Diritto e Fisco | Articoli

Quale pensione senza contributi?

3 Luglio 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Luglio 2019



Pensione e assegno sociale, pensione d’invalidità civile, reddito d’inclusione e di cittadinanza: quale trattamento per chi non ha mai lavorato?

Hai dedicato la tua vita alla cura della famiglia e, come casalinga, non hai mai versato contributi all’Inps? Oppure hai lavorato per diversi anni, ma non sei mai stato assicurato? O, ancora, non hai mai lavorato in quanto invalido o inabile? Forse non sai che potresti comunque aver diritto a una pensione da parte dell’Inps. Ma quale pensione senza contributi si potrà mai prendere? In realtà non si tratta di una pensione previdenziale, ossia il cui presupposto è il rapporto assicurativo con l’Inps, quindi il versamento di contributi, ma si tratta di una prestazione di assistenza, anzi, per la precisione, di più prestazioni di assistenza diverse, a seconda della situazione in cui ti trovi: se, ad esempio, hai un reddito basso e sei anziano, puoi aver diritto all’assegno sociale, se sei invalido e non hai contributi, alla pensione d’invalidità civile, se non sei né anziano né invalido, ma la tua famiglia è molto povera, al reddito d’inclusione Rei, che diventerà reddito di cittadinanza. In tutti questi casi, il presupposto della pensione non è il versamento della contribuzione, ma il trovarsi in una situazione di bisogno. Le prestazioni di previdenza, come la pensione di vecchiaia e anticipata, difatti, servono a prevenire uno stato di bisogno e sono finanziate principalmente dai contributi degli iscritti ad una certa forma di assicurazione, anche se ci può essere una compartecipazione pubblica. Le prestazioni di assistenza, invece, sono finanziate unicamente dalle entrate pubbliche, come le imposte, e servono come sostegno in situazioni di bisogno. Questo spiega perché, per le prestazioni di previdenza, è necessario aver versato dei contributi, quindi essere assicurati, mentre per le prestazioni di assistenza non è richiesto alcun requisito contributivo, ma sono previsti dei limiti di reddito generalmente più severi. Ma procediamo per ordine e vediamo quali pensioni si possono ottenere senza il versamento di contributi.

Quale pensione diretta si può ottenere con pochi contributi?

Per quanto riguarda la pensione, intesa come prestazione di previdenza, come abbiamo detto è sempre necessario il versamento di un minimo di anni di contributi, accreditati presso l’Inps o un diverso ente previdenziale, come le casse dei liberi professionisti: le annualità di contributi necessari vanno da un minimo di 5 anni, per chi ha diritto alla pensione di vecchiaia contributiva a 71 anni, o per chi ha diritto alla pensione d’inabilità o all’assegno ordinario d’invalidità, ai 20 anni necessari per la pensione di vecchiaia ordinaria a 67 anni (15 anni di versamenti in alcuni casi), sino ai 42 anni e 10 mesi necessari per la pensione anticipata degli uomini, per la quale non sono previsti, però, limiti di età.

Quale pensione si può ottenere senza contributi?

Chi non possiede contributi, però, o ne possiede meno di 5 anni, può ottenere comunque una sorta di pensione, o meglio un trattamento erogato mensilmente, non di previdenza ma di assistenza:

  • se invalido, ad esempio, può ottenere l’assegno di assistenza per invalidi civili; se invalido al 100% e non autosufficiente, può ottenere l’assegno di accompagnamento (sono poi previsti specifici trattamenti per i non vedenti, i sordi, i talassemici);
  • se l’interessato non è invalido, ha un’età almeno pari a 67 anni e non supera determinati limiti di reddito, può ottenere l’assegno sociale;
  • se non è invalido, ha un’età inferiore a 67 anni e versa in uno stato di assoluta povertà, può ottenere il Rei, cioè il reddito d’inclusione; il Rei, però, non può fare le veci di una pensione, perché ha la durata massima di 18 mesi.

Vediamo nel dettaglio le ipotesi elencate, per capire come ottenere la pensione senza contributi.

Quale pensione senza contributi per invalidi?

Chi è invalido, cioè possiede una riduzione della capacità lavorativa, può ottenere, senza necessità di aver versato contributi previdenziali, le seguenti prestazioni mensili:

  • la pensione d’invalidità civile, o assegno di assistenza, se possiede un’invalidità riconosciuta dal 74% al 99%, se è disoccupato e non supera determinati limiti di reddito, pari a 4.906,72 euro annui; il limite sale a 16.814,34 euro annui per gli invalidi civili totali; la pensione mensile d’invalidità ammonta a 285,66 euro mensili e in certe condizioni può essere maggiorata;
  • l’indennità di frequenza, se si tratta di un minorenne invalido;
  • l’assegno sociale sostitutivo, per gli invalidi civili dal 74% che non superano determinati limiti di reddito, o la pensione sociale sostitutiva; l’assegno sociale sostitutivo ammonta a:
    • 372,98 euro mensili per gli invalidi civili parziali, con un limite di reddito personale pari a 4.906,72 euro annui; a determinate condizioni è possibile ottenere la maggiorazione base, pari a 85,01 euro mensili, e la maggiorazione ulteriore, pari a 12,92 euro, dell’assegno sociale; inoltre, a partire dal 70° anno di età, è possibile ottenere l’incremento della maggiorazione, pari a 191,46 euro;
    • 372,98 euro mensili per gli invalidi civili totali, con un limite di reddito personale annuo pari a 16.814,34 euro; a determinate condizioni è possibile ottenere la maggiorazione base dell’assegno sociale, pari a 84,09 euro mensili; inoltre, a partire dal 70° anno di età, è possibile ottenere l’incremento della maggiorazione, pari a 191,46 euro;
  • l’indennità di comunicazione per i non udenti;
  • per i non vedenti: la pensione per ciechi assoluti, la pensione per ciechi parziali, l’assegno per i decimisti e l’indennità per i ventesimisti;
  • l’indennità di accompagnamento, se è riscontrata un’invalidità del 100% e la non autosufficienza o l’impossibilità di deambulare senza accompagnatore; per il 2018 l’assegno è pari a 516,35 euro mensili; non ci sono limiti di reddito per averne diritto; per i ciechi assoluti, l’assegno di accompagnamento è pari a 915,18 euro mensili, ed anche in questo caso non sono previsti limiti di reddito per averne diritto;
  • la pensione per i talassemici.

