fisica) inoculato dal sistema nei mercati finanziari come (capitale umano) acconsentendo un contratto verso di esso, e assumendosi la capacità e la responsabilità di tutelare il bene/i(figlio/i) fino a raggiungere certa maturità (emancipatoria). Da qui che l’uomo vivente, viene considerato disperso in mare, fino al settimo anno vita , e dopo il decimo anno di età Viene dichiarato morto dal sistema, se nessuno ne reclama la sua esistenza in vita. Ecco dove inizia l’inganno con il gioco della persona fisica (“persona” in latin “maschera”) “uomo di paglia” in breve sostanza nasciamo e viviamo nella frode….buona ricerca…

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