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Perché la Cassazione si dice Ermellini?

11 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 settembre 2018



Cos’è e cosa fa la Corte di Cassazione? Perché i suoi giudici vengono chiamati ermellini? Cosa significa che la Cassazione è giudice di legittimità?

La magistratura italiana è un organo indipendente da ogni altro potere: non a caso, la Costituzione dice che la giustizia è amministrata in nome del popolo e che i giudici sono soggetti solamente alle leggi. L’indipendenza della magistratura da ogni interferenza esterna (e, in particolare, dal potere legislativo e governativo) è assicurata attraverso diversi meccanismi, quali ad esempio la nomina a magistrati solamente di persone che abbiano vinto un concorso pubblico. I giudici, quindi, vengono scelti in base alle loro competenze, non per elezione politica. Per garantire ai cittadini un processo ancora più giusto ed equo, la giustizia italiana è stata articolata in modo tale che un caso non sia affrontato da un solo giudice; in altre parole, se decidi di ricorrere in tribunale per tutelare i tuoi diritti, devi sapere che la causa che hai intrapreso molto probabilmente non terminerà davanti a quel giudice: contro la decisione di quest’ultimo, infatti, è data la possibilità alla parte soccombente (cioè, a quella che ha perso) di fare appello, cioè di impugnare la sentenza davanti ad altro giudice. Lo stesso accade nel caso in cui il processo sia intrapreso contro una persona imputata per aver commesso un reato. Contro la decisione in appello è ammessa addirittura una seconda impugnazione, questa volta direttamente davanti alla Corte di Cassazione. In alcuni casi è la stessa Costituzione a prevedere che vi debbano essere almeno due gradi di giudizio: in ambito penale, contro le sentenze e contro i provvedimenti che incidono sulla libertà personale (si pensi all’ordinanza con cui vengono disposti gli arresti domiciliari) pronunciati dagli organi giurisdizionali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge. La Corte di Cassazione è un giudice particolare in quanto, a differenza degli altri, non può entrare nel merito della vicenda, ma può esprimersi solamente in relazione alla legalità della pronuncia, cioè al suo rispetto formale della legge. Non a caso, si dice che la Corte di Cassazione è giudice di legittimità e non di merito. L’importanza della Corte di Cassazione è testimoniata esteriormente anche dalla sede e dagli abiti che indossano i suoi giudici. Cosa significa ciò? Se l’argomento ti interessa, proseguendo nella lettura scoprirai perché per indicare la Cassazione si dice ermellini.

Corte di Cassazione: cos’è?

Prima di vedere perché i giudici della Cassazione vengono chiamati ermellini, spieghiamo alcune cose. La Corte di Cassazione è l’ultimo e più alto grado di giurisdizione conosciuto in Italia: ciò significa, in poche parole, che la Corte di Cassazione ha l’ultima parola sui fatti oggetto di giudizio, non essendo possibile mettere in discussione quanto da essa stabilito. Se, quindi, hai perso in primo grado davanti al tribunale, nel secondo davanti alla corte di appello e, infine, anche in Cassazione, non potrai farci più nulla: la vicenda sottoposta alla giurisdizione italiana deve ritenersi chiusa e decisa in maniera definitiva (salvo eventuale ricorso alla Corte Europea, ma si tratta di organo giurisdizionale esterno).

Si faccia attenzione ad una cosa, però: i magistrati del sistema giudiziario italiano non sono subordinati gerarchicamente l’uno all’altro, ma semplicemente sono divisi e separati per competenze. In altre parole, ciò significa che il giudice di secondo grado non è più importante di quello di primo grado, ma semplicemente assolve ad una funzione diversa. Lo stesso dicasi per la Cassazione la quale, pur rappresentando l’ultimo grado di giudizio, non significa che la sua decisione sia più valida o più giusta delle altre.

Cassazione: cosa significa che è giudice di legittimità?

Come anticipato nell’introduzione, la Corte di Cassazione è giudice di legittimità e non di merito. Cosa significa? In pratica, vuol dire che i giudici della Cassazione non stabiliscono se la valutazione del magistrato precedente è giusta o sbagliata, ma solo se tale decisione sia conforme alla legge. Si tratta di un controllo formale e non sostanziale. Facciamo un esempio. I giudici di primo e secondo grado hanno ritenuto attendibili le operazioni peritali compiute da un tecnico. Davanti alla Cassazione, non si potrà impugnare la sentenza e dire che, in realtà, i giudici hanno sbagliato perché le valutazioni del perito erano inattendibili: questa considerazione è sottratta alla Suprema Corte la quale potrà solamente esprimersi circa la conformità a legge della perizia. La Cassazione potrebbe invece rilevare, ad esempio, che la perizia non poteva essere presa in considerazione perché affetta da nullità per vizio di forma.

Cassazione: perché si dice ermellini?

Veniamo ora al punto centrale dell’articolo: perché ai giudici della Cassazione ci si rivolge chiamandoli ermellini? La risposta è molto semplice e va trovata nell’abbigliamento che questi magistrati indossano nelle occasioni più formali: in alcune specifiche circostanze (come, ad esempio, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario), i giudici della Cassazione indossano una lunga toga rossa con bordo di pelliccia di ermellino, accompagnata da un cappello di velluto e da guanti bianchi.

Si tratta di un’antica tradizione che affonda le radici nel passato: la cappa di ermellino veniva indossata tradizionalmente dai regnanti come segno del potere. Oggi quest’abito è rimasto ad indicare la dignità dai gradi più elevati non solo in ambito giudiziario, ma anche, ad esempio, nella gerarchia accademica (si pensi al rettore di un’università). In sintesi, quindi, si utilizza una figura retorica (la metonimia) che consente di indicare i giudici per mezzo dell’abito che indossano.

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