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Se il padre non paga il mantenimento pagano i nonni?

13 Agosto 2018
Se il padre non paga il mantenimento pagano i nonni?

Il papà non versa gli alimenti: è possibile presentare un ricorso in tribunale per ottenere la condanna dei suoi genitori – i nonni – al pagamento del mantenimento?

Il tuo ex marito non versa più l’assegno di mantenimento per i bambini. Hai provato a farlo diffidare dall’avvocato; la lettera tuttavia non ha sortito alcun effetto. Gli hai inviato un messaggio minacciandolo che lo avresti denunciato, ma lui sembra non temere neanche il giudizio penale: non lavora – o meglio, lavora in nero – e apparentemente non ha nulla da temere. A questo punto, poiché hai bisogno dei soldi per mandare avanti la famiglia che grava interamente sulle tue spalle, hai deciso di intraprendere una causa contro i nonni paterni – ossia i genitori del padre – affinché siano loro a pagare al posto del figlio. È possibile una soluzione del genere? Quante chances di vittoria avresti in un eventuale processo? La risposta è stata, a più riprese, fornita dalla giurisprudenza e, in ultimo, da una recente ordinanza della Cassazione [1]. I giudici hanno risposto al quesito: se il padre non paga il mantenimento, pagano i nonni?

Il dubbio, del tutto legittimo, deriva da una norma del codice civile. Questo stabilisce [2] che, quando i genitori non hanno mezzi economici sufficienti per mantenere i figli, devono intervenire i nonni. In particolare, la legge dispone che, in ipotesi di questo tipo, «gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli».

Non è tutto. Un’altra norma, sempre contenuta nel codice civile [3], stabilisce l’elenco dei soggetti tenuti a versare gli alimenti nel caso di difficoltà economica di un famigliare e, tra questi, figurano anche i nonni.

Detto ciò, non è tuttavia automatico il fatto che se il padre non paga il mantenimento lo devono pagare i nonni. L’obbligo degli ascendenti scatta solo in presenza di determinate condizioni. Le analizzeremo qui di seguito.

A chi spetta mantenere i figli?

L’obbligo di mantenere i figli spetta, in via prioritaria e integrale, ai genitori.

Se uno dei due non può o non vuole adempiere al proprio dovere, l’altro, nel preminente interesse dei figli, deve far fronte per intero alle loro esigenze con tutte le sue sostanze patrimoniali e sfruttando tutta la propria capacità di lavoro. Resta fermo comunque il suo diritto di convenire in giudizio l’altro genitore inadempiente per far sì che questi adempia al proprio obbligo. Può così rivolgersi nei suoi confronti con una serie di strumenti concessi dalla legge: dall’azione civile per il recupero dei crediti (decreto ingiuntivo, ordine di pagamento diretto nei confronti del datore di lavoro, ecc., pignoramento dei beni) ai mezzi penali (la denuncia per mancato adempimento degli obblighi di mantenimento dei figli).

Non è tuttavia un segreto il fatto che la giustizia spesso non riesca a realizzare i propri obiettivi. Potrebbe così succedere che il genitore presso cui i figli convivano non riesca a recuperare le somme che gli spettano per far crescere i bambini. Cosa può fare per risolvere il problema? La legge – come abbiamo anticipato in apertura – gli consente di agire contro i nonni, ma solo rispettando alcune condizioni.

Quando i nonni devono versare gli alimenti per i nipoti

Il dovere dei nonni di versare gli alimenti ai nipoti, qualora non vi provveda il proprio figlio, scatta solo nel momento in cui i genitori non sono in grado di adempiere al loro diretto e personale obbligo. Inoltre è necessario dimostrare lo stato di bisogno dei nipoti. Agli ascendenti, pertanto, non ci si può rivolgere per ottenere un aiuto economico sulla sola scorta del fatto che uno dei due genitori non dia il proprio contributo al mantenimento dei figli, nel caso in cui l’altro genitore è in grado di farlo perché comunque lavora o dispone di risorse economiche.

In altri termini i nonni non sono un sistema per recuperare i crediti maturati e non riscossi ma solo una valvola di salvezza quando le condizioni economiche dei nipoti siano tali da non consentire a loro la sopravvivenza.

Se il padre non paga ci si può rivolgere ai nonni?

Dunque non è sempre valida l’equazione: se il padre non paga, pagano i nonni. Il genitore che esige il contributo dagli ascendenti deve prima dimostrare una serie di circostanze:

  • di non avere risorse economiche a sufficienza per mandare avanti la famiglia, ossia per assistere i propri figli. Si deve trattare di una impossibilità oggettiva, come nel caso di disoccupazione o di una grave malattia invalidante che non gli consente di lavorare;
  • che i minori versano in una situazione di bisogno;
  • di aver prima tentato di agire – evidentemente con esiti insoddisfacenti – nei confronti dell’altro genitore, colpevole di inadempimento. In pratica, per poter agire contro i nonni, è necessario prima avviare le azioni esecutive contro l’ex che non versa gli alimenti.

L’obbligo dei nonni permane solo fino a quando il genitore non acquista di nuovo la propria autonomia economica.

In più l’azione è rivolta nei confronti di tutti e quattro i nonni e non solo contro quelli del padre.

Ciascun nonno è tenuto a versare gli alimenti in proporzione alle proprie capacità economiche. Ne consegue che se uno dei quattro nonni ha una pensione appena sufficiente a lui stesso non può essere tenuto a versare il mantenimento per conto del figlio.


note

[1] Cass. ord. n. 10419/2018.

[2] Art. 316-bis cod. civ.

[3] Art. 433 cod. civ.


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