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Canone Rai: chiesto due volte ai professionisti

12 Lug 2017


Canone Rai: chiesto due volte ai professionisti

> Business Pubblicato il 12 Lug 2017



I titolari di Partita Iva hanno iniziato a ricevere una lettera della Rai. Chi deve pagare il Canone speciale? Perché viene chiesto un doppio pagamento?

In questi giorni molti italiani titolari di partita Iva stanno ricevendo una lettera dalla Rai: la richiesta di pagamento del cosiddetto canone speciale per il secondo semestre 2017, cioè l’imposta da pagare per il possesso di un apparecchio tv in ambito lavorativo. Come è noto dall’anno scorso l’importo del Canone Rai ordinario viene addebitato direttamente nella bolletta dell’energia elettrica, ma questo non vale per il Canone speciale Rai, quello che sono tenuti a pagare gli esercizi commerciali nei quali sono presenti «apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni» (leggi anche Canone Rai per le imprese: la guida al canone speciale).

Il Canone Rai per chi ha la partita Iva

La Rai sta inviando delle lettere a tutti i detentori di partita Iva: in teoria il Canone speciale lo devono pagare le attività commerciali come il bar o il negozio che ha una televisione o che trasmette trasmissioni radiofoniche e musica in filodiffusione. Ma le lettere stanno arrivando anche a coloro i quali hanno la sede legale della propria attività presso il proprio domicilio, ovvero nell’abitazione dove (se dovuto) hanno già pagato il Canone Rai tramite l’addebito nella bolletta elettrica. Si tratta di liberi professionisti, artigiani o consulenti che nella quasi totalità dei casi non hanno un apparecchio radiotelevisivo nel proprio ufficio.

Eppure sembrerebbe che secondo la Rai sono tenuti a pagare un ulteriore tassa sul possesso dell’apparecchio radiotelevisivo che possiedono nella propria abitazione. Vediamo allora come si esprime la normativa.

Canone speciale: chi deve pagarlo?

La legge in merito è chiara [1]: «Devono pagare il canone speciale coloro che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell’ambito familiare, o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto». Dunque per il co-possesso bisogna pagare due canoni.

In teoria, dunque, la richiesta della Rai sarebbe corretta e questi soggetti Iva, devono pagare il canone due volte anche se l’apparecchio è uno solo. In teoria, per l’appunto. In pratica l’imposta va pagata solo se il televisore in casa, oltre che per la famiglia, viene usato per la propria attività lavorativa.

Si deve pagare il canone per il possesso di tablet e Pc da cui si può vedere la Tv in streaming?

Il Ministero dello Sviluppo Economico-Dipartimento per le Comunicazioni [2] ha precisato cosa debba intendersi per «apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni» ai fini dell’insorgere dell’obbligo di pagare il canone radiotelevisivo ai sensi della normativa vigente. In sintesi, debbono ritenersi assoggettabili a canone tutte le apparecchiature munite di sintonizzatore per la ricezione del segnale (terrestre o satellitare) di radiodiffusione dall’antenna radiotelevisiva. Ne consegue ad esempio che di per sé i personal computer, anche collegati in rete (digital signage o simili), se consentono l’ascolto e/o la visione dei programmi radiotelevisivi via Internet e non attraverso la ricezione del segnale terrestre o satellitare, non sono assoggettabili a canone (leggi Canone RAI: chiarimenti su PC, Tablet e smartphone). Per contro, un apparecchio originariamente munito di sintonizzatore -come tipicamente un televisore- rimane soggetto a canone anche se successivamente privato del sintonizzatore stesso (ad esempio perché lo si intende utilizzare solo per la visione di DVD).

note

[1] R.D.L. n. 46 del 21.02.1938 e D.L.Lt. n. 458 del 21.12.1944.

[2] Nota del 22.02.2012.

Autore immagine: Pixabay.com


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3 Commenti

  1. Buonasera, è arrivato anche a me, come ad altri che conosco perchè titolare di una PI per una Srls che si occupa di inserimento dati. Perlatro posseggo un’altra PI come autonomo per la quale non è mai arrivato nulla. Per cui si evince come vengano inviati senza un criterio. In ogni buon conto o inviato via pec la notifica di non possesso di TV in quanto il PC senza sintonizzatore non è considerato atto alla ricezione del segnale digitale terrestre. Mi sembra la solita vergogna italiana. Vorrei verificare se la stessa normativa è valida anche per le industrie o le piccole medie imprese e se vengono fatti controlli in aziende come Finmeccanica, Fiat, istituti bancari, ecc. Ormai il professionista o le piccole società (vedi Srls che in teoria dovevano agevolare i giovani ad aprire attività) sono vacche da mungere fino alla morte.

  2. La mia situazione è diversa. A gennaio ho pagato il canone RAI tramite bollettino (non essendo titolare di un contratto di energia elettrica in quanto portinaio). Ad aprile ho traslocato e fatto un contratto per la fornitura di energia elettrica. Con la prima bolletta ho notato che mi sono stati addebitati 19,30 euro per il canone di marzo ed aprile (9,65+9,65).
    Domanda: Come posso evitare ulteriori addebiti ed ottenere la restituzione di questi 19,30 euro?
    Grazie

  3. salve…..sono titolare di un b&b ,con 2 camere autorizzate,oltre al canone in bolletta,pago siae ed ora anche la tassa speciale.
    Sto cercando di entrare nel sito rai,ma ni da una serie di errori.
    Cosa posso fare?….non credo valga la pena pagare circa 1000 euro l anno per 2 televisori….
    Grazie.
    Elly T.

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