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WhatsApp al lavoro: si può usare?

13 Agosto 2018 | Autore:
WhatsApp al lavoro: si può usare?

Utilizzo di WhatsApp e chat in azienda durante l’orario lavorativo, messaggi privati contro il datore di lavoro: le conseguenze per il dipendente.

Se sei un fan di WhatsApp e sei solito utilizzare spesso quest’applicazione per scambiare messaggi, anche al lavoro, è meglio che tu faccia attenzione e limiti il più possibile le chat durante l’orario lavorativo: devi infatti sapere che il datore di lavoro può vietare ai propri dipendenti di chattare via WhatsApp o postare messaggi sui social network, per evitare che il dipendente disperda le sue energie, che invece vanno indirizzate all’attività lavorativa [1]. Per vietare WhatsApp durante l’orario di lavoro, peraltro, non è necessario che l’azienda consulti le associazioni sindacali. Ma WhatsApp al lavoro si può usare, invece, per comunicazioni veloci ai propri familiari, ad esempio per dire a che ora si prevede di uscire dal lavoro, o per informare di un contrattempo? In generale, quando una comunicazione è veloce e non toglie tempo all’attività lavorativa non dovrebbero sorgere particolari problemi; tutto dipende, però, da che cosa stabilisce il regolamento dell’azienda, nonché dal tipo di attività svolta: se, ad esempio, è richiesta una concentrazione particolare, anche un breve messaggio potrebbe compromettere la possibilità di ottenere una prestazione lavorativa proficua. A queste problematiche va aggiunta la possibilità, per i colleghi, di “fare la spia al capo” sui messaggi WhatsApp e sui post che risultano diffamatori verso l’azienda o l’amministrazione, o che potrebbero fomentare ribellioni o comportamenti negativi: anche i messaggi privati possono valere come prova e determinare l’applicazione di sanzioni disciplinari. Insomma, WhatsApp al lavoro deve essere sempre evitato? In realtà, esistono anche dei modi per utilizzarlo proficuamente e promuovere l’attività aziendale: ne abbiamo parlato in Come fare soldi con WhatsApp. Ma procediamo per ordine, e vediamo in quali casi è meglio evitare l’utilizzo di WhatsApp durante il lavoro.

Posso usare WhatsApp durante l’orario di lavoro?

Prima di usare WhatsApp durante l’attività lavorativa, è meglio che verifichi attentamente le disposizioni, in merito, del regolamento aziendale. Se il regolamento non si esprime sull’utilizzo di WhatsApp, ma vieta l’utilizzo del cellulare, o prescrive di non mandare messaggi personali o effettuare telefonate nell’orario di lavoro, ovviamente non ti è permesso l’utilizzo di WhatsApp. Devi sapere che l’azienda non ha necessità di ottenere particolari autorizzazioni per vietare WhatsApp, né è obbligata a sentire i sindacati a questo proposito.

Se il regolamento non vieta l’utilizzo del cellulare e della messaggistica, è comunque bene chiedere preventivamente l’autorizzazione al datore di lavoro, perché mandare messaggi durante l’attività potrebbe compromettere la prestazione lavorativa.

Se il regolamento vieta l’uso di WhatsApp, o vieta l’uso del cellulare durante l’orario di lavoro, ma hai la necessità di effettuare una comunicazione urgente e veloce, devi chiedere l’autorizzazione al datore di lavoro o al tuo preposto, per evitare sanzioni disciplinari. Lo stesso vale nel caso in cui debba inviare una comunicazione personale tramite mail, telefono o fax: meglio domandare prima, spiegando le tue esigenze, piuttosto che ritrovarti a doverti difendere in seguito da una contestazione.

I colleghi possono far vedere al capo i messaggi di WhatsApp?

«Il capo è proprio antipatico, un vero aguzzino, uno schiavista, e la paga è una miseria». Stai attento agli sfoghi denigratori nei confronti dell’azienda, non soltanto sui social, ma anche nei messaggi inviati privatamente su WhatsApp: se un collega, o un terzo, fa la spia e recapita i contenuti al tuo datore di lavoro, a un dirigente o a un preposto, questi possono essere utilizzati anche in giudizio, per legittimare la sanzione disciplinare [2].

Utilizzare in giudizio i messaggi di WhatsApp viola la privacy?

La privacy non impedisce al datore di lavoro di servirsi dei tuoi messaggi di WhatsApp in cui lo insulti per licenziarti, anche se si tratta di messaggi privati: tutto ciò che viene pubblicato online, se rilevante per il giudizio, può essere valutato dal giudice, a meno che non sia stato acquisito in maniera illecita, ad esempio forzando le password di accesso. Un messaggio privato, difatti, può essere rilanciato e diffuso da dai contatti dell’utente che lo hanno ricevuto, anche attraverso la stampa della schermata, rendendo potenzialmente illimitato il numero dei destinatari del contenuto [3].

Potrebbe essere persino il datore di lavoro stesso a farti cadere in trappola, creando un profilo falso per accedere alle informazioni rese visibili soltanto ai tuoi contatti: questo non gli impedisce, secondo i prevalenti orientamenti della giurisprudenza, di utilizzare le informazioni ottenute dopo aver avuto accesso a una pagina chiusa o a un contenuto privato.

Il fatto che il contenuto o il profilo risulti pubblico o privato rileva, comunque, per la quantificazione dell’eventuale danno: quante più persone sono venute a conoscenza del post o del messaggio denigratorio, quanto maggiore sarà il risarcimento stabilito dal giudice.

Si può lavorare con WhatsApp?

Un conto è utilizzare WhatsApp per scopi privati, un altro conto è utilizzare l’app per lavoro: può essere la stessa azienda a chiederti di utilizzare WhatsApp per incrementare i contatti, per creare delle campagne pubblicitarie e marketing, per condividere news, immagini, link. È chiaro che in questi casi puoi usare WhatsApp anche se il regolamento aziendale lo vieta, in quanto è il datore di lavoro a domandartelo e l’attività svolta è lavorativa, non stai cioè disperdendo le tue energie per finalità diverse dalla tua occupazione. Se vuoi approfondire e sapere in quali modi puoi lavorare con l’applicazione: Come guadagnare con WhatsApp.

note

[1] Tribunale di Lecce, ordinanza n. 18452/2017.

[2] Tribunale di Vicenza, sentenza n. 778/2017.

[3] Corte d’appello di Torino, sentenza n. 599/2017.


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