Diritto e Fisco | Articoli

Posso comunicare la malattia con WhatsApp?

13 Agosto 2018 | Autore:
Posso comunicare la malattia con WhatsApp?

Con quali modalità si può comunicare la malattia al datore di lavoro: raccomandata, pec, telefono, sms, chat.

Sei ammalato e non puoi andare al lavoro? Devi sapere che la prima cosa da fare è avvertire il tuo datore di lavoro dell’assenza, in modo che possa tempestivamente organizzarsi per sostituirti. La legge non fissa un termine preciso entro cui inviare la comunicazione di malattia al datore di lavoro, ma alcuni contratti collettivi prevedono entro quando si deve avvertire l’azienda o l’amministrazione: in certi casi è previsto l’invio di una comunicazione prima dell’inizio del turno di lavoro, in altre ipotesi entro 2 o 4 ore dall’inizio del turno lavorativo, in altre ancora entro il 1° giorno di assenza. La tempestività nell’avvertire è dunque d’obbligo, anche se sono giustificabili i casi in cui il lavoratore è impossibilitato oggettivamente a comunicare, ad esempio perché ricoverato. A questo punto ti starai sicuramente chiedendo «Posso comunicare la malattia con WhatsApp?». Effettivamente WhatsApp è uno dei mezzi più veloci di comunicazione, e permette anche di sapere se il messaggio è effettivamente stato consegnato e letto, salvo particolari impostazioni privacy del ricevente. Quindi si può informare l’azienda della malattia con WhatsApp? Per fornire una risposta sicura a questa domanda, dobbiamo innanzitutto vedere in quali modi la normativa consente di inviare la comunicazione di malattia, e verificare se ci sono delle sentenze sull’argomento.

Entro quando si deve avvertire l’azienda della malattia?

Innanzitutto, come spiegato da una recente guida dell’Inps sulla malattia del lavoratore, appena il dipendente si ammala deve avvertire il suo datore di lavoro o la sua amministrazione. Se, quindi, sei un lavoratore dipendente e ti sei ammalto, devi sapere che è il contratto collettivo applicato a stabilire quanto tempo hai per avvisare il datore di lavoro dell’assenza per malattia.

In particolare, devi avvertire:

  • prima dell’inizio del turno di lavoro, se l’azienda applica uno dei seguenti contratti collettivi: Telecomunicazioni, Terziario e Commercio, Turismo, Gomma/Plastica, Carta, Tessile/Abbigliamento/Confezioni, Grafica /Editoria, Alimentare;
  • entro 2 ore dall’inizio del turno lavorativo, per le aziende che applicano il contratto collettivo Autotrasporto;
  • entro 4 ore dall’inizio del turno lavorativo, per le aziende che applicano i seguenti contratti collettivi: Autotrasporto (relativamente al personale viaggiante e soggetto a turni continui avvicendati), Legno/Arredamento, Chimica, Calzature;
  • entro il 1° giorno di assenza, per le aziende che applicano il contratto collettivo Metalmeccanica.

Tutti i contratti, in ogni caso, prevedono che il lavoratore non sia soggetto all’obbligo di comunicazione nelle ipotesi di giustificato e comprovato impedimento, ad esempio in caso di ricovero immediato, perdita dello stato di conoscenza, impossibilità a compiere le azioni fondamentali, etc. Deve trattarsi, però, di casi di forza maggiore: in assenza di simili ipotesi, come vedremo più avanti, giustificare la mancata comunicazione è molto difficile.

Come si deve inviare la comunicazione di malattia all’azienda?

Per comunicare la malattia al datore di lavoro devi rispettare le modalità indicate dal contratto collettivo applicato. L’importante, comunque, è che tu adotti tutti gli accorgimenti possibili perché la comunicazione giunga tempestivamente all’azienda, e che ti accerti che arrivi a chi di dovere: l’ideale è dunque una telefonata, anche se è possibile comunicare tramite messaggio, fax o e-mail.

Si può inviare la comunicazione di malattia con WhatsApp?

Anche inviare un messaggio tramite WhatsApp è considerato un modo idoneo di avvertire l’azienda dell’assenza per malattia: lo ha chiarito il tribunale di Roma, con una recente sentenza [1]. In particolare, i messaggi di WhatsApp sono considerati idonei per la comunicazione all’azienda dello stato di malattia, anche più di una raccomandata o di un sms, in quanto:

  • consentono di informare immediatamente il datore di lavoro;
  • forniscono la conferma, grazie alla doppia spunta grigia o blu, della data e dell’ora di ricezione del messaggio.

Quando si deve fare la visita medica?

Una volta avvertita l’azienda dell’assenza, gli adempimenti per il dipendente non sono certamente terminati. Il lavoratore deve infatti recarsi dal suo medico curante (o, se non è disponibile, dalla guardia medica o da una diversa struttura o un differente professionista, purché convenzionato col servizio sanitario nazionale), entro due giorni dal verificarsi della malattia. Il medico provvede, a seguito della visita, a inviare all’Inps il certificato medico telematico con la diagnosi e la prognosi (cioè i giorni di malattia assegnati).

Da quale giorno inizia la malattia?

L’Inps, sulla base della normativa vigente, riconosce la prestazione di malattia soltanto dal giorno di rilascio del certificato. Il medico per legge non può giustificare giorni di assenza precedenti alla visita. Solo se si tratta di un certificato redatto a seguito di visita domiciliare, l’Inps riconosce anche il giorno precedente alla redazione (solo se feriale), quando indicato dal medico. Tieni presente, inoltre, che il tuo datore di lavoro potrebbe ritenerti assente ingiustificato nei giorni non riconosciuti dall’Inps.

Quali dati deve contenere il certificato medico?

