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Scuola: no sospensione e 7 in condotta al gruppo per punire i colpevoli

30 Gennaio 2013
Scuola: no sospensione e 7 in condotta al gruppo per punire i colpevoli

Anche il famigerato “7 in condotta” è una misura punitiva che incide sullo stato di una persona: pertanto può essere inflitto solo nei confronti degli effettivi responsabili di una condotta indisciplinata e non al gruppo intero.

Se non mi dite i nomi dei responsabili vi sospendo tutti!”: quante volte avremo sentito, atterriti tra i banchi di scuola, le minacciose parole dal preside o del professore di turno. Vincere il timore dei ragazzi di essere additati come “spie” è quanto di più difficile possa esistere. Così spesso, in assenza di prove sui colpevoli o di confessioni, le punizioni vengono inflitte al gruppo intero. E di mezzo ci vanno anche gli innocenti.

È quanto successo nel corso di una gita scolastica: come spesso succede, gli alunni di un liceo avevano danneggiato le camere dell’hotel presso cui erano alloggiati. Al rientro, il Consiglio di Classe, per punire i responsabili, aveva deciso di abbassare il voto della condotta a tutti i partecipanti.

I genitori di uno dei giovani hanno però fatto ricorso, che il Consiglio di Stato ha accolto [1]. In tale occasione, i giudici hanno detto: “Quando si tratta di determinare sanzioni che incidono sullo stato della persona (tra cui indubbiamente rientra l’attribuzione del “7 in condotta”), si deve applicare il principio della responsabilità personale”. Tale principio trova quindi applicazione anche nel mondo scolastico: non è possibile far sì che la mancata individuazione dell’effettivo autore dell’illecito, all’interno o all’esterno della scuola, determini la punizione di tutto il gruppo presente.


note

[1] Cons. St. sent. n. 6211/2012.


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