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Fermo auto su autoveicolo aziendale: che fare?

16 Agosto 2018
Fermo auto su autoveicolo aziendale: che fare?

Automezzi a uso aziendale: il fermo amministrativo per l’auto di lavoro riguarda esclusivamente l’imprenditore e il professionista. 

Si crede comunemente che il fermo auto scatti solo nei confronti di chi non paga il bollo auto, cosa tutt’altro che vera. Il fermo amministrativo – comunemente noto come “ganasce fiscali” – è una misura cui l’Agenzia delle Entrate Riscossione può ricorrere quando il contribuente non versa l’importo dovuto dopo sessanta giorni dalla notifica della cartella esattoriale. In realtà non è una misura automatica: a volte passano mesi o anni dal ricevimento della cartella, altre volte non viene mai eseguita. Il fermo è quindi uno dei tanti mezzi che l’esattore ha a disposizione per recuperare i propri crediti. Anzi, a voler essere precisi, esso non è neanche classificabile come uno strumento di esecuzione forzata. Il suo scopo è evitare che il debitore disperda il proprio patrimonio in barba ai creditori: cosa possibile appunto tramite la sua iscrizione al Pra, il pubblico registro automobilistico. Difatti, da tale momento, anche se l’auto viene ceduta a terzi, il nuovo intestatario subisce ugualmente il fermo. Significa che non potrà circolare con l’autoveicolo. Posta questa caratteristica del fermo amministrativo, che impedisce l’impiego dell’auto, una normativa del 2013 (il cosiddetto “decreto del fare” [1]) ha stabilito che le ganasce fiscali non possono essere disposte sull’auto dell’imprenditore o del professionista in quanto necessaria per lavorare. Una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia [2] affronta questo delicato problema e spiega che fare in caso di fermo auto su un autoveicolo aziendale. Cerchiamo di capire di cosa si tratta.

Fermo su veicolo strumentale all’attività o alla professione

Trenta giorni prima dell’iscrizione del fermo, l’agente della riscossione deve notificare al contribuente un preavviso. Questo preavviso ha molteplici funzioni. Da un lato serve a preannunciare la misura e consentire all’interessato di pagare per non rimanere a piedi. Ma nello stesso tempo gli consente di presentare una domanda di rateazione, anch’essa incompatibile con il fermo. Non solo. Nei 30 giorni dal ricevimento del preavviso il contribuente può dimostrare all’Esattore la “strumentalità” del veicolo all’attività imprenditoriale o professionale. In tal caso le ganasce non possono essere disposte [3]. Questo perché, se il contribuente, a causa del divieto di circolazione dei veicoli scaturente dal fermo, venisse privato della disponibilità dei mezzi e dunque della possibilità di lavorare, verrebbero meno la produzione di reddito e la creazione della liquidità finanziaria necessaria a far fronte al pagamento delle imposte.

Si ritiene che tale termine dei trenta giorni non perentorio, quindi il contribuente, sia successivamente sia in giudizio, rimane libero di dimostrare la strumentalità del veicolo. Però, la dimostrazione “tempestiva” del fatto può avere l’effetto di inibire alla radice il fermo.

Cosa si intende per veicolo strumentale?

Un parametro utile è costituito dall’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate sul concetto di strumentalità, riguardante «i soli casi in cui il conseguimento dei ricavi caratteristici dell’impresa dipende direttamente dall’impiego del veicolo» [4]. A tal fine, un elemento indiziario da valutare può essere l’iscrizione del bene nel registro dei beni ammortizzabili [5]. A questa interpretazione si adegua la sentenza della CTR Sicilia che avverte: non possono essere sottoposti a fermo amministrativo gli automezzi che, in quanto iscritti nel registro dei cespiti ammortizzabili, si presumono strumentali all’esercizio dell’attività d’impresa.

La strumentalità non sussiste quando, seppure vi sia un utilizzo promiscuo del bene, la professione non richieda il necessario utilizzo di un autoveicolo per essere attuata [6].

Infine il fermo è legittimo se il debitore possiede un altro veicolo per recarsi al lavoro [7].

Auto del lavoratore dipendente: si può adottare il fermo auto?

Se anche la norma fa riferimento alla possibilità di impedire il fermo solo per le auto strumentali all’esercizio dell’attività imprenditoriale e professionale, secondo alcuni giudici il fermo è illegittimo anche nei confronti dell’unico veicolo posseduto dal contribuente recarsi presso il posto di lavoro dipendente [8].

Come impedire il fermo su autoveicolo aziendale?

Per tornare all’autoveicolo aziendale, il contribuente che ha ricevuto il preavviso dovrà attivarsi immediatamente per presentare, allo sportello dell’Agente della Riscossione, eventualmente anche tramite posta elettronica certificata, una istanza in cui allega i documenti dimostranti la strumentalità dei beni. Come detto ciò si evince più facilmente se l’auto è inserita nel registro dei beni ammortizzabili sebbene alcune sentenze hanno esteso la tutela anche quando la prova viene data in modo diverso.


note

[1] DL 69/2013.

[2] Ctr Sicilia sent. n. 2580/1/2018.

[3] Art. 86 co. 2 del DPR 602/73.

[4] CTP Milano sent. n. 7933/17/16.

[5] CTR Palermo sent. n. 2580/1/18.

[6] CTP Milano sent. n. 4382/16/17.

[7] CTP Novata, sent. n. 36/1/18.

[8] CTP Milano sent. n. 9202/24/14, CTP Reggio Emilia sent n. 80/2/17; contra, nel senso che può essere fermato il bene strumentale alla persona fisica, CTR Roma sent. n. 2144/13/18.


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