Per garantire la correttezza delle informazioni riportate nel certificato, è necessario che il medico ponga la massima attenzione nell’inserimento di tutti i dati.

In particolare, il medico è tenuto ad inserire correttamente, se ne ricorrono i presupposti, le seguenti informazioni:

  • indicazione di evento traumatico: l’informazione è indispensabile affinché l’Inps possa valutare se vi sono le condizioni per attivare un’azione surrogatoria verso i terzi responsabili; nel caso in cui si riconosca la responsabilità di terzi, per il lavoratore c’è il vantaggio che le giornate di indennità di malattia in tal modo recuperate dall’Inps non rientrano nel computo del periodo massimo assistibile per malattia;
  • segnalazione delle eventuali agevolazioni per le quali il lavoratore privato o pubblico è esonerato dall’obbligo del rispetto delle fasce di reperibilità per la visita fiscale:
  • patologia grave che richieda terapie salvavita;
  • malattia per la quale sia stata riconosciuta la causa di servizio (solo per alcune categorie di dipendenti pubblici) [2];
  • stato patologico connesso alla situazione di invalidità già riconosciuta maggiore o uguale al 67%;

Il medico può anche inserire eventuali ulteriori dettagli nelle note di diagnosi al fine di completare o caratterizzare meglio la diagnosi stessa.

Al riguardo, l’Inps ha fornito alcuni indirizzi operativi in merito all’applicazione della normativa relativa alle esenzioni dalla reperibilità per i lavoratori del settore privato [3].

Come si deve comunicare il protocollo del certificato medico?

Devi poi fornire, se gli accordi collettivi o il tuo contratto individuale di lavoro lo prevedono, il numero di protocollo di trasmissione del certificato medico al datore di lavoro, che può così verificare all’interno del sito dell’Inps la prognosi stabilita.

A seconda delle disposizioni del contratto collettivo applicato, o degli accordi individuali, la comunicazione del protocollo del certificato medico di malattia può avvenire telefonicamente, tramite e-mail, messaggio o fax.

Si può comunicare il protocollo del certificato medico con WhatsApp?

In parallelo a quanto osservato per la comunicazione all’azienda dello stato di malattia, non dovrebbero esserci problemi nell’inviare all’azienda il protocollo del certificato medico tramite WhatsApp, in quanto la comunicazione avviene in modo tempestivo ed è possibile verificarne la ricezione in via immediata.

Che cosa succede se non si comunica l’assenza per malattia?

Se la comunicazione di assenza non è inviata nei termini prescritti dal contratto collettivo, o è inviata in ritardo, è necessario che tu giustifichi l’inadempimento, pena l’applicazione di una sanzione disciplinare.

La sanzione disciplinare può essere inflitta anche se hai comunque inviato il certificato medico giustificativo dell’assenza nei termini [4]. La segnalazione dell’assenza prima dell’inizio del turno lavorativo è infatti imposta per tutelare la corretta esecuzione dell’attività: si tratta di un interesse del datore di lavoro (e degli utenti dell’azienda o dell’ente) differente da quello della verifica dell’effettività della malattia.

Per evitare conseguenze, è allora necessario provare l’esistenza di un giustificato impedimento all’invio della comunicazione.

Come giustificare il lavoratore che non comunica l’assenza per malattia?

Le situazioni che consentono di giustificare il mancato avvertimento del datore di lavoro, in caso di assenza per malattia, sono molto più ristrette rispetto a quelle che consentono di giustificare l’assenza alla visita fiscale. Un conto, difatti, è risultare assenti dalla propria abitazione in un determinato arco di tempo, un conto è risultare totalmente impossibilitati ad effettuare una comunicazione, anche con una semplice telefonata o un messaggio.

Di conseguenza, risulta sicuramente giustificata la mancata comunicazione dovuta a casi di forza maggiore: un incidente, un grave malore, o comunque una malattia o un infortunio che comporti immediati accertamenti o il ricovero. In questo caso, è ovviamente il personale sanitario ad attestare la gravità della situazione.

In assenza di casi di forza maggiore, non è semplice dimostrare di non aver potuto effettuare comunicazioni telefoniche: questo sarebbe possibile solo nel caso in cui il lavoratore dimostri di non avere utenze telefoniche “fisse”, di aver esaurito il credito sul cellulare, di non coabitare con nessuno e di non aver avuto la possibilità di effettuare una chiamata con addebito al destinatario o di ottenere un credito per le emergenze. Peraltro, non è detto che l’assenza di credito giustifichi il lavoratore dalla sua dimenticanza, in quanto è sua precisa responsabilità mettere in atto tutti gli accorgimenti possibili per comunicare tempestivamente l’assenza all’azienda.

Risulta piuttosto difficile anche dimostrare che la mancata comunicazione è dovuta a un improvviso allontanamento dalla propria abitazione, perché questa potrebbe essere comunque considerata una negligenza del dipendente, sebbene il recarsi dal proprio medico o in farmacia sia considerata, quando indifferibile, una causa di giustificazione per l’assenza alla visita fiscale: le due situazioni sono trattate in modo differente, in quanto l’invio di una comunicazione è un obbligo più immediato e semplice da adempiere rispetto alla reperibilità all’interno di un’ampia fascia oraria.

Deve essere comunque valutata diversamente, ai fini della sanzione disciplinare, la comunicazione inviata con un leggero ritardo, rispetto a quella inoltrata con forte ritardo o, naturalmente, non inoltrata.

Per approfondire: Malattia, che cosa deve fare il lavoratore


note

[1] Tribunale di Roma, sent. n. 8802/2017.

[2] Patologia ascritta alle prime tre categorie della TABELLA A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella TABELLA E del medesimo decreto.

[3] Circolare Inps n. 95 del 7 giugno 2016.

[4] Cass. sent. n. 2023 del 04.02.2015.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube