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Come diventare giudice cassazione

10 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 settembre 2018



Cos’è la Corte di Cassazione? Come si diventa giudici cassazionisti? Quali titoli bisogna avere e quali prove occorre superare?

La magistratura italiana è composta da giudici indipendenti, terzi e imparziali: questo significa che, quando si celebra un processo, ogni cittadino avrà la garanzia di trovare davanti a sé un magistrato che non è coinvolto dagli interessi in gioco e che non subisce le influenze esterne. La stessa Costituzione dice che la giustizia è amministrata in nome del popolo e che i giudici sono soggetti solamente alle leggi. L’indipendenza della magistratura è garantita dalla procedura di nomina dei giudici: questi vengono selezionati solamente tra le persone che abbiano vinto un apposito concorso pubblico. I giudici, quindi, vengono scelti in base alle loro competenze, non per elezione politica. Per garantire ai cittadini un processo ancora più equo, la giustizia italiana è stata articolata in modo tale che una vicenda non sia affrontata da un solo giudice; in altre parole, chi ricorre in tribunale per tutelare i suoi diritti ha la possibilità di far valere gli stessi anche in secondo e terzo grado, davanti a magistrati ugualmente imparziali ma diversi dai primi. La legge dà sempre la possibilità alla parte soccombente (cioè, a quella che ha perso) di fare appello, cioè di impugnare la sentenza davanti ad altro giudice. Contro la decisione in appello è ammessa addirittura una seconda impugnazione, questa volta direttamente in Corte di Cassazione. In alcuni casi è la stessa Costituzione a prevedere che vi debbano essere almeno due gradi di giudizio: in ambito penale, contro le sentenze e contro i provvedimenti che incidono sulla libertà personale (si pensi all’ordinanza con cui vengono disposti gli arresti domiciliari) pronunciati dagli organi giurisdizionali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge. La Corte di Cassazione è un giudice particolare in quanto, a differenza degli altri, non può entrare nel merito della vicenda, ma può esprimersi solamente in relazione alla legalità della pronuncia, cioè al suo rispetto formale della legge: per questo motivo si dice che la Corte di Cassazione è giudice di legittimità e non di merito. L’importanza della Corte di Cassazione è testimoniata anche dalla complessa e lunga procedura che occorre per essere nominati giudici della suprema corte. Se questo argomento ti interessa e vuoi saperne di più, ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo insieme cos’è la Corte di Cassazione, di cosa si occupa, cosa significa giudice di legittimità e come diventare giudice di cassazione.

Corte di Cassazione: cos’è?

Prima di vedere come si diventa giudici di cassazione, spendiamo qualche parola circa il funzionamento e l’importanza che la suprema corte riveste in seno alla giustizia italiana. La Corte di Cassazione è l’ultimo e più alto grado di giurisdizione conosciuto in Italia: ciò significa, in poche parole, che la Cassazione ha l’ultima parola sui fatti oggetto di giudizio, non essendo possibile mettere in discussione quanto da essa stabilito. Se, quindi, hai perso in primo grado davanti al tribunale, nel secondo davanti alla corte di appello e, infine, anche in Cassazione, non potrai farci più nulla: la vicenda sottoposta alla giurisdizione italiana deve ritenersi chiusa e decisa in maniera definitiva (salvo eventuale ricorso alla Corte Europea, ma si tratta di organo giurisdizionale esterno).

Cassazione: cosa significa che è giudice di legittimità?

Come anticipato nell’introduzione, la Corte di Cassazione è giudice di legittimità e non di merito. Cosa significa? In pratica, vuol dire che i giudici della Cassazione non stabiliscono se la valutazione del magistrato precedente è giusta o sbagliata, ma solo se tale decisione sia conforme alla legge. Si tratta di un controllo formale e non sostanziale. I giudici della Cassazione, quindi, non possono contestare le considerazioni che la legge lascia alla discrezionalità dei giudici di merito; la suprema corte può solamente verificare che le norme di legge siano state rispettate: ad esempio, controllando che la persona sentita in primo grado fosse in grado di testimoniare, oppure che la sentenza sia sorretta da un’adeguata motivazione.

Come si diventa giudici?

Per diventare giudice di cassazione bisogna seguire il normale percorso previsto dalla legge per diventare magistrati ordinari, oltre a dover maturare una certa esperienza sul campo. Ma cominciamo dall’inizio. Chi vuole diventare magistrato deve innanzitutto conseguire una laurea in giurisprudenza: oggi si tratta di un percorso di studi quinquennale (cosiddetta laurea magistrale) che ha sostituito il vecchio corso quadriennale e quello composto da tre anni più due (laurea in scienze giuridiche).

Ottenuto il tanto ambito titolo accademico, non è ancora possibile accedere al concorso per la magistratura; requisito fondamentale è il possesso di uno dei seguenti titoli:

  • diploma ottenuto a seguito di iscrizione a Scuola di Specializzazione per le professioni legali, della durata di due anni;
  • abilitazione all’esercizio della professione forense (abilitazione per esercitare la professione di avvocato, in altre parole);
  • stage di diciotto mesi presso gli uffici giudiziari o tirocinio professionale presso l’Avvocatura dello Stato;
  • dottorato in materie giuridiche (di almeno tre anni).

Inoltre, possono partecipare al concorso per magistrato:

  • i magistrati amministrativi e contabili;
  • i procuratori dello Stato;
  • i dirigenti della pubblica amministrazione con almeno cinque anni di anzianità;
  • i professori universitari in materie giuridiche;
  • coloro che hanno svolto la funzione di giudice onorario per almeno sei anni.

Il possesso di uno di questi requisiti consente di partecipare al concorso per magistratura, normalmente indetto con cadenza annuale. Superato il concorso (che consta di tre prove scritte e di una prova orale), potrai dire di essere un magistrato, anche se solamente in prova.

Come si diventa giudice di cassazione?

Vinto il concorso, occorre seguire un corso obbligatorio di sei mesi presso la Scuola Superiore della Magistratura. A seguito di questo, si diventa uditore giudiziario (un magistrato di prima nomina), con obbligo di fare tirocinio per diciotto mesi presso un magistrato (indifferentemente giudice o pubblico ministero). Dopo due anni, quindi, si diventa magistrato di tribunale a tutti gli effetti.

Dopo undici anni si può essere nominati magistrato di Corte d’Appello e solamente dopo altri sette anni si può essere dichiarati idonei ad essere nominati giudice di Cassazione. Decorsi ulteriori otto anni, è possibile essere dichiarati idonei per la nomina alle funzioni direttive superiori. Gli avanzamenti di carriera sono stabiliti dal Consiglio Superiore della Magistratura, il massimo organo della giurisdizione italiana che ne regola il funzionamento e decide sul trasferimento dei giudici.


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