Quale pensione senza contributi per gli anziani poveri?

Le persone che hanno compiuto 67 anni di età e si trovano in stato di bisogno economico possono ottenere la pensione sociale, o assegno sociale, anche se non hanno mai versato contributi.

Nel dettaglio, l’assegno sociale, che dal 1996 ha sostituito la pensione sociale, è una prestazione di assistenza, pari a 453 euro mensili (più eventuali maggiorazioni), riconosciuta dall’Inps, che spetta ai cittadini che hanno un reddito al di sotto di un certo limite e che non hanno diritto (eccetto alcune particolari situazioni) alla pensione di vecchiaia, anticipata, di anzianità o ad altri trattamenti previdenziali.

Possono ottenere l’assegno sociale le persone che possiedono i seguenti requisiti:

  • almeno 67 anni di età: questo requisito è unico, per gli uomini e per le donne, ed è valido a partire dal primo gennaio 2019, in quanto è stato elevato di 1 anno, come previsto dalla Legge Fornero [1];
  • cittadinanza italiana, o, in alternativa, cittadinanza di un Paese europeo, qualora il richiedente abbia effettuato iscrizione all’anagrafe del comune di residenza, oppure, ancora, cittadinanza di un Paese Terzo, qualora il richiedente possieda il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • residenza effettiva, stabile e continuativa per almeno 10 anni nel territorio italiano;
  • reddito non superiore a 5.953,87 euro annui, se il richiedente non è coniugato;
  • reddito non superiore a 11.778 euro annui, se il richiedente è coniugato.

Quale pensione senza contributi per i poveri?

Se si è poveri si può ottenere la pensione senza contributi? Non si può ottenere una pensione vera e propria, ma una prestazione di assistenza mensile sì: si tratta del Rei, il reddito d’inclusione, che dal 2018 e sino al 2019 spetta alle famiglie con un Isee (l’indicatore che “misura la ricchezza” di ogni nucleo familiare) sino a 6mila euro e un indicatore Isre (che “fotografa” la situazione reddituale dei componenti del nucleo) sino a 3mila euro.

La misura consiste in un assegno mensile, erogato attraverso una carta acquisti, che può andare da un minimo di 190 euro fino a 539 euro (per le famiglie numerose), per una durata massima di 18 mesi (una volta terminato il periodo di spettanza, devono passare almeno 6 mesi prima di poterlo chiedere di nuovo).

Nel dettaglio, se la famiglia ha:

un solo componente, il Rei è pari a 187,5 euro mensili;

  • 2 componenti, 294,38 euro mensili;
  • 3 componenti, 382,50 euro mensili;
  • 4 componenti, 461,25 euro mensili;
  • 5 o più componenti, 539,82 euro mensili.

Per ottenere il Rei sono previsti ulteriori requisiti da rispettare, come non possedere, nel nucleo familiare, auto immatricolate nei 24 mesi precedenti, un patrimonio immobiliare non superiore a 20 mila euro (esclusa la casa di abitazione) e mobiliare non superiore a una cifra tra i 6 mila e i 10 mila euro, a seconda della composizione del nucleo. Inoltre, tutta la famiglia deve aderire a uno specifico progetto d’inclusione sociale. Per saperne di più, Guida al Rei 2018.

Il Rei è recentemente stato sostituito da un nuovo sostegno, il reddito di cittadinanza. Il nuovo reddito di cittadinanza è una prestazione economica accreditata a favore di coloro che possiedono un reddito sotto la soglia di povertà, assieme a specifici requisiti patrimoniali e ad ulteriori condizioni. È considerato al di sotto della soglia di povertà ai fini del reddito di cittadinanza chi possiede un reddito inferiore ai 780 euro mensili, in caso di nucleo familiare con un solo componente con affitto o mutuo a carico.

Se nel nucleo familiare tutti i componenti sono over 67 o disabili, si ha diritto alla pensione di cittadinanza.

Il reddito di cittadinanza può arrivare a un massimo di 1.330 euro mensili se la famiglia è numerosa e senza introiti (1380  euro al mese per le famiglie numerose con disabili gravi o non autosufficienti); la pensione di cittadinanza può arrivare a 1.473 euro mensili (1536 per le famiglie numerose con disabili gravi o non autosufficienti); il sussidio non può essere inferiore a 480 euro annui (40 euro al mese).


note

[1] D.L. 201/2011.


1